STRASBURGO | 16 Marzo 2018

«Combattere l'elusione fiscale dei giganti del web»

Crimini finanziari. L'europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini eletto membro titolare della commissione speciale: «Combattere l'elusione fiscale delle multinazionali del web per arginare i populismi anti Ue»

di REDAZIONE

«L’elusione fiscale delle multinazionali del web è una pratica intollerabile che mina la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee: combatterla è una priorità assoluta dell’Ue». E’ quanto dichiara l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, che nella plenaria di Strasburgo è stato eletto membro titolare della nuova commissione speciale sui reati fiscali, l'evasione fiscale e l'elusione fiscale. La votazione è avvenuta mercoledì 15 marzo, 45 in tutto gli europarlamentari che ne faranno parte.

Obiettivo della commissione è analizzare, tra le altre cose, «come le norme dell'UE in materia di IVA sono state eluse nel quadro dei Paradise Papers e valutare, più in generale, l'impatto delle frodi IVA e delle norme sulla cooperazione amministrativa nell'Unione, esaminare «lo scambio di informazioni e le politiche di coordinamento tra gli Stati membri ed Eurofisc», «contribuire al dibattito in corso sulla tassazione dell'economia digitale» e «valutare i regimi nazionali che prevedono privilegi fiscali (come i programmi di cittadinanza)». 

«Ovunque - sottolinea Salini - i risultati delle elezioni nazionali indicano che i cittadini chiedono un’Europa diversa, più attenta ai problemi reali delle persone. Finché ci saranno Stati membri dove i piccoli imprenditori rischiano di chiudere perché costretti a pagare fino al 60-70% di tasse mentre i colossi di internet prosperano grazie ad aliquote inaccettabili, in alcuni casi addirittura inferiori allo 0,1%, il virus del populismo anti sistema e anti europeo troverà terreno fertile in cui crescere e diffondersi. Il Parlamento Ue ha il dovere di cogliere i segnali di allarme e agire con determinazione, individuando e colpendo senza incertezze queste pratiche insopportabili di elusione fiscale».

«Se i trattati Ue impediscono l’uniformità nella tassazione in base al principio di sussidiarietà - conclude l’europarlamentare - consentono invece di lavorare sull’armonizzazione fiscale: spetta a Bruxelles costruire le condizioni per una base imponibile condivisa tra i Paesi membri, decidendo di comune accordo cosa è tassabile e cosa non lo è». 


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