PARLAMENTO UE | 01 Giugno 2017

«Così difendiamo le nostre imprese»

Concorrenza sleale e difesa dal dumping cinese. Gli europarlamentari di Forza Italia Massimiliano Salini e Salvatore Cicu: «Industria europea più forte grazie al Parlamento UE»

di REDAZIONE

Prosegue a Bruxelles la battaglia dell’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini per sostenere il rilancio dell’industria e della manifattura italiana ed europea. 

Negli ultimi giorni occhi puntati sulla nuova normativa anti dumping, pratica commerciale scorretta che comporta la vendita di prodotti a basso costo e, spesso, ha dietro la spalle aiuti di stato occulti. Per lo più viene posta in essere da aziende concorrenti cinesi o dei paesi con economie in via di sviluppo. La seduta di martedì 30 maggio della Commissione Industria, ricerca ed energia del Parlamento UE ha visto mettere a segno un punto importante a favore delle nostre imprese, che disporranno di un’arma legislativa utile nella difesa dal dumping. 

«Grazie all’ampia convergenza ottenuta durante il voto nella Commissione Industria, chiamata a fornire un parere alla Commissione Commercio Internazionale responsabile nel merito per la modifica del regolamento anti dumping, l'industria europea disporrà di uno strumento anti dumping giuridicamente solido ed efficace e che non esponga il fianco a facili ricorsi di Paesi non UE», dichiarano gli europarlamentari di Forza Italia Salvatore Cicu e Massimiliano Salini commentando il parere approvato in Commissione Industria sulle nuove norme contro le importazioni oggetto di dumping o sovvenzioni da Paesi non membri UE.

Il parere approvato in Commissione Industria è in sintonia con l’impianto della relazione dell’europarlamentare di Forza Italia Salvatore Cicu, titolare del dossier nella commissione per il Commercio internazionale.

«Abbiamo disinnescato una trappola piazzata dalla sinistra per la difesa dell’industria europea - prosegue Salini spiegando la votazione in Commissione Industria - un'insidia tutta ideologica che rischiava di mettere nelle mani dei nostri imprenditori un'arma giuridica spuntata, vanificando così gli sforzi UE nella difesa dal dumping cinese». 
 
«Grazie al gioco di squadra - aggiunge Salini - in Commissione ITRE abbiamo fatto convergere i voti di ECR, ALDE e VERDI sulla linea del Partito Popolare Europeo, un approccio responsabile che segue l’impostazione data dal collega Cicu, difende la sostanza del provvedimento e rafforza i cinque rigidi criteri cui devono attenersi le imprese cinesi per giocare alla pari con le nostre aziende sul piano commerciale, ma proponendo nel contempo di eliminare dal testo l’espressione ”economia di mercato”, una definizione astratta che la Cina potrebbe impugnare in sede giudiziaria al WTO, indebolendo eventuali azioni legali di imprese europee che volessero denunciare pratiche commerciali scorrette».
 
«Vogliamo mandare un messaggio politico chiaro - sottolinea Cicu – che sia prima di tutto di apertura al libero mercato e alle opportunità che da questo dipendono, ma che sia allo stesso tempo anche equo per consentirci di garantire forte tutela all´industria dell´Unione europea e a tutti i settori in essa coinvolti: acciaio, biciclette, pannelli solari, ceramica, carta... che rappresentano il nostro made-in e che in nessuna maniera possono essere penalizzati da uno strumento di difesa commerciale inadeguato ad arginare le insidie della concorrenza sleale.»
 
«In sede giuridica - conclude l’eurodeputato Salini - Pechino potrebbe infatti giocare sui cavilli rivendicando di essere ormai formalmente ”market economy” in quanto da quindici anni nel WTO, contestando eventuali accuse di dumping mosse dalle industrie europee».


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