OTTIMISMO & CONSUMI | 01 Giugno 2016

Chi restituirà il bonus di 80 euro si fiderà ancora di Renzi?

La beffa degli 80 euro che lo stato vuole indietro. Un italiano su otto dovrà restituire il bonus all’erario: questi cittadini si fideranno ancora delle promesse di Matteo Renzi?

di LUCA PIACENTINI

Il linguaggio del 'cambiamento' e del 'fare le cose', dell'essere ottimisti mentre gli altri 'gufano', del vedere il 'bicchiere mezzo pieno', è uno dei tratti distintivi della comunicazione di Matteo Renzi. È la cifra che il presidente del consiglio si è auto assegnata, probabilmente quella preferita per commentare l’azione del governo. 

Nell’ultima Enews c’è perfino un paragrafo intitolato: «L’ottimismo, la fiducia, l’autostima». Scorrendo il testo ci si imbatte in questa frase: «Dobbiamo tornare a credere in noi stessi, però. Gli economisti dicono che è il fattore fiducia, ma io userei una parola diversa: autostima». 

Quanto conta questo «fattore fiducia»? Nella Macroeconomia ha un significato molto preciso. E ha un valore altrettanto chiaro. Secondo i modelli teorici, il governo può influenzare la produzione intervenendo su due variabili: la spesa pubblica e le imposte. In altre parole, utilizzando la leva della politica fiscale può migliorare o penalizzare l’andamento dell’economia. 

Cosa deve fare la politica? Come è opportuno si muova l’esecutivo per favorire produzione, crescita e occupazione? Tra le risposte di moda tra i politici c’è l’abbassamento delle tasse. E’ un motivo che torna anche nel ‘racconto’ del governo Renzi, il quale promette interventi futuri sull’Irpef. Appunto: «promette». A parole siamo avanti, nei fatti restiamo fermi al palo. Sono in pochi a credere in un cambiamento imminente della propria situazione fiscale. Mentre sono in molti a lamentare il peso eccessivo dell’attuale prelievo, che sulle imprese sfiora il 70%. 

Ma volendo rimanere sul terreno di gioco comunicativo del premier e alle misure varate finora dall’esecutivo, possiamo dire che l’azione politica di Renzi è contrassegnata dai due caratteri dell’ottimismo e della concretezza? E’ proprio così? 

Prendiamo un caso specifico. Ascoltando le proteste degli italiani che in questi giorni si vedono costretti a restituire gli 80 euro - per di più in un’unica tranche - perché risultati fuori dai parametri previsti (reddito troppo alto o troppo basso), la risposta è negativa. Su entrambi i fronti: sia quello dell’atteggiamento psicologico, perché non si favorisce «fiducia» o «autostima» nelle persone chiedendo loro indietro il bonus; sia quello dell’effettività, del mutamento reale, in quanto con una mano lo stato dà e con l’altra toglie. Tanto più che l'eco delle critiche nelle interviste rilasciate da chi lo deve restituire in una sola tranche (e dice che non se lo aspettava) peggiora il quadro. 

Probabilmente se al posto del bonus spalmato mensilmente ci fosse stato un conguaglio, l’esecutivo avrebbe evitato il problema. Chi attacca il provvedimento sottolinea la fretta del governo sotto elezioni (europee 2014).

In ogni caso, elemento cruciale degli scenari macroeconomici sono le aspettative dei consumatori: se, cioè, di fronte ad un’eventuale misura, ad esempio la riduzione delle tasse o, nel caso specifico, gli 80 euro, si ha o meno la percezione che sarà un taglio transitorio (le imposte) o un beneficio permanente (il bonus). Solo così, con stabilità e continuità, si otterrà probabilmente una risposta in termini di consumi. E, quindi, una ricaduta sull’economia. 

Alla luce della notizia sulle restituzioni non sembra possibile classificare gli 80 euro tra le misure dotate di queste caratteristiche. L’incidenza sulla popolazione è enorme: sulle cronache si parla di 1,4 milioni di italiani, cioè uno su otto, che nel 2015 hanno dovuto rendere il bonus all’erario. E’ così che tra la gente si favorisce un clima di fiducia adatto alla ripresa dei consumi?


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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