ECONOMIA REALE | 06 Dicembre 2014

Così le sanzioni distruggono il nostro export

Dalla geopolitica all'economia reale. Grido di allarme delle imprese varesine contro le sanzioni russe. Crolla l'export: «Perdiamo quote di mercato, commesse e posti di lavoro. Tutto per una decisione politica. Riavviare il dialogo al più presto»

di REDAZIONE

Allarme rosso per le imprese varesine. L'embargo contro la Russia ha provocato una pesante contrazione delle esportazioni e sta indebolendo fortemente il sistema industriale del territorio. 

Il grido di allarme e' stato lanciato da due imprenditori dell'Unione Industriali di Varese, Gabriele Galante e Giovanni Berutti, che hanno ospitato nelle loro aziende l'eurodeputato del Ppe Massimiliano Salini, membro della Commissione Industria del Parlamento europeo. 

"Le sanzioni - ha spiegato Salini - stanno provocando la sofferenza del sistema produttivo varesino. È in atto un conflitto che lede gli interessi di entrambi i contendenti. Da un lato l'Europa ha perso quote importanti di export mentre la Russia, indebolita dal calo del prezzo del greggio che sta causando una considerevole diminuzione di valore del rublo, sta già valutando in alternativa le richieste di collaborazione con la Cina. Per noi è un ulteriore danno. Bruxelles e Mosca devono tornare al tavolo delle trattative e trovare un accordo dimostrando il giusto grado di concretezza che serve per sbloccare una situazione dalle conseguenze imprevedibili". 

Prima tappa alla IMF Impianti Macchine Fonderia a Luino. Ad attendere Salini, la delegazione e i giornalisti, Gabriele Galante, fondatore e presidente della IMF, azienda specializzata nella produzione di macchinari per la fonderia con 200 dipendenti, quattro siti produttivi nel mondo, 100 milioni di fatturato. Tramite la Simest, agenzia governativa italiana che sostiene gli investimenti all'estero, l'azienda di Luino ha aperto unità produttive in Repubblica Ceca, Cina, Brasile e USA. Gabriele Galante, membro della giunta di Univa, e' presidente della Cemafon, l'Associazione europea delle aziende che costruiscono macchine da fonderia; "L'embargo sta provocando dei danni gravissimi al nostro sistema produttivo. Le banche italiane si sono spaventate. La Russia si sta spostando verso la Cina che ha una capacità produttiva low cost ma non low quality in alcuni settori. Le nostre imprese stanno perdendo competitivita' e mercato. L'Unione Europea deve intervenire". 

Salini ha poi visitato lo stabilimento della SPM di Brissago Valtravaglia dove ha incontrato Giovanni Berutti, presidente della SPM-SPA. Il gruppo riunisce tre aziende attive nei settori della produzione di stemmi e decorazioni per auto (Porsche, Audi, VW, Ford/General Motors, FIAT/Chrysler, ecc.), sigilli di garanzia per l'industria della moda e dell'abbigliamento, paletti e sistemi di sicurezza per gli impianti sciistici. La SPM ha 150 dipendenti e un fatturato che supera i 20 milioni di euro. Giovanni Berutti è presidente della categoria delle aziende meccaniche presso Univa. In merito alla crisi ucraina ha detto: "Per anni l'export ha sopperito alla debolezza del mercato interno, ora ci troviamo in difficoltà a causa di scelte politiche che ci penalizzano. Questa crisi va risolta in fretta". 

Ultima tappa alla Faeber Lighting System a Uboldo, azienda specializzata nella produzione di sistemi per illuminazione a led. Salini ha visitato la sede produttiva accompagnato dal titolare Emilio Legnani, da altri imprenditori e dal sindaco Lorenzo Guzzetti. 

 


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