PENSIERO UNICO | 10 Giugno 2015

Cattolici alla luce del sole

La cultura cattolica, insieme a quella liberale, può contrastare i diktat del cosiddetto 'pensiero unico'. L'importante è non rinunciare ai grandi ideali del cristianesimo. Anzi all’Ideale, che rende forti e perseveranti

di GIUSEPPE ZOLA

Per quanto scritto nei numeri precedenti sul pensiero unico, si potrebbe concludere che oramai non c’è più nulla da fare e che esso ha già definitivamente vinto. Penso invece che non sia così, anche perché la sua definitiva vittoria costituirebbe una vera e propria tragedia per l’intera umanità, come ha detto il Card. Parolin a proposito del referendum irlandese. Due sono le forze culturali che possono opporre resistenza ed alla fine far prevalere il buon senso comune di chestertoniana memoria: la cultura cattolica e quella liberale.

Parliamo oggi della prima. Mi è capitato, in questi giorni, di risentire cantare da un gruppo di giovani la Canzone dell’ideale del compianto cantautore Claudio Chieffo, nella quale il poeta invita Parsifal a non fermarsi «alla corte delle anime nane che ripetono i gesti e non sanno capire» e a non salire «al castello dei giovani giusti che adorano il sole», che è «lo specchio di chi non si vuole vedere». E alla fine Chieffo grida: «Parsifal, non ti fermare e lascia sempre che sia la Voce unica dell’Ideale ad indicarti la via».

La cultura cattolica può stoppare la dittatura del “pensiero unico” se è in grado di non essere timida nei confronti dell’ideale che l’ha ispirata e fondata; se sa vivere con orgoglio il dono che è stato fatto ai cristiani; se non si fa prendere da complessi di inferiorità verso quello che il vangelo definisce “mondo”; se, come diceva coraggiosamente il servo di Dio don Giussani nella sua ultima intervista, non ha vergogna di Cristo e delle Sue verità. Il deposito di fede, di cultura, di arte, di carità che l’esperienza cristiana ha accumulato nei secoli è in grado, con ragioni fondate e persuasive, di comunicare al mondo di oggi tutto ciò che rende veramente umana e vivibile una esistenza che, invece, il pensiero unico descrive spesso come senza senso e disperata, cioè nichilista. Ritengo che questa sia la grande responsabilità dei cattolici di oggi: di ridire senza paura, senza vergogna e senza complessi le ragioni per cui è dignitoso vivere. Ma per far questo non dobbiamo rinunciare ai nostri grandi ideali, anzi all’Ideale, che rende forti e perseveranti.

Gli ultimi Papi ci hanno invitato a non avere paura, a riscoprire le nostre radici, ad andare “in alto”. Seguendoli, abbiamo gli strumenti per annunciare a tutti che la vita è positiva e non triste e buia come quella a cui vorrebbe portarci il pensiero unico.

La battaglia, allora, non è persa, anche perché i cristiani possono vedere le cose e le idee con la luce arrecata dalla Resurrezione. L’importante è non mettersi occhiali troppo scuri.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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