IL PD NEL PANICO | 22 Febbraio 2016

Cirinnà, da libertà di coscienza al voto di fiducia

La fiducia sulle unioni civili è una sconfitta per Renzi e Alfano. Il premier allontana la ‘sinistra’ prima delle grandi coalizioni delle amministrative. Ma Ncd, sceso all’1%, non può dire sì all’equiparazione fra matrimonio e coppie gay

di ROBERTO BETTINELLI

L’annuncio è stato fatto dal segretario durante l’assemblea nazionale del Pd a Roma. Renzi, a sorpresa, si è detto pronto ad abbandonare la strategia della libertà di coscienza sulle unioni civili per utilizzare l’arma della fiducia. Preso atto che i numeri al Senato non ci sono per far passare la legge così com’è, stepchild adoption inclusa, il premier è obbligato a riportare tutto in capo al governo. 

Confessata la propria non autosufficienza, ora Renzi deve chiedere l’aiuto di Alfano e dell’Ncd puntando su un testo che stralci il punto delle adozioni e che possa intercettare il favore dei cattodem. 

Una svolta che nasce dal comportamento dei parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno rifiutato di approvare la legge votando l’emendamento canguro, preferendo discutere in aula l’intero contenuto. Decisione che è stata contestata da Renzi con frasi del tipo «vogliono il male del Pd», ma che è perfettamente in linea con il credo ‘assembleare’ dei grillini da sempre convinti della necessità di non mortificare il dibattito con colpi di mano. 

Ora la parola spetta ad Angelino Alfano anche se in realtà l’accordo dovrebbe già esserci. Il leader di Ndc era terrorizzato all’idea che il Pd stringesse l’accordo con i 5 Stelle fondando le basi per una nuova maggioranza parlamentare. Il fatto di rientrare in gioco così potentemente, e con il risultato di veder stralciato l’emendamento sull’adozione, è un traguardo che sembrava impossibile da raggiungere. 

Ma la strada della fiducia è una sconfitta sia per Renzi sia per Alfano. Il segretario del Pd ha fatto pubblicamente retromarcia vincolando i senatori su un tema etico che per sua natura si presta poco ad essere ingabbiato nella disciplina di partito. Lo ‘stralcio’, inoltre, è destinato a scatenare gli attacchi della minoranza dem in un momento in cui Sinistra Italiana sta raccogliendo un crescente consenso, oltre il 5%, e l’appuntamento delle elezioni amministrative impone la necessità di formare grandi coalizioni per battere il centrodestra e il Movimento 5 Stelle. Renzi non può illudersi che il Pd ce la faccia da solo e la convinzione con cui ha difeso la legge sulle unioni civili ne è la prova. 

Quanto ad Alfano e Ncd, si è visto bene quali sono gli effetti dell’alleanza con il Pd. Area Popolare, nata dalla confluenza di Ncd e Udc, vale il 2.9% dell’elettorato secondo le ultime rilevazioni. Un risultato che si commenta da solo. Ma il ricorso alla fiducia per scaricare sul governo e sulla maggioranza il compito di condurre in porto la legge non può che peggiorare la situazione. Tanto più che Alfano, fino a ieri, sosteneva la tesi dell’estraneità dell’esecutivo rispetto all’iter della legge che Renzi aveva affidato completamente al parlamento. Tesi che non ha mai convinto nessuno ma che ora non ha più alcun senso di esistere.  

La fiducia impone ai centristi di votare la Cirinnà, senza adozioni, ma si tratta di una magra consolazione per chi solo qualche anno fa respingeva apertamente i Dico mentre oggi dovrebbe dire sì ad un testo che equipara tutte le unioni, anche quelle fra coppie omosessuali, al matrimonio fra uomo e donna. Non ci sarebbe, credo, sconfitta più grande.


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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