«TRIBUTO ODIOSO» | 05 Ottobre 2015

Canone Rai in bolletta? «Un mostro giuridico»

«Un'imposta anacronistica e ingiustificabile». L'Istituto Bruno Leoni contro l'inserimento del canone Rai nella bolletta elettrica. Al contribuente l'onere di dimostrare il mancato possesso della tv. E’ così che Renzi pensa di conquistare i moderati?

di LUCA PIACENTINI

«Un mostro giuridico», la definitiva trasformazione della presunzione del possesso di un televisore in realtà certificata, una decisione giuridicamente scorretta e in sé sbagliata. Così l'Istituto Bruno Leoni torna all'attacco sull'ipotesi, rilanciata dal presidente del Consiglio durante la trasmissione televisiva In mezz'ora, di inserire il canone Rai nella bolletta elettrica. 

Il centro di ricerca italiano paladino della scuola liberale rilancia su Twitter la presa di posizione sull'argomento, scende nuovamente in campo prendendo le distanze dall'ennesima decisione del governo di anteporre lo Stato al cittadino. Che, scrive l'Istituto, avrà l'onere di dimostrare di non possedere il televisore. Parafrasando, potremmo dire: una volta garantito che, se vuole accendere la caldaia, illuminare le stanze della casa, aprire il cancello automatico, utilizzare l'asciugacapelli, Internet e il computer scaricando la posta elettronica, l’utente sarà chiamato a pagare anche le trasmissioni Rai. E poco male se non le guarda: intanto metta mano al portafoglio. Oppure prenda carta e penna e si ingegni a trovare, sempre che ci riesca, la via giusta e percorribile per combattere quello che senza mezzi termini il think tank definisce «un mostro giuridico».

Secondo Oscar Giannino, giornalista esperto di questioni economiche e collaboratore dell'Istituto Leoni, si tratta di una scelta incostituzionale, perché trasforma la tassa del possesso di un televisore in una tariffa per un servizio. Addirittura esporrebbe lo Stato ad una raffica di ricorsi, metterebbe in difficoltà i gestori delle reti elettriche, che non avrebbero gli strumenti per valutare chi ha o non ha il televisore. Un'ingiustizia trasformare una tassa in una tariffa, ribadisce Oscar Giannino parlando con Alessandro Milan nella nuova formula di "24 mattino" "Attenti a noi due", in onda sulla radio de Il Sole 24 ore. Gli italiani non pagano perché sono tutti evasori oppure perché non considerano la Rai un servizio pubblico? La domanda ripetuta del giornalista è cruciale e ci trova perfettamente d'accordo. La verità è che lo «Stato è in bolletta», chiosa Giannino. 

Le ragioni addotte dall'Istituto Leoni contro l’opzione del governo Renzi sono molte e tutte convincenti: una volta inserito nel servizio elettrico, il canone «renderebbe un'imposta nascosta all'interno di una tariffa», sancirebbe inoltre «la presunzione di possesso dell'apparecchio ricevente» costringendo il contribuente all'onere di dimostrare eventualmente il contrario, mentre dovendo essere pagato anche dei possessori di uno smartphone, colpirebbe gli apparecchi elettronici come «contributo completamente distante da ciò a cui ordinariamente servono» 

Il governo includerà davvero il pagamento del canone Rai nella bolletta energetica? Sparata da salotto televisivo o annuncio concreto che sarà seguito da provvedimenti reali? Comunque andrà, resta il significato che pensiamo si possa ricavare dalle parole del premier Renzi. Alla luce del quale ci chiediamo come possa il presidente del Consiglio, che sembra avere una concezione della politica in cui lo Stato ha il primato sull'individuo, sdoganarsi come candidato eventualmente eleggibile, non solo dai progressisti e da coloro che si riconoscono nella tradizione della sinistra, ma anche dagli elettori moderati. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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