DITTATURA DELLE LOBBY | 31 Luglio 2015

«Classe politica debole e vittima della tecnocrazia»

Adozioni gay e legalizzazione della cannabis. Per il deputato Pagano (Ncd-Ap) si tratta di due casi che mostrano la lontananza del Parlamento dal paese reale: «La classe politica è debole perché così vuole la tecnocrazia delle lobby»

di LUCA PIACENTINI

Perché i “Parlamentari per la famiglia” sono così pochi mentre i politici a favore della cannabis legale sono già un terzo dei deputati e, secondo i promotori, sono perfino destinati a crescere? «Questo non è il paese reale - risponde sicuro Alessandro Pagano, deputato Ncd-Ap e promotore dei Parlamentati per la famiglia - I sistemi di selezione e i meccanismi elettorali, a partire dal Porcellum, hanno prodotto una classe politica che non rispecchia la realtà. E le percentuali lo dimostrano: l’85% degli italiani è contrario alle adozioni gay, mentre i parlamentari sono poco più di un centinaio, circa il 10%. In pratica, l’opposto del paese reale». 

Una sorta di schizofrenia, è la riflessione dell’esponente di Area Popolare, una dissociazione evidente anche nella proposta di legalizzare la cannabis. «Tutti sanno che le droghe - argomenta Pagano - compresa la cannabis, sono tra le principali cause degli incidenti stradali, della propensione al suicidio e della schizofrenia giovanile. Il Parlamento ha giustamente approvato la legge sull'omicidio stradale che prevede pene più severe se l'autista viene trovato imbottito di alcol o droga. Nonostante questo, sempre in Parlamento è nato un comitato per la promozione della cannabis». 

Si tratta di una mancata corrispondenza tra paese reale e “paese legale” che, secondo l’esponente di Ncd-Ap, trova la chiave di lettura in una parola: tecnocrazia. «La classe politica è profondamente debole perché così vuole la tecnocrazia. Parlo della finanza - chiarisce il deputato - delle grandi aziende informatiche, dei mass media, degli opinion leader, della burocrazia e di una certa magistratura, questi soggetti hanno intrapreso un'azione che toglie alla politica forza e capacità di incidere. La classe nata dopo la Seconda guerra mondiale era democristiana, comunista o socialista, ma tutta di altissimo livello. Perché? Allora c’era una politica forte mentre oggi i rappresentanti delle culture tecnocratiche internazionali e delle lobby mirano a condizionare pesantemente la società. Non hanno alcun interesse a che nasca una classe politica vigorosa. Puntano ad un ceto condizionabile, una sorta di appendice di decisioni prese in altri contesti». Non si tratta di giudicare i singoli, precisa il deputato, ma di constatare in generale la debolezza culturale di un classe politica priva di visione completa e coerente, perciò «facilmente influenzabile da input provenienti dai cosiddetti “piani alti”, dove girano miliardi di euro e le capacità di condizionamento sono spaventose». 

La migliore sintesi di questa riflessione, conclude Pagano, è la sottolineatura fatta da Benedetto XVI, «pensatore raffinato, tra i più grandi intellettuali dell’era contemporanea», nella lettera enciclica Caritas in veritate, dove «in sostanza spiega che la moderna dittatura è proprio la tecnocrazia che si ammanta dei saperi, convinta che la “propria verità” sia “la verità”, forte di poteri che gestisce nel mondo della finanza, delle grandi aziende informatiche e dei mass media, grazie ai quale si impone alla società».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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