MATRIMONI GAY | 08 Ottobre 2015

Colpo di mano del Pd. «Una vera presa in giro»

Il Pd «viola le più elementari regole democratiche». La denuncia di Gandolfini (Difendiamo i nostri figli): «Cirinnà Bis sulle unioni civili è colpo di mano che scavalca la volontà di milioni di italiani». L'annuncio: «Pronti al referendum abrogativo»

di LUCA PIACENTINI

Un partito ostaggio di una visione laicista, lontana dal sentire comune, di sicuro da quello delle persone che il 20 giugno scorso si sono ritrovate a Roma per difendere la famiglia naturale tra uomo e donna aperta ai figli. È l'immagine del Partito democratico che emerge dalle parole del presidente del comitato Difendiamo i nostri figli. Massimo Gandolfini denuncia infatti «la presa in giro» su quella che è stata battezzata la "Cirinnà 2". 

La reazione viene dallo zoccolo duro della mobilitazione nazionale che ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone testimoniando in modo pacifico la necessità che lo Stato si faccia una volta per tutte a carico della famiglia, pilastro della società italiana, difendendola non solo come nucleo naturale, ma anche come terreno di libertà e presidio educativo, che ha il diritto di proteggere i bambini dal rischio di un’indottrinamento nelle scuole italiane con la teoria del gender. 

La battaglia avviene su due livelli, in piazza e nelle sedi istituzionali, dove numerosi esperti, a partire dallo stesso Gandolfini ai Giuristi per la vita, fino ad altri rappresentanti cattolici e non solo, sono stati chiamati più volte a relazionare nel merito, esprimendo il loro parere negativo sulla proposta di legge della senatrice Monica Cirinnà, rappresentante del Partito Democratico. «La presentazione di un nuovo testo Cirinnà II sulle unioni civili - dichiara Gandolfini - è un vero colpo di mano del Partito Democratico per scavalcare il lavoro della Commissione giustizia, violando di fatto la volontà di milioni di italiani che chiedono una ponderata discussione su un tema così delicato. È iniquo che proprio da un partito che si definisce 'democratico' vengano violate le più elementari regole democratiche». 

Il nuovo testo, sottolinea il comitato, non fa che riprodurre tutte le ingiustizie del precedente: adozione e pensione di reversibilità per le coppie di pari sesso. Dietro la maschera della "formazione sociale specifica" non c'è altro che il riconoscimento del matrimonio/famiglia omosessuale.

«Una vera presa in giro del sentimento degli italiani - chiosa Gandolfini - che, anche nelle statistiche più recenti, dichiarano che i bambini non si toccano nel loro diritto ad avere una mamma e un papà. Per questo non resteremo con le mani in mano: ci muoviamo verso una nuova grande manifestazione nazionale, in cui indicheremo con chiarezza gli italiani quali sono le forze politiche che difendono concretamente le nostre famiglie, e quali invece li attaccano fin dalle radici, riempiendosi la bocca solo dislcorsi bugiardi. Basti pensare alle centinaia di milioni di euro indirizzati alle unioni civili piuttosto che al milione e mezzo di famiglie italiane che vivono sotto la soglia di povertà». 

Il nuovo testo ha mandato in fibrillazione la maggioranza scatenando le proteste di Area Popolare. La bozza sostituisce il ddl Cirinnà ed è stata depositata lunedì 7 ottobre in Senato. Cambiano le parole ma non la sostanza. L'obiettivo del Pd è portarla in aula nel giro di pochi giorni, probabilmente già la prossima settimana. Secondo quanto dichiarato alle agenzie dalla dem Cirinnà il testo sarà in aula il 14 ottobre. E se un pugno di parlamentari annuncia battaglia, il comitato Difendiamo i Nostri figli è pronto a combattere con tutte le armi giuridiche a disposizione: «Se sarà necessario - conclude Gandolfini . non escludiamo il ricorso allo strumento della raccolta firme per referendum abrogativo di questa legge ideologiche ed iniqua. Una buona legge protegge i bambini e le famiglie, e riconosce diritti civili alle persone conviventi di pari sesso, evitando ingiuste e confusioni».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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