IL CONTROLLO RESTA AL MINISTERO DELLE POLITICHE SOCIALI | 02 Dicembre 2015

Anpal, al via il controllo sui fondi

Una rete di soggetti pubblici e privati per una nuova organizzazione del lavoro. Rossella Spada (Formazienda): «Rispettare la natura privatistica dei fondi»

di REDAZIONE

Diventano finalmente attuative le misure previste dal Jobs Act. Sono infatti arrivati in questi giorni i decreti, tra cui quello relativo al riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive. Nasce in sostanza un nuovo modello di organizzazione del mercato del lavoro nel quale vengono coinvolti anche i fondi paritetici interprofessionali.

Secondo Rossella Spada, direttore del fondo Formazienda, «con questa azione il governo mostra di voler giungere a un’armonizzazione di tutti i servizi offerti dagli attori che svolgono un ruolo nell’ambito delle politiche attive e che sono: il ministero del lavoro e delle politiche sociali, le regioni e le strutture regionali per le politiche attive, le agenzie per il lavoro, l’Inps, l’Inail, le camere di commercio, ma anche i fondi bilaterali e interprofessionali». Si tratta dunque di una complessa e articolata «attività di coordinamento di tutti diversi soggetti pubblici o privati, affidata all’Agenzia nazionale per le politiche attive e il lavoro (Anpal), che svolgerà una funzione di coordinamento al fine di favorire una maggiore fluidità tra i servizi offerti nell’ambito delle politiche attive. Inoltre, l’Agenzia eserciterà la sua vigilanza sull’attività svolta dai fondi interprofessionali, ma non avrà più la funzione di controllo sui fondi stessi, che resta, invece, ancora in capo al ministero del lavoro e delle politiche sociali».

Spada giudica in maniera «positiva» questa novità: «Un eventuale controllo statale esercitato dall’Agenzia nei confronti dei fondi avrebbe rischiato di alterare la natura privatistica dei fondi stessi e di attrarli, di fatto, nella fattispecie degli organismi di diritto pubblico. Tra l’altro, questo avrebbe potuto minare la fluidità dei processi e la sburocratizzazione delle procedure attuate dal nostro fondo nell’ambito degli strumenti di finanziamento resi disponibili alle imprese aderenti».

Un punto fondamentale, quello della sburocratizzazione e della fluidità dei processi, che ha permesso a Formazienda di fornire servizi sempre migliori. «Le imprese aderenti, così come gli enti di formazione che ci presentano i loro piani formativi», spiega Rossella Spada, «sono molto soddisfatte degli strumenti di finanziamento da noi ideati proprio per la fluidità e la sburocratizzazione che li caratterizzano. Credo che anche l’alto numero delle imprese aderenti, numero che nel 2015 sta avendo un incremento importante - comprovi quanto sia importante per le imprese avere risposte in tempi rapidi. Ed è quanto il nostro fondo sta facendo da ormai quattro anni. Ricordo, infatti, che le proposte progettuali che pervengono al fondo sono valutate nell’arco massimo di venti giorni e che tale tempestività consente alle imprese di programmare, anche nel breve periodo, delle azioni formative volte alla crescita, alla riqualificazione e alla riconversione dei propri lavoratori dipendenti. Tutto questo permette all’impresa di puntare a una maggiore competitività e al tempo stesso di offrire ai lavoratori un’ulteriore garanzia di occupabilità».

Per aderire a Formazienda, ricorda infine Spada, il metodo «è semplice e non comporta nessun costo per l’impresa. E’ sufficiente inserire il codice Form nella denuncia contributiva e retributiva mensile (modello Uniemens). L’adesione, ricordiamo, può essere espressa anche da parte della aziende agricole (modello Dmag). Il fondo Formazienda accoglie anche il contributo versato dalle imprese per le figure dirigenziali. Per ulteriori informazioni si può visitare il nostro sito internet e contattare i nostri uffici».


REDAZIONE

L'Informatore - Quotidiano liberale

Organo di informazione dell'Associazione culturale "Civitas"

redazione@informatore.eu

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.