REFERENDUM DEL 22 OTTOBRE | 20 Ottobre 2017

Autonomia: «Lombardia più forte per fare correre l’Italia»

«Oggi la Lombardia dà il residuo fiscale a chi lo brucia. Più autonomia ridurrà le tasse a cittadini e imprese. E farà correre il Paese». Chiusura della campagna per il sì al referendum, interventi di Malvezzi, Ciniero, Senaldi, Cappellini e Comaroli

di LUCA PIACENTINI

CREMONA - «Se tutte le Regioni applicassero il 'modello Lombardia' il surplus finanziario del Paese sarebbe pari a 25 miliardi, l’equivalente di due finanziarie. Tutte le grandi economie europee sono sistemi federali, a partire dalla Germania. Non possiamo avere un cittadino che in Lombardia costa 2.400 euro l’anno allo Stato mentre 7.800 euro in Trentino e a Bolzano». Così Nicola Ciniero, manager soresinese che ha guidato l’IBM dal 2009, all’incontro di chiusura della campagna per il «sì» al referendum sull’autonomia di Regione Lombardia che si è tenuto giovedì 19 ottobre a Cremona. Oltre a Ciniero, il vicedirettore di Libero Pietro Senaldi era l’altro ospite ‘non politico’ chiamato ad intervenire all'evento che si è svolto in una sala Mercanti affollata di cittadini e amministratori locali: «Tutti noi, se abbiamo dei soldi da investire - ha sottolineato il giornalista in uno dei passaggi a sostegno dell’autonomia - tendenzialmente li mettiamo nelle mani di chi li sa gestire. Ecco: attualmente la Lombardia sta mettendo il suo residuo fiscale nelle mani di chi lo brucia». 

LOMBARDIA LOCOMOTIVA D’ITALIA: AUTONOMIA PER UN PAESE PIU’ FORTE
Il confronto pubblico ha concluso una maratona di venti appuntamenti organizzati dal comitato per l’autonomia, sulla quale gli elettori di Lombardia eVveneto saranno chiamati ad esprimersi domenica 22 ottobre. Oltre a Carlo Malvezzi, consigliere regionale di Forza Italia organizzatore e moderatore del dibattito, erano presenti l’assessore regionale alle Culture Cristina Cappellini e la senatrice Silvana Comaroli. 

MALVEZZI: «SERVONO STRUMENTI PER VALORIZZARE L’ECCELLENZA DELLA NOSTRA REGIONE»  
Filo conduttore il primato della Lombardia, locomotiva d’Italia che, come spiegato da Malvezzi, se lasciata libera di sprigionare tutte le proprie potenzialità grazie ad un federalismo differenziato che premi chi lavora meglio, risparmia e impiega in modo efficiente le risorse pubbliche, sarebbe in grado di trainare lo sviluppo dell'intero Paese. Con benefici chiari anche per le altre Regioni. «La nostra - ha affermato Malvezzi aprendo il giro di interventi - è una regione estremamente competitiva, occorrono però strumenti all’altezza per valorizzarne l'eccellenza e un’architettura istituzionale adeguata. L’egualitarismo è il contrario della responsabilità». 

CINIERO: SPROPORZIONE TRA TASSE PAGATE ALLO STATO E SERVIZI SUL TERRITORIO 
I relatori hanno snocciolato, da un lato, numeri e argomenti stringenti a sostegno delle ragioni del sì, dall’altro dati di fatto per ribattere agli oppositori con confutazioni chiare e semplici, dai toni a tratti anche ironici. A Ciniero Malvezzi ha chiesto perché le imprese lombarde dovrebbero guardare con favore al referendum e un commento sul voto elettronico. Tre, secondo Ciniero, le ragioni per dire sì all’autonomia da parte degli imprenditori. «Innanzitutto la sproporzione tra le tasse versate dai lombardi e il ritorno sul territorio in termini di servizi. La differenza fa 54 miliardi di euro di residuo fiscale. La seconda ragione è che esercitiamo un diritto previsto dalla Costituzione (art. 116). Il nostro non è un referendum come quello della Catalogna. Infine ciò che si è dimostrato in questi anni è che la complessità dei problemi si affronta meglio e con tempi più rapidi se il livello della risposta è più vicino al cittadino». 

Un esempio? La formazione che ricevono i nostri ragazzi è sempre più inadeguata rispetto alle esigenze del mercato. «Per cambiare un programma di studi - ha sottolineato Ciniero - il ministero impiega dai 24 ai 48 mesi. Troppi per stare al passo di una competitività che galoppa rapidamente». Non sono mancate le stoccate sulle politiche in atto del centrosinistra: «Bellissimo il piano Industria 4.0, peccato che la scuola oggi non sia in grado di formare gli esperti di meccatronica che servono alle imprese». 

IL VOTO ELETTRONICO «ATTO DI CORAGGIO DI MARONI» 
Il voto elettronico introdotto per la prima volta in Italia secondo Ciniero rappresenta un «atto di coraggio di Maroni: volere è potere. Ho visto personalmente il lavoro che è stato fatto in Regione per raggiungere questa possibilità nel giro di soli tre mesi. Anche qui ci allineiamo a quello che succede in tanti altri Paesi. Abbiamo il coraggio delle buone idee e la forza di portarle avanti». 

CAPPELLINI: «PIU’ AUTONOMIA PER PROMUOVERE IL NOSTRO PATRIMONIO CULTURALE»
L’assessore Cristina Cappellini si è soffermata sulla spinta che l’autonomia darebbe alla capacità di promuovere e valorizzare il patrimonio artistico e culturale lombardo: «Abbiamo visto che i fondi per cinema, spettacolo e cultura - ha detto - sono risicati, pur essendo la Lombardia un territorio virtuoso. Chi fa meglio ha sempre meno. L’esempio lampante è quello della Puglia, che a differenza della nostra regione può utilizzare i fondi europei».

