DECRETO «BOCCIATO» | 15 Aprile 2016

Canone Rai in bolletta, è già caos

Altolà del Consiglio di Stato al decreto del governo che regolamenta il canone Rai in bolletta. Le associazioni dei consumatori parlano di «bocciatura» dei magistrati amministrativi mentre l’esecutivo corre ai ripari. L’ennesimo pasticcio all’italiana?

di LUCA PIACENTINI

Si moltiplicano i problemi per l'introduzione in bolletta del canone Rai. Stoppando il regolamento voluto dal governo per far pagare a tutti una delle ‘tasse’ meno popolari tra gli italiani, il Consiglio di Stato ha rilevato infatti una serie di criticità. L’esecutivo si è affrettato a ribadire che il parere dell’organo di giustizia amministrativa è obbligatorio ma non vincolante. Tradotto: può essere ignorato, anche se il governo ha già detto che non lo farà. 

Primo problema: cosa vuol dire «apparecchio televisivo». Il Consiglio scrive infatti che «manca un qualsiasi richiamo ad una definizione di cosa debba intendersi». C’è poi l’assenza di chiarezza sul fronte della privacy. In che senso? 

La sostanza è questa: per far pagare la Rai includendo il canone accanto alle voci dei consumi elettrici occorre che le aziende energetiche erogatrici del servizio abbiano i dati di chi possiede o non possiede un apparecchio tv, e che quindi è o non è tenuto a versare "l’obolo" pubblico. Per il Consiglio il decreto del governo non spiegherebbe come si svolge la trasmissione dei dati fra gli enti interessati, tra cui Autorità per l’energia, ministero, società private e anagrafe tributaria. L’esecutivo dovrà quindi lavorare gomito a gomito con il Garante per la privacy allo scopo di delineare le procedure più corrette. 

Il sottosegretario alle Comunicazioni sottolinea che si tratta di contributi consultivi per «migliorare il testo» da prendere con «spirito costruttivo» e che non si tratta di «bocciatura». 

Le associazioni dei consumatori sono in allarme. Di fatto siamo prossimi alla scadenza della prima rata di luglio e il tempo stringe, visto che chi deve dichiarare il mancato possesso della tv ha solo poche settimane. L'Unione Nazionale parla di «bocciatura» mentre il Codacons dice che il decreto va sospeso per le modifiche e che «l’unica cosa certa - afferma il presidente Carlo Rienzi - in mezzo ai tanti dubbi e alla totale mancanza di informazioni per i cittadini, è che sul canone Rai in bolletta regna il caos più totale». 

L’interrogativo che sorge spontaneo è se tutto si stia per caso svolgendo in perfetta sintonia con la peggiore burocrazia italiana, pasticciata e con una sola certezza: che a pagare in denaro o disagi alla fine saranno gli utenti, i cittadini vessati dai tributi e costretti a clamorose perdite di tempo a causa dell'arretratezza degli apparati statali e dalla mancanza di una digitalizzazione su ampia scala.

Nel merito, poi, va detto che i rilievi del Consiglio di Stato sulla privacy non vanno sottovalutati. Il diritto alla riservatezza è tra gli aspetti fondamentali della società contemporanea globalizzata, segnata dalla cultura dell’immagine e dall’informatizzazione progressiva delle banche dati, cui oggi è particolarmente sensibile l’opinione pubblica. 

Il governo è stato sommerso dalle critiche dell'opposizione. Tra i detrattori l’impressione è che il canone in bolletta sia una nuova prova di forza politica del presidente del Consiglio, che ormai ci ha abituato a prese di posizione unilaterali su temi chiave. 

Gestire senza confusione la riforma del canone Rai sarà un compito arduo. E non è detto che gli intoppi si fermino qui.


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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