VERSO IL SUMMIT | 02 Febbraio 2017

«Mogherini riconosca il fallimento»

Respingimenti in Libia ed emergenza migranti, il dibattito in plenaria sul vertice di Malta. L’europarlamentare (Fi-PPE) Salini attacca l’Alto rappresentante della politica estera: «Dall’UE clamoroso dietro front: Mogherini riconosca il fallimento»

di LUCA PIACENTINI

L’apertura dell’assemblea plenaria che si è svolta mercoledì 1 e giovedì 2 febbraio a Bruxelles è stata dominata dal tema dell’immigrazione verso i paesi dell’Unione Europea. Ad accendere il dibattito in particolare le comunicazioni dell’Alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini inserite all’ultim’ora in merito all’ordine esecutivo firmato il 27 gennaio dal presidente Donald Trump sui visti di ingresso negli USA e al prossimo vertice informale che si terrà a La Valletta venerdì 3 febbraio sulla questione migranti. Dopo un primo giro di interventi sul provvedimento siglato dalla Casa Bianca, cui hanno partecipato i capi gruppo dei vari partiti, è stato il tema migranti ad accendere il dibattito. 

Sul tavolo il nuovo piano UE per gestire i flussi lungo la rotta del Mediterraneo centrale, che sta suscitando critiche e tensioni da più parti. Se infatti da un lato sembra delinearsi un accordo positivo con la Libia per fermare le partenze dalle coste nord africane, dall’altro la bozza di documento si profila come un cambio di atteggiamento drastico da parte di Bruxelles. 

A rilevarlo, in particolare, l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, che in una dichiarazione ripresa anche dall’agenzia Ansa afferma: «Il nuovo piano europeo sui migranti è un clamoroso dietro front: invece di criticare le restrizioni di Trump agli ingressi negli Usa, Bruxelles dovrebbe ammettere il proprio fallimento sull’immigrazione». 

Nel mirino dell’eurodeputato membri del Partito popolare europeo, cui appartiene la delegazione azzurra, la posizione da sempre sostenuta dall’ex ministro degli Esteri italiano: «Federica Mogherini che fino a ieri escludeva i respingimenti in mare, oggi di fatto li promuove con un documento che offre sostegno economico e logistico alla Libia per intercettare le imbarcazioni e riportarle sulle coste africane. Misure da sempre sollecitate dal centrodestra in Italia e caldeggiate in Europa fin dal 2015 dall’allora ministro dell’Interno britannico, oggi premier, Theresa May». 

«La marcia indietro di Bruxelles in vista del vertice di venerdì a Malta va nella direzione giusta - prosegue Salini - ma evidenzia nel contempo contraddizioni insanabili nell’azione del rappresentante della politica estera europea: se fosse coerente, Mogherini ammetterebbe gli errori e lascerebbe l’incarico in Commissione UE». 

«Come già avvenuto per il terrorismo - prosegue l’eurodeputato - anche sull’emergenza immigrazione finora sono state le forze dell’ordine a fare da argine dove la politica ha fallito. L’operazione della squadra mobile di Cremona, coordinata dalla Dda milanese, sul traffico di esseri umani conferma l’urgenza di una svolta nelle politiche europee sui flussi, a beneficio degli stessi migranti».

«L’UE dichiari guerra agli scafisti, promuova i blocchi delle partenze in Nord Africa e sostenga la stabilizzazione della Libia per fermare i flussi. Non si tratta solo dei confini italiani ma di quelli europei: per questo Bruxelles deve vigilare affinché il governo libico rispetti gli accordi in tempi rapidi e, nel caso in cui le misure si rivelassero inefficaci, muovendosi d'iniziativa operando i respingimenti con navi europee».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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