COMMISSIONE BILANCIO | 04 Ottobre 2016

Bankitalia mette in riga il governo

Documento di economia e finanza, via Nazionale gela l’esecutivo: sulla crescita obiettivi «ambiziosi». E snocciola l'elenco delle cose da fare. Compresi i ‘bocconi’ storicamente ‘amari’ per la sinistra: taglio alla spesa pubblica e privatizzazioni

di LUCA PIACENTINI

Una sonora bocciatura. E’ questo in sintesi il giudizio dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) sulle stime della manovra economica contenuta nel Def, ritenute «significativamente fuori linea». Con l’avvertimento di uno stop definitivo: in mancanza di maggiore precisione, nessun via libera dal Parlamento. 

L’interpretazione generale sulle prime pagine dei giornali delle audizioni preliminari nelle commissioni parlamentari Bilancio di Upb, Istat, Corte dei Conti e Bankitalia è negativa, tra chi ci va giù pesante evidenziando la sostanziale stroncatura e chi analizza con maggiore cautela i testi degli interventi, cercando il significato autentico delle parole.  

BANKITALIA E LE MISURE PER LA CRESCITA
Di sicuro, tra i dubbi generali che hanno fatto da sfondo alle audizioni, un segnale preciso sulle cose da fare è arrivato da via Nazionale. Che, in particolare su spesa pubblica, privatizzazioni e investimenti, ha lanciato un messaggio chiaro: serve determinazione.

La direzione del Pil prevista dal governo presieduto da Matteo Renzi è quella di una crescita, rivista al ribasso rispetto alle previsioni dell’aprile scorso, ma al di sopra dello zero virgola: dal + 0,8% di quest’anno a + 1% del 2017. 

PIL: OBIETTIVO «AMBIZIOSO». MANCANO «INFORMAZIONI DI DETTAGLIO»
Un obiettivo giudicato «ambizioso» dal vicedirettore della Banca d’Italia Luigi Federico Signorini. Non solo: «La previsione è basata su una composizione della manovra sulla quale la Nota non fornisce informazioni di dettaglio. Per conseguire il risultato la prossima legge di bilancio dovrà essere definita con grande cura».

Nell’indicare la strada giusta da percorrere, Bankitalia lascia intendere che, evidentemente, l’esecutivo non l’ha ancora seguita con sufficiente coraggio. Diversamente, più che una sollecitazione, avremmo ascoltato la sottolineatura degli sforzi positivi intrapresi fin qui da Palazzo Chigi. 

PROGRESSI SE «PROGETTO CAPILLARE REVISIONE SPESA»
Difficile non cogliere lo scetticismo di fondo. Il nocciolo del passaggio sulla riduzione della spesa pubblica è questo: «indispensabile proseguire con sempre maggiore determinazione su questa strada - scrive l’istituto - se si vogliono tenere i conti pubblici sotto controllo senza contare soltanto sul livello oggi eccezionalmente basso dei tassi di interesse e senza comprimere gli investimenti, il cui rilancio è invece necessario per la crescita. I progressi saranno tanto più intensi, solidi e duraturi, quanto più gli sforzi di contenimento delle erogazioni realizzati negli ultimi anni saranno sistematici e inquadrati in un progetto capillare di revisione della spesa». 

«ELIMINARE SPRECHI» MACCHINA PUBBLICA
In un altro passaggio Bankitalia richiama l’attenzione sulla necessità di efficientare la pubblica amministrazione. «Con riferimento alle misure di sostegno alla crescita - scrivono infatti gli uffici di via Nazionale - sarebbe opportuno concentrare l’attenzione su quelle che possono favorire una rapida ripresa degli investimenti sia privati sia pubblici». 

E qui Bankitalia avverte:  «Per questi ultimi in particolare (gli investimenti pubblici, ndr) occorre assicurare non solo lo stanziamento di risorse, ma anche presidi per un efficiente e tempestivo loro utilizzo. Gli effetti recessivi delle necessarie coperture finanziarie potranno essere contenuti se si riusciranno a individuare sprechi da eliminare e a contenere i costi di funzionamento della amministrazione pubblica».

PRIVATIZZAZIONI E «MANCATO AVVIO RIDUZIONE DEBITO»
Dopo il rilievo sul «mancato avvio» della «riduzione del peso del debito», c'è il richiamo alle privatizzazioni: «Un’appropriata strategia di privatizzazione non contribuisce solo a ridurre il debito: dovrebbe anche perseguire l’obiettivo di accrescere l’efficienza, in un quadro di adeguate regole e controlli». 

Staremo a vedere come la prenderà il ministero dell’Economia. Dai retroscena filtrati sulla stampa nazionale, non sembra che la cosa impensierisca più di tanto il presidente del Consiglio, che insisterebbe nel considerare corrette le cifre del Mef. In ogni caso la strada è tracciata. E saranno proprio i numeri a dare torto o ragione all'esecutivo. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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