IL DOPO RENZI | 20 Luglio 2017

Boeri, questione di leadership

Il presidente dell’Inps Boeri sugli immigrati va allo scontro con il centrodestra e con Matteo Renzi. Da ex liberale di sinistra a nuovo leader cattocomunista

di ROBERTO BETTINELLI

E’ sempre più evidente che Matteo Renzi ha un sostituto: il suo nome è Tito Boeri, attuale presidente dell’Inps. Che il confuso e frastagliato campo delle sinistre sia in cerca di un nuovo leader è cosa nota a tutti. Paolo Gentiloni non ha certo la stoffa per guidare la compagine nella battaglia delle prossime elezioni politiche; Renzi la stoffa ce l’ha ma si è ‘bruciato’ a causa delle troppe promesse disattese e per il cinismo che l’ha condotto alla caccia di voti berlusconiani rendendolo inviso ai suoi stessi elettori; il talentuoso Giuliano Pisapia è più che mai attivo ma seguita a rifiutare la designazione ufficiale. Insomma, la sfida è aperta.

Se si esclude il caso atipico della riforma costituzione dove Boeri si è schierato a favore del sì, per il resto il presidente dell’Inps non ha mai esitato a impallinare Renzi creando un asse inedito e proficuo con la Cgil di Susanna Camusso. Entrambi hanno seccamente bocciato la misura dei voucher, interpretati come strumenti di precarietà e del tutto inefficaci per combattere il lavoro nero. Boeri è stato anche l’artefice dell’invio di 7 milioni di buste arancioni ai lavoratori del settore privato nelle quali era dichiarata l’entità della pensione futura. Una mossa non concordata con l’allora premier Renzi che, al solo pensiero di affrontare la criticità dei redditi pensionistici non all’altezza delle aspettative dei contribuenti, aveva pensato al complotto.

Ora il presidente dell’Inps ha individuato un altro fronte: gli immigrati. Qui ha innescato una vera e propria escalation. Prima ha sostenuto che senza i lavoratori stranieri, in 22 anni, l’Italia avrebbe dovuto sobbarcarsi un costo di 38 miliardi di euro. Poi ha assicurato che il furto di posti di lavoro ai danni degli abitanti della penisola è un falso storico e che riguarda, semmai, le qualifiche più basse. Infine ha annunciato che i contributi sociali degli immigrati mai riscattati ai fini pensionistici valgono 300 milioni di euro. Ossia un punto di Pil. Un regalo bello e buono, fatto proprio da coloro che vengono descritti come parassiti.

La narrazione di Boeri è difficilmente condivisibile. Che il Paese si stia dissanguando a causa dell’immigrazione sfuggita ad ogni controllo è un dato di fatto. Come lo è la competizione insana fra italiani e immigrati per la conquista dei pochi posti di lavoro disponibili. Scenario, questo, tutt'altro che residuale e limitato a quelle mansioni che ai residenti storici non interessano più.

Ma in merito alla contesa della una leadership ciò che spicca nella lettura del fenomeno da parte di Boeri è la lontananza rispetto alle recenti posizioni di Renzi che, in riferimento agli stranieri, ha osato pronunciare la frase «aiutiamoli a casa loro». Una visione che han spiazzato esponenti autorevoli della sinistra a partire dal sindaco di Milano Giuseppe Sala. Ma soprattutto ha spiazzato il segretario generale della Cei Nunzio Galantino, artefice di una censura immediata contro l’ex premier.

Boeri è un docente bocconiano, ha svolto prestigiosi incarichi per l’Fmi, la Banca mondiale e la commissione europea. Insomma, il pedigree per giocarsela contro Renzi ce l’ha tutto. A dividerli, ora, ci sono anche gli immigrati con il segretario del Pd costretto a inseguire il centrodestra dopo la bocciatura nelle recenti elezioni comunali e il presidente dell’Inps impegnato a rispolverare il vecchio patto cattocomunista. Lui, che si è sempre detto un liberale di sinistra. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.