IL VICEDIRETTORE DI LIBERO: «PRIMO PASSO VERSO PAESE FEDERALISTA» 
A chi dice che il quesito del referendum è simile alla domanda “vuoi bene alla mamma?”, il vicedirettore di Libero Pietro Senaldi risponde con una battuta: «Se tua mamma te lo chiede, tu non le rispondi? E poi, oltre alla mamma bisogna voler bene a se stessi. Se non ami te stesso non puoi essere utile nemmeno agli altri. Con più autonomia qui, il beneficio ricade su tutti. Non è un problema tra Nord e Sud. E nemmeno di conflitto tra questo o quel partito. Ho intervistato il sindaco Gori, che sfiderà Maroni alle prossime regionali, e anche lui voterà sì». 

Per Senaldi «questo referendum per l’autonomia è un primo passo verso un Paese federalista. Dove c’è più contatto tra cittadino e istituzione». L’Italia «ha un modello di Stato inefficiente. E’ acclarato. Altrimenti non avremmo il terzo debito pubblico del mondo. Se negli ultimi 50 anni i 54 miliardi di tasse che non tornano in Lombardia, vanno a Roma e si disperdono in mille rivoli fossero stati ben impiegati avrebbero sortito qualche effetto nelle Regioni meno sviluppate. Invece non è accaduto. Se la solidarietà non porta risultati non è più tale, è semplicemente masochismo. Tutti noi, se abbiamo dei soldi da investire, tendenzialmente li mettiamo nelle mani di chi li sa gestire. Ecco: attualmente la Lombardia sta invece mettendo il suo residuo fiscale nelle mani di chi lo brucia». 

SULLA PROCEDURA AVVIATA IN EMILIA: «IL PD HA PRESO PAURA ED E’ CORSO AI RIPARI» 
Incalzato dal moderatore Malvezzi, che gli ha chiesto un parere sull’avvio delle procedure per l’autonomia legato all’accordo tra Stato e Regione Emilia Romagna, il giornalista è stato tagliente: «Da autonomista sono contento - ha osservato Senaldi -. Ma questo accordo, nato solo per screditare il referendum lombardo-veneto, è la più grande prova dell’utilità di quel referendum, che ha fatto diventare autonomiste le regioni più rosse». 

«Questo tentativo di autonomia» senza il mandato popolare di un referendum «negli ultimi 15 anni è stato esperito in tutto cinque volte - ha aggiunto - e non ha mai portato nulla. Il fatto che alla sesta volta Stefano Bonaccini (presidente delll’Emilia Romagna, ndr) in quattro e quattr’otto cominci questo esperimento (cominci perché non ha ancora ottenuto nulla), è chiaramente dovuto al fatto che il PD e la sinistra hanno preso paura e sono corsi ai ripari nel tentativo di dimostrare che il referendum è inutile perché, dicono, Maroni e Zaia avrebbero anche loro potuto seguire la procedura costituzionale. Ecco: secondo me questa è una balla». 

«PROCEDURA EMILIA ROMAGNA ATTO IN SPREGIO A LOMBARDIA E VENETO» 
«Se davvero Gentiloni e il Pd avessero voluto riconoscere l’autonomia alla Lombardia e al Veneto - ha spiegato Senaldi - avrebbero avuto un modo semplicissimo: sei mesi fa avrebbero convocato una bella conferenza stampa a Palazzo Chigi e avrebbero invitato ufficialmente Maroni e Zaia dicendo loro: è inutile che spendiate soldi per il referendum, domani vi aspetto per discutere dell’autonoma. Quello avrebbe fatto un presidente del Consiglio che voleva fare risparmiare i soldi ai lombardi e ai veneti e prendere sul serio l’autonomia». 

«Poiché non l’hanno fatto - ha aggiunto Senaldi - deduco che questo accogliere la procedura dell’Emilia è un atto in spregio alla Lombardia e Veneto. Bastava aspettare 15 giorni e tutte e tre le Regioni avrebbero potuto andare insieme da Gentiloni e avviare contestualmente la procedura». 

«A parte il fatto che con i propri soldi uno fa quello che vuole - ha affermato in un altro passaggio - dico anche che la spesa è stata in realtà causata dal governo, che se avesse accettato l’election-day come proposto da Maroni, avremmo risparmiato quattrini». 

COMAROLI: «REFERENDUM PER ALLEGGERIRE LA PRESSIONE FISCALE SUI LOMBARDI» 
Silvana Comaroli, senatrice della Lega Nord, ha ribadito infine la necessità di una prova di forza: «Roma non mollerà nulla finché non sarà costretta a farlo. Il referendum è il miglior strumento che si possa utilizzare in questo caso, uno strumento di raccordo tra i cittadini e le istituzioni per avviare, influenzare o contrastare processi decisionali pubblici. Noi lo utilizziamo per spendere meglio le risorse dei lombardi e alleggerire la pressione fiscale su di loro. Per essere concreti: abolizione dell’Irap sulle aziende, diminuzione dell’addizionali Irpef, abolizione del bollo e dei ticket sanitari, un aumento delle risorse per la ricerca che ci consentirebbe una progettualità di lungo periodo». 

La conclusione è stata di Malvezzi: «Dobbiamo onorare la nostra storia, la storia dei nostri genitori e dei nostri nonni che hanno dato la vita per consentire a noi di essere qui. Votare è il più grande esercizio di democrazia».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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