UN VERO PIONIERE | 04 Novembre 2014

’Così ho creato una città’

La storia di Carlo Dodi, patron della Gabbiano. Il pioniere degli espositori che conquista i supermercati. “La molla di tutto? Aumentare i posti di lavoro”. L’intervento edilizio nella riviera triestina: “Così ho creato una città”

di LUCA PIACENTINI

Fiuto per gli affari, creatività, tenacia. E valori solidi, radicati nella tradizione. Anzitutto la famiglia. Se c’è qualcuno che riunisce in sé le qualità dell’imprenditore italiano nel boom del dopoguerra, questo è sicuramente Carlo Dodi, il patron della Gabbiano. E’ lui che, in Italia, ha inventato il moderno espositore e le confezioni prestampate, nome tecnico ‘blister’. Composto da plastica e cartone o alluminio saldato, il blister si trova un po’ ovunque e può contenere di tutto, dai giocattoli alle medicine. 

“Tra i pionieri del blister c’era anche qualcun altro - ammette Dodi - ma sono rimasto solo io. Gli altri hanno chiuso”. Perché? La risposta, forse, è nella parabola imprenditoriale: le mosse giuste in una crescita inarrestabile. E la voglia di pensare in grande. La stessa che lo ha portato a costruire da zero un intero paese nella riviera triestina. Si chiama Portopiccolo, oltre 350mila metri quadri di polo turistico nella baia di Sistiana. Un’ex cava che il capo della Gabbiano ha trasformato in un complesso da 400 abitazioni, oltre 50 tra negozi, ristoranti, bar e hotel. C’è tanto di porto privato “riempito di acqua tre anni fa”, racconta Dodi. Prima di ricordare, con una vena di amarezza, che l’iter è stato una vera e propria odissea lunga 20 anni. “Sedici solo per le autorizzazioni”, chiosa l’imprenditore. 

E’ guardando a questa città turistica ricavata nella roccia della costiera triestina, tra i castelli di Luino e di Miramare, che si capisce di che pasta è fatto Carlo Dodi: non importa quanto ardua è la salita, l’importante è affrontarla. Scalare la montagna, con forza e convinzione.

I primi passi li compie a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta dando vita ad un’impresa individuale. C’è lui, Carlo, con un paio di idee. Quelle vincenti: va a segno e non si ferma più. Dal 1978 la diffusione del bilster, poi l’incremento di prodotti e clienti. Nel 2011 l’azienda supera i 41 milioni di fatturato. La Gabbiano spa vanta clienti di fama mondiale (è sufficiente citare la Disney) ha una rete di 220 venditori, un centinaio di lavoratori in produzione, serve 10.500 punti in tutta Italia, isole comprese. Una filiale in Spagna e progetti di espansione in Francia. 

Gabbiano è diventata un brand. Praticamente tutta la grande distribuzione nazionale ha in bella mostra gli espositori progettati nella sede di Virgilio, in provincia di Mantova. La direzione generale è in mano al figlio Andrea. 

“L’azienda nasce nel 1957 come ditta individuale - ricorda Carlo Dodi - Nel 1965 mi sono sposato. E ho messo in piedi questa attività”. 

“Sono stato pioniere due volte - spiega - La prima vendendo carta igienica (quando nei bagni dei locali pubblici si usavano i giornali, ndr), scope e strofinacci, insomma i kit per la pulizia della casa; la seconda con i blisterati”. 

“Quando ho iniziato non esistevano neppure i supermercati - ricorda fiero - C’erano solo negozi. Io fornivo gli espositori monolinea, soprattutto con articoli casalinghi”. L’introduzione del self-service è stata una rivoluzione.

“Una volta - chiarisce Dodi con un esempio - se occorrevano lacci per scarpe, si andava in negozio e si diceva: mi servono della tal lunghezza e del tal colore. Poi si rimaneva in attesa con pazienza, mentre il negoziante li preparava”. Gli espositori hanno cambiato tutto, introducendo il fai-da-te del cliente nel commercio al dettaglio. “Entri, guardi gli articoli appesi all’espositorino girevole, prendi quello che ti serve e te ne vai. Non sei più costretto ad aspettare un quarto d’ora per un paio di lacci“. 

Gabbiano è arrivata a 18 linee, dalla toeletteria agli articoli da scarpe, fino ai sanitari. “Oggi tutti conoscono i nostri prodotti esposti nei supermercati. Siamo un’azienda multi canale che offre un servizio completo alla grande distribuzione normale e a quella specializzata. Oltre a creare gli espositori, facciamo merchandising”. E, soprattuto, marketing: “La vera crisi è nel calo dei consumi. Lavorando con la grande distribuzione lo vediamo con chiarezza. Per questo cerchiamo prodotti sempre innovativi e tentiamo di reagire con tutte le armi possibili”. Da un lato l’esperienza e il know how, dall’altra lo sbarco nei mercati esteri. 

“E’ una necessità - conclude Dodi - Non possiamo stare fermi: oggi o un’azienda va avanti oppure va indietro”. E se perde terreno, rischia di compromettere tutto. In primis l’occupazione: “La molla di tutto è mantenere i posti di lavoro - afferma Dodi convinto - E, se possibile, aumentarli”. In questo la Gabbiano ha sempre fatto la sua parte. “Negli anni abbiamo operato numerose assunzioni - conclude - è questa la cosa importante, di cui vado fiero”.


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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