INCHIOSTRO ‘DI LUCE’ | 15 Dicembre 2014

«Così nasce il fotovoltaico stampato»

Dai tovaglioli di carta all’elettronica digitale: Omet compie 50 anni, la storia incredibile di un successo ‘Made in Italy’. Tenacia e innovazione: «Quando gli italiani si mettono, non li ferma nessuno»

di LUCA PIACENTINI

Dai tovagliolini di carta al fotovoltaico stampato. «E tra pochi anni guarderemo la televisione su fogli flessibili», spiega Antonio Bartesaghi, presidente della Omet, azienda lecchese che somiglia più ad un incubatore di start up che ad un’industria nel senso classico della parola. Il futuro? Si scrive «elettronica stampata» e si legge «innovazione». «La chiave di volta per il rilancio dell’Italia», sottolinea l’imprenditore raccontando la storia dell’azienda di famiglia. Il padre l’ha fondata nel garage di casa negli anni Sessanta. Oggi, dopo 50 anni, fattura 80 milioni di euro e opera in due settori: realizza macchine per la stampa in packaging e tissue, e costruisce cuscinetti a sfere speciali. 

«Esportiamo il 90% della produzione e non temiamo nessuno, tedeschi, cinesi o americani che siano. Abbiamo una fantasia innata. E’ così che innoviamo il prodotto e il processo». Omet è pluripremiata. A Dallas gli operatori del settore l’hanno riconosciuta come l’azienda più innovativa nella stampa flessografica. 

Se l’Italia può andare a testa alta nel mondo è anche grazie ad imprenditori come Bartesaghi. «Noi italiani abbiamo competenze, capacità incredibili e voglia di fare - dice - Se solo il sistema paese spingesse davvero ad investire nell’innovazione, non ci fermerebbe più nessuno». 

Omet lo ha fatto. Ha scommesso sulla ricerca. E le novità che si profilano all’orizzonte lasciano a bocca aperta. Da un paio d’anni l’azienda lecchese collabora infatti con il Politecnico di Milano e l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). I progetti nati dalla partnership lasciano intuire l’immagine della nuova elettronica digitale, un futuro fatto di lampadine, circuiti, perfino tv color stampati e «pure biodegradabili» precisa Bartesaghi. 

Omet impiega 220 dipendenti soltanto nel settore macchine. La formazione interna è continua, le risorse umane sono il cuore dello stabilimento. 

«L’innovazione è la nostra arma vincente - dice Bartesaghi - Con i tecnici creiamo idee, le sviluppiamo e le trasformiamo in macchinari che vendiamo in tutto il mondo. Stiamo sfruttando le competenze maturate in 50 anni e le applichiamo all’elettronica stampata». L'evoluzione è continua, come in una sorta di rivoluzione industriale permanente.  

L’obiettivo dello studio con l’IIT è produrre impianti fotovoltaici stampati con inchiostri speciali su pannelli spessi un millimetro. Si tratta di impianti «in grado di alimentarsi con la luce artificiale», flessibili e addirittura arrotolabili spiega Bartesaghi. Il risultato c’è, la commercializzazione del prodotto è vicina. E il successo non deve stupire: «Dove gli italiani si mettono, sono i più bravi - ripete con orgoglio l’imprenditore - Se la nostra azienda esiste, è grazie al personale qualificato».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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