PENSIERO UNICO | 21 Dicembre 2016

Beppe Sala e la politica debole

L'autosospensione del sindaco di Milano è stata una decisione illegittima, e le assicurazioni ricevute dalla Procura quantomeno insolite. Ma quel che è peggio, con il suo gesto Sala ha ulteriormente indebolito la politica

di GIUSEPPE ZOLA

Anche se forse qualcuno dirà che quanto sto per scrivere nulla ha a che fare con quello che abbiamo definito “pensiero unico”, vorrei proporre alcune brevi considerazioni prendendo lo spunto dal comportamento tenuto, in questi giorni, dal sindaco di Milano. Venuto a sapere dai giornali, come peraltro spessissimo è avvenuto a partire dal 1992, di essere oggetto di una indagine da parte della Procura Generale di Milano, Beppe Sala si è autosospeso dalla sua carica, delegando all’amministrazione della città la vice sindaca.

Così facendo, il sindaco ha assunto una decisione che possiamo definire illegittima (come egli stesso ha poi riconosciuto), in quanto non prevista da alcuna norma, neppure dallo statuto della città di Milano. Essendo egli stato eletto direttamente dal popolo, non poteva delegare ad altri i propri poteri: o si dimetteva oppure continuava a lavorare, come paradossalmente gli hanno chiesto soprattutto le opposizioni. Tertium non era dato. Poi, informatosi, tramite i suoi legali, di che cosa si trattava ed avuta una qualche risposta (insolita) dalla Procura, il sindaco ha ripreso le sue funzioni, considerando, con una lettera ai milanesi, che l’imputazione a lui addebitata non gli impedisce di svolgere serenamente la sua funzione, in quanto, per quella imputazione, egli si ritiene innocente. Mi ha stupito che Sala ci abbia messo quattro giorni per sapere di essere innocente. Penso che lo dovesse sapere fin da subito, senza abbandonare i suoi compiti di amministratore. Ha dovuto passare dalla Procura per sapere di essere innocente? Ma non è questa l’osservazione di fondo che vorrei fare.

A me pare che il comportamento tenuto dal sindaco (inopportunamente lodato da tanti settori politici e giornalistici) sia la spia di un atteggiamento della politica che la rende, in vario modo, succube della giustizia, senza tenere conto che la nostra costituzione prevede l’innocenza di ogni cittadino fino ad una sentenza di colpevolezza definitiva. Invece, la politica, forse per un inconfessato senso di colpa, si arrende sempre di fronte a qualsiasi iniziative della magistratura, che spesso, molto spesso, termina, dopo tanti anni, con provvedimenti di assoluzione. Ma, nel frattempo, la carriera del politico chiamato in causa viene definitivamente rovinata.

La politica dovrebbe avere la dignità di tenere la testa alta, proclamando, quando è il caso, la propria innocenza e continuando a svolgere i propri compiti per il perseguimento del bene comune. Anche Sala, che anch’io ritengo onesto, si è fatto (un po’ demagogicamente, a dire il vero) influenzare da questo complesso di inferiorità, non dando credito, fin da subito, alla propria innocenza e perdendo, a mio avviso, in dignità. Si tratta di un problema di carattere generale che sta inquinando la vita politica e amministrativa del nostro Paese. Tutto ciò mette in mostra che alla politica mancano uomini veri. Ci potremmo porre la stessa domanda che si faceva il grande Toto’: siamo uomini o caporali?

E’ la politica che dovrebbe esprimere veri uomini (e donne, naturalmente) capaci di autoriformarsi e di vigilare circa la corruzione che, fin da quando c’è l’uomo, sempre serpeggia in ogni ambiente (non solo nella politica). Ma la politica ha perso questa dignità e delega tutti i problemi della corruzione solo alla magistratura. Da questo punto di vista, Sala ha fatto alla politica un danno enorme, credendo di mettersi, così, a posto la coscienza. Forse la sua coscienza sarà a posto, ma la politica ha fatto un altro passo indietro.

In questo senso, quanto scritto c’entra, e molto, con un dilagante pensiero unico.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.