STRASBURGO | 20 Gennaio 2017

«Con Tajani il Sud Europa rialza la testa»

Antonio Tajani sconfigge al ballottaggio il rivale Gianni Pittella: per la prima volta un italiano eletto presidente del Parlamento Europeo. L'eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini: «Con lui l'Italia e il Sud Europa rialzano la testa»

di REDAZIONE

Un italiano per la prima volta eletto presidente del Parlamento UE: è Antonio Tajani, 63 anni, cofondatore di Forza Italia, membro del PPE e grande conoscitore dell’Europa. Tajani è stato eletto alla quarta votazione. Dopo tre scrutini che richiedevano la maggioranza assoluta, è stato infatti il ballottaggio con lo sfidante Gianni Pittella a decidere la partita. L’esponente azzurro ha sconfitto il rivale 351 voti a 282. 

Si tratta di un risultato storico per l’Europa e per l’Italia, come sottolinea l’europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini: «L’Europarlamento non poteva scegliere presidente migliore - dichiara Salini - sarà una guida autorevole, esperta e rispettosa delle diversità. Con lui l’Italia e l’UE avranno solo da guadagnare. Per la prima volta un italiano ricopre la carica più alta del Parlamento UE elettivo, una delle tre principali istituzioni europee, in particolare quella che dal Trattato di Lisbona ha visto crescere il proprio potere, e da cui si attende un ruolo sempre più importante e una maggiore vicinanza ai cittadini. Grazie a Tajani l’Italia e i Paesi del Sud Europa, troppo spesso ignorati da Bruxelles, potranno rialzare la testa e ricevere la giusta attenzione riguardo alle priorità dell’agenda politica: lotta a povertà e disoccupazione, crescita economica, sicurezza e immigrazione». 

Nella sua lunga esperienza in Europa, Tajani è stato eletto quattro volte e per ben due mandati, tra 2008 e 2014, è stato Commissario UE, prima all’Industria e poi ai Trasporti. Nei sei anni di esperienza nel cuore del governo di Bruxelles in più di un caso ha dato prova di grande attenzione al mondo imprenditoriale e industriale, mostrandosi particolarmente sensibile alle esigenze del tessuto produttivo che genera valore e occupazione, ed esprime una delle eccellenze italiane nel mondo. 

Sul piano degli equilibri politici interni all’Europarlamento, l’elezione di martedì 17 gennaio fa registrare uno spostamento dell’asse dell'assemblea verso il centrodestra, vista la rottura dell’alleanza con i socialisti di S&D: Tajani è stato eletto con i voti del PPE, dei liberali dell’ALDE e i conservatori dell’ECR. 

«I socialisti esclusi dalla coalizione pagano tutta la propria ipocrisia e mancanza di credibilità - commenta a riguardo l’eurodeputato Salini - Hanno rotto in modo pretestuoso gli accordi PPE-S&D sull'avvicendamento alla guida del Parlamento UE, un precipitoso dietrofront che non avrebbero mai osato proporre se il ‘loro’ presidente uscente, il tedesco Martin Schulz, si fosse ricandidato». 

«Tant’è che, mentre nelle dichiarazioni pubbliche facevano i puri, gridando allo scandalo degli inciuci, tra le terza e la quarta votazione i socialisti tentavano di rastrellare voti tra gli europarlamentari di estrema destra ed estrema sinistra, promettendo in cambio poltrone e incarichi con accordi sottobanco». 

Un voto che ha un significato preciso anche per la politica italiana: «E’ stata la debacle della sinistra e del PD renziano, che rappresenta la delegazione più numerosa dei socialisti europei: l'ennesima cantonata - conclude Salini - presa dal partito guidato dal segretario ed ex premier Matteo Renzi, che a dicembre è stato mandato a casa dal ‘no’ degli italiani, lasciando in eredità al Paese le proprie iniziative fallimentari, un debito pubblico fuori controllo, il rischio di una procedura di infrazione UE e una legge elettorale inutilizzabile». 


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L'Informatore - Quotidiano liberale

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