LAVORO | 16 Giugno 2016

Così la contrattazione cambia volto

Siglato da Sistema Impresa e Confsal il nuovo contratto nazionale per i lavoratori delle Pmi metalmeccaniche. Nasce un nuovo modello, basato sulla condivisione

di ROSSANO SALINI

Se non proprio una rivoluzione, per lo meno una svolta radicale. Il mondo della contrattazione tra sindacati dei lavoratori e parte datoriale cambia volto, e ha ora un nuovo punto di riferimento fondato sulla condivisione. Un nuovo modello alternativo rispetto a quello anacronistico e basato su contrapposizioni ideologiche che purtroppo ancora regna in altri e ben noti tavoli. Ambiti che, non per nulla, continuano a vivere una fase di stallo per quanto riguarda la contrattazione relativa al Contratto Nazionale dei metalmeccanici.

Ben diverso invece lo spirito collaborativo e interamente rivolto al raggiungimento di obiettivi concreti del tavolo che ha visto protagonisti Sistema Impresa e Confsal. L'esito di questo lavoro è stato sottoscritto martedì 14 giugno a Roma presso la sede Confsal: un nuovo Contratto Nazionale (CCNL) per i lavoratori addetti alle PMI metalmeccaniche e d'installazione impianti. Hanno firmato il contratto il segretario generale CONFSAL Marco Paolo Nigi, il segretario generale FISMIC-CONFSAL Roberto Di Maulo e, per la parte datoriale, il presidente SISTEMA IMPRESA Berlino Tazza, il vicepresidente Bellino Elio Panza e il presidente A.P.I. Paolo Galassi.

 

I cardini del contratto

Il modello attuato, come hanno comunicato i protagonisti dell'accordo siglato, parte dall’approccio innovativo alla contrattazione che Sistema Impresa e Confsal sperimentano ormai da anni: un modello basato su flessibilità, formazione continua, benessere del lavoratore e dell’impresa, razionalizzazione e contenimento dei costi legati alla bilateralità.

Un contratto che innanzitutto riconosce l'importanza della contrattazione decentrata, quale «strumento che può garantire, in modo concreto ed effettivo, una migliore disciplina dei rapporti di lavoro, in quanto maggiormente attenta alle reali esigenze degli operatori (imprese e lavoratori)». Questa contrattazione, «sia essa territoriale o aziendale, rappresenta una componente essenziale per assicurare una piena soddisfazione delle esigenze del mercato, ma anche per ridurre le conflittualità e consentire una più rapida reattività rispetto alle necessità che la moderna economia globalizzata impone con frequenza sempre maggiore».

Altro cardine del contratto è «l’incentivo alla formazione continua dei lavoratori». Puntando sul ''life long learning'' Sistema Impresa e Confsal intendono «garantire, da un lato, la piena occupabilità dei lavoratori stessi e, da un altro lato, la competitività delle imprese attraverso una più elevata preparazione della manodopera».

Altri elementi centrali sono poi «la razionalizzazione delle risorse destinate alla bilateralità», e «la promozione del ricorso all’istituto della somministrazione di lavoro, finalizzato a sostenere (in un’ottica europeista e moderna) l’occupazione mediante l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro». Il tutto, nel pieno rispetto degli «interessi dei lavoratori dipendenti del settore metalmeccanico, in materia di salvaguardia dei livelli retributivi ed occupazionali dei lavoratori, di equità sociale e di partecipazione dei lavoratori alla vita dell’impresa, di tutela della dignità del lavoratore e di ottenimento della buona occupazione».

 

«Un lavoro di squadra»

Grande soddisfazione per il presidente di Sistema Impresa Berlino Tazza: «Con questo contratto abbiamo aperto un nuovo capitolo nella storia della contrattazione. Chiudiamo con la contrapposizione e ripartiamo dalla condivisione. E per questo voglio ringraziare tutti coloro che sono seduti a questo tavolo: è stato fatto un grande lavoro, e ci siamo impegnati come una squadra che deve raggiungere un obiettivo comune. L'obiettivo del lavoro e della sua qualità, infatti, non è prerogativa di una parte o dell'altra, ma – pur nella differenza dei diversi ruoli – un punto di riferimento per tutti». Per Tazza ha particolare importanza il fatto che «il testo siglato dedichi ampio spazio alla contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale: ogni realtà potrà coniugare in modalità flessibile, direi quasi sartoriale, il rapporto impresa/lavoratore in un contesto di crescita economica». Un passo importante anche per la confederazione Sistema Impresa: «Solo due mesi fa abbiamo sancito il cambiamento in atto nella nostra realtà cambiando la nostra denominazione da ''Sistema Commercio e Impresa'' a ''Sistema Impresa''. Questo per significare il fatto che oramai la nostra rappresentanza occupa l'intero mondo delle PMI. Quello che ora abbiamo siglato è il primo e importantissimo atto che rende concreto e operativo questo cambiamento. È l'inizio di un grande lavoro che ci porterà a rappresentare sempre di più questo ambito così centrale per l'economia del nostro Paese».

Il segretario generale di Confsal Marco Paolo Nigi ha ulteriormente rimarcato la peculiarità del lavoro svolto per arrivare a questo contratto: «Il nostro sindacato non intende proseguire nel solco attuale che ha consentito la pletora di contratti fotocopia e la giungla retributiva. Valorizzare il lavoro significa promuovere la giustizia retributiva, ma questo implica che il lavoratore non sia mortificato con retribuzioni piatte che non premiano la produttività. Resta ora da fare un altro passo decisivo: la legge che regoli rappresentanza e rappresentatività anche nel settore privato».

Sulla stessa linea d'onda anche Roberto Di Maulo (Fismic-Confsal): «D'ora in poi il bene dei lavoratori e quello delle imprese potranno andare insieme. Termina qui, dal settore metalmeccanico, il tavolo delle contrapposizioni e dello scontro e inizia il tavolo che privilegia dialogo e interessi comuni».

Paolo Galassi (A.P.I.) ha infine posto l'accento anche sul potenziale numerico di questo contratto: «Questo è un contratto a misura di Pmi. In Sistema Impresa abbiamo trovato, grazie al rapporto con Confsal e Fismic-Confsal, un nuovo modo di ragionare del sindacato. Lo chiedevamo da tempo. Si parla di coinvolgere un minimo di 150-200 mila lavoratori, ma il bacino potenziale delle pmi metalmeccaniche ne occupa quasi 2 milioni. Ce la metteremo tutta».


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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