PENSIERO UNICO | 27 Luglio 2016

Altre leggi liberticide all'orizzonte

Monica Cirinnà ha presentato un nuovo progetto di legge, che attacca duramente la libertà circa il modo di condurre la propria professione. Il pensiero unico vuole affermarsi anche con leggi che contraddicono le libertà fondamentali

di GIUSEPPE ZOLA

I fautori ed i protagonisti del “pensiero unico” sono veramente infaticabili, aiutati, in questo, dalla indifferenza e dalla ignavia di cattolici che hanno vergogna della propria cultura e da liberali senza più voglia di difendersi. Mi riferisco alla Cirinnà, che è appena riuscita vincitrice nell’approvazione della legge sulle unioni civili, checché ne dica Alfano, che continua a voler farci credere di aver vinto (a proposito, perché l’Ncd non si è comportato per il matrimonio tra persone dello stesso sesso – di questo si tratta – nel medesimo modo con cui oggi si comporta circa la liberalizzazione della droga? Mistero).

La Cirinnà, dunque, ha presentato un nuovo progetto di legge, che, questa volta, attacca duramente la libertà di pensiero e la libertà circa il modo di condurre la propria professione. Con tale progetto, la nostra eroina propone che sia vietato a certe categorie di professionisti di comportarsi con i propri pazienti in modo da indurre persone con tendenze omosessuali a cambiare atteggiamento. Nei casi in cui ciò accadesse, la severissima e antidemocratica Cirinnà prevede che il professionista venga radiato dal proprio albo, venga condannato al carcere e al pagamento di un risarcimento dei danni. Pare che la tortura non sia prevista.

In attesa di approfondire la tematica sollevata da questo incredibile (e, come al solito, anticostituzionale) progetto, vorrei, a caldo, fare alcune osservazioni.

Mi pare che vi sia una contraddizione, nel progetto, con la stessa cultura del “gender”, che dovrebbe stare a cuore alla proponente. Tale cultura sostiene che il cambiamento di sesso, in teoria, potrebbe essere quasi giornaliero, visto che dipende da ciò che il singolo soggetto “sente”. E allora, perché un professionista non potrebbe accompagnare un singolo soggetto verso un cambiamento desiderato o, comunque, non escluso?

Nell’elenco delle persone che potrebbero subire le conseguenze previste nel progetto di legge vi sono anche gli “educatori”, termine generico che potrebbe inglobare una serie infinita di persone, come genitori, insegnanti, catechisti, sacerdoti, allenatori sportivi, etc. Per questo, penso che i cattolici dovrebbero preoccuparsi molto dei contenuti del progetto in questione, onde evitare di vedere aperte procedure penali per il solo fatto di avere pronunciato certe parole. Se a questo progetto si aggiunge che la legge circa l’omofobia potrebbe essere riattivata da un momento all’altro, si può capire che su tutta questa materia sta per calare la ghigliottina (strumento molto caro al pensiero unico) che fa fuori la libertà di pensiero e di comportamento.

Questa è la questione in gioco. Il pensiero unico vuole affermarsi non solo con la cultura, il che sarebbe anche legittimo, ma anche con leggi liberticide che contraddicono le libertà fondamentali previste dalla nostra costituzione. C’è un altro campo di battaglia sul quale le forze cattoliche e liberali possono e debbono collaborare. Per dirla con Parisi, un campo sul quale mettere alla prova una direzione politica liberale e popolare.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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