PENSIERO UNICO | 20 Aprile 2016

Così Oxford depenna il cristianesimo

Una notizia passata sotto silenzio: la prestigiosa università inglese, che ha come motto «Dominus illuminatio mea», ha eliminato il cristianesimo dagli insegnamenti nella facoltà di teologia. Così il pensiero unico fa tabula rasa della nostra storia

di GIUSEPPE ZOLA

Uno dei principali strumenti con cui il “pensiero unico” cerca di farsi strada è quello di emarginare sempre di più anche solo la memoria dell’esperienza, della storia e del pensiero cristiani. Abbiamo già fatto molti esempi nel corso di questa rubrica.

È di questi giorni una ulteriore notizia, naturalmente taciuta dai “giornaloni”. L’Università di Oxford, dopo alcuni anni di ripensamenti, ha al fine deciso che, a partire dal secondo anno del corso di teologia, venga tolto, dalle materie di insegnamento, il cristianesimo. Incredibile, ma vero. L’università che ha come motto «Dominus illuminatio mea» e che ha avuto grandi maestri come il cardinale Newman, elimini l’insegnamento della teologia cristiana, con la banale scusa che i tempi sono cambiati. È vero che la presenza della Chiesa d’Inghilterra è in grave crisi, dovuta anche al fatto che essa ha voluto rincorrere in modo quasi ossessivo le mode del “mondo”, ma ciò non significa che si possa cancellare con una decisione burocratica una storia di duemila anni, sostituendo questo grande pensiero con materie riguardanti il buddismo, il misticismo