CANTONATE MEDIATICHE | 09 Novembre 2016

Cari progressisti, ve lo meritate

Mesi di campagna elettorale a non fare altro che raccontarci quanto è brutto, schifoso, volgare e razzista Donald Trump. Siete stati voi, cari liberal-progressisti, a creare il personaggio Trump. Ora godetevelo

di ROSSANO SALINI

Ve lo meritate tutto, Donald Trump. Ve lo meritate in particolare voi che l'avete odiato, e oggi probabilmente lo odiate ancora di più. E che non vi siete tenuti per voi stessi il vostro odio, ma avete deciso che fosse un grande gesto di democrazia, di cultura politica, di servizio al popolo e ai popoli della terra quello di romperci la testa, e non solo, con mesi e mesi di insulti, di sfottò, di prediche sulla bruttezza e l'impresentabilità di un losco figuro come Trump. Siete voi che avete fatto di lui un personaggio. Siete voi che l'avete innalzato sul piedistallo della visibilità unica e incontrastata, mentre Hillary Clinton svaniva nella nebbia della sua inutilità e incapacità. E ora ve lo meritate.

Non serve dire che la prima regola della comunicazione politica, soprattutto in campagna elettorale, è tratta dalla celebre frase di Oscar Wilde: «There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about». In questa campagna elettorale si è parlato quasi solo di Trump. E questo è avvenuto solo in piccola parte perché lui ha fatto parlare di sé; il vero motivo è che i suoi detrattori non hanno fatto altro che parlare di lui. Forse perché nemmeno i democratici credevano nella Clinton, personaggio politico di profilo veramente basso, responsabile in prima persona di quasi tutti i (tanti) disastri dell'era Obama.

Ma quel che risulta incredibile a conti fatti è che nessuno si sia reso conto, a campagna in corso, che il continuo tam tam mediatico contro Trump, veramente asfissiante e insopportabile, si stava a poco a poco rivelando come il più grande assist per la vittoria finale del tycoon. È stato un rincorrersi a chi la sparava più grossa, a chi trovava l'aggettivo più ad effetto per definire l'ignoranza e la volgarità di Trump, a chi riusciva a dimostrare di fronte all'opinione pubblica con più veemenza che il vero anti-Trump era lui. E intanto «The Donald» cresceva. Ad ogni video di un Robert De Niro che prometteva di spaccargli la faccia, Trump cresceva. Ad ogni mirabolante promessa di prestazione sessuale di una Veronica Ciccone, Trump cresceva. Ad ogni indignazione dell'intellettuale di turno, Trump cresceva. Ad ogni tanto sconvolgente quanto inutile rivelazione su frasi pronunciate in passato dal tycoon sulle donne, e catturate da qualche registratore volante, con conseguente scandalo mediatico, Trump ancora una volta cresceva. E pezzettino per pezzettino, contro ogni previsione, si è conquistato prima la nomination, e poi l'elezione.

Pensavate che quella fosse la strada giusta per allontanare lo spauracchio Trump, e vi siete scavati la fossa da soli. E il riferimento va in particolare alle folle degli pseudo-artisti di oggi: cantanti, attori, registi (quasi tutti, peraltro, abbastanza avanti d'età). Tutti schierati con la loro stupidità vanesia e la loro totale incapacità di capire alcunché di politica, pronti solo a farsi belli del loro apparire totalmente in linea con i dettami del mainstream liberal-progressista.

E vale la pena ricordare che questo non succede solo in America. L'ascesa degli estremisti di destra in tante parti del mondo, Italia compresa, è frutto innanzitutto di questa sconsiderata campagna mediatica da parte degli avversari. Forse lo capirete; o forse no, perché a conti fatti difettate gravemente di lungimiranza, e avete una viscerale propensione alla recidiva. Ma può essere che questa batosta dell'elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti d'America vi metta in testa una volta per tutte che più parlate male di Salvini, e più lui prende voti. Più cercate di travestire Marine Le Pen da novello Hitler, e più lei prende voti. Ficcatevi in testa una volta per tutte, cari progressisti e sedicenti salvatori del mondo dalle minacce della destra populista, che i populisti sono innanzitutto una vostra creazione, sono il frutto maturo del vostro dire, del vostro scrivere, delle vostre indignazioni politicamente corrette. Delle vostre parole false e vuote, a cui la gente non solo non crede più, ma di cui ne ha fin sopra i capelli. Del vostro essere progressisti, pacifisti, terzomondisti, femministi, omosessualisti e xenofili. Del vostro essere sempre e costantemente teorici e astratti su tutto, distanti chilometri dalla realtà.

Ve lo meritate. Ve lo meritate tutto, il vostro prodotto Trump. Peccato solo che ciò che voi vi siete meritati alla fine ce lo dobbiamo sorbire pure noi.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.