POLITICA | 05 Febbraio 2015

“Ncd troppo debole, Renzi va fermato”

L’ex sindacalista Cgil commenta la propria uscita dal Nuovo Centro Destra senza mezzi termini spiegando come il premier rappresenti un “pericolo per la democrazia”

di RICCARDO CHIARI

L’elezione del Presidente della Repubblica ha scatenato una vera e propria tempesta fra le fila dell’Ncd e non si può dire che non ci fosse da aspettarselo. Già da molto tempo diversi rappresentati del nuovo partito, dentro e fuori dal Parlamento, hanno in più occasioni dovuto ingoiare rospi indigesti pur di non far vacillare il Governo. Ma alla lunga viene da chiedersi quanto il gioco valga la candela, soprattutto a fronte di una serie di riforme, come ad esempio il famigerato Job Acts, che poco hanno a che fare, se non addirittura sono contrarie, con le idee politiche degli elettori di centrodestra. È così che, come spiega Giuliano Cazzola, ex sindacalista della Cgil ed ex parlamentare del PdL che due giorni fa ha ufficializzato la sua uscita dall’Ncd, «l’elezione del Capo dello Stato è soltanto l’ultima classica goccia che ha fatto traboccare il vaso»

Onorevole Cazzola, che cos’altro non le andava giù dell’Ncd?

«Io non ce l’ho con il Nuovo Centrodestra, ma con Renzi. Pochi giorni fa ho scritto una lettera al quotidiano “Libero” in cui spiego come non sopporto più che a questo ragazzotto, arrogante e pericoloso per la democrazia, si diano tutte vinte. Così  mi sono convinto di non poter stare più in un partito che, sia pure con qualche mal di pancia, appoggia questo premier. Il fatto che l’Ncd abbia anche fatto una brutta figura in questa faccenda la giudico una cosa meno importante. Io credo che sia stato sbagliato sollevare su Mattarella una questione di metodo, quando sul personaggio andavano fatte delle obiezioni di merito. Si è consentito a Renzi di mandare al Quirinale una personalità che non potesse fargli ombra. Questo ragazzo ha sfasciato le Province, ridotto i suoi ministri, con la sola eccezione di Padoan, a dei replicanti, ha occupato le cariche spettanti all’Italia nella UE con personaggi incolori e tratta tutti a pesci in faccia».

Nient’altro?

«Non sopporto che voglia ridurre il Senato a una sorta di dopolavoro dei rappresentanti delle Regioni e dei Comuni. L’Ncd e Forza Italia hanno concesso a Renzi di prendere a calci la Costituzione solo per restare al Governo e per farsi ricevere al Nazareno. Ma mi chiedo: la nostra non era la più bella Costituzione del mondo?»

Oltre a lei, anche l’on. Barbara Saltamartini e l’on. Berselli hanno salutato l’Ncd. Come commenta il loro gesto?  

«Non ho parlato con Barbara, ma pare che le sue siano motivazioni diverse dalle mie. Voci di corridoio la dicono in transito verso la Lega di Matteo Salvini, un partito e un segretario con cui io non ho nulla da spartire. Il mio credo sta nell’Europa, nell’euro e nelle politiche del rigore di bilancio, ossia tutto il contrario di ciò che porta avanti la Lega. Credo che Angela Merkel sia una grande statista. Quanto ai rapporti con Berselli, ognuno ha fatto la scelta per suo conto. Ci siamo visti e sentiti solo dopo. È una persona molto attiva che ha delle idee sulla città. Io invece comincio ad essere stanco. Verrei occuparmi solo delle mie due gattine».

Prevede ci saranno ulteriori defezioni?

«A Bologna e in Emilia Romagna sicuramente, anche se io non faccio certo proselitismo. Non ho intenzione di andarmene in modo polemico. Capisco che la posizione dell’Ncd è molto difficile, ma io non posso più stare in un partito che regge la coda a Renzi. Credo che altri la pensino come me».

L’on. Formigoni, in un’intervista al quotidiano Il Mattino, ha dichiarato di aver ricevuto da diversi territori molte telefonate di militanti e amministratori Ncd che minacciano di andarsene. Anche a lei risulta che la situazione sia questa?

«Io vivevo già ai margini di un partito, l’Ncd appunto, che nella mia città e nella mia Regione non era mai riuscito a decollare. Per quanto mi riguarda ho ricevuto atti di adesione, ma non sono andato a cercare nessuno. Penso però che il partito si stia sfasciando, se mai è realmente esistito...».

Addirittura mai esistito? Non vede alcun futuro per il Nuovo Centrodestra?

«Credo in un’accelerata consunzione non solo dell’Ncd, ma anche di Forza Italia. Renzi sta vincendo la partita, perché non solo ricatta il Nuovo Centrodestra, ma anche Berlusconi, il quale non può rinunciare alla agibilità politica che il premier-segretario gli assicura».

 L’on. Quagliariello ha invocato per l’Ncd una strategia nazionale che vada oltre i localismi. Qual è la sua opinione in merito?

«Guardi, queste sono parole “sarchiaponesche” che non significano nulla. La scelta è una sola e chiara. Si fa passare il decreto sul contratto a tutele crescenti, il che è ormai questione di una decina di giorni, poi si trova l’occasione per una crisi di governo, sperando, ma non è detto che ci si riesca, di andare alle elezioni anticipate con il “Consultellum”, mandando a monte sia l’Italicum, sia quella indegna e indecorosa riforma del Senato. Dalle urne potrebbe uscire la necessità di un governo di coalizione tra Pd, Ncd e Forza Italia. Se si andrà a votare con l’Italicum nel 2016 non ci sarà partita. Renzi vincerà facilmente».

A quanto pare lei non è d’accordo con chi crede che Renzi sia spesso sotto ricatto da parte della vecchia guardia del Pd.

«Credo che Matteo Renzi sia un pericolo per la democrazia. Ha troppa voglia di essere al comando da solo. E il gioco gli riesce. Le grandi dittature del secolo scorso vinsero perché facevano politica in modo nuovo rispetto ai vecchi riti delle classi dirigenti liberali di allora. Renzi vince proprio perché sa sparigliare il gioco degli altri, li sfida su regole che loro non conoscono e non sanno applicare. Ciò vale anche per la sua sinistra».

Vede una possibilità di ricostruzione del centrodestra? Se sì attraverso quale strada?

«Ho già risposto. Il centrodestra ha delle speranze, ormai poche, se trova il coraggio di far saltare il tavolo. Altrimenti Ncd e Forza Italia finiranno per contendersi i favori del nuovo padrone. Ha visto il film Lanterne rosse?».


RICCARDO CHIARI

Si occupa di comunicazione. Dal 2004 ha collaborato con diverse testate giornalistiche in ambito culturale, scientifico ed educativo. 

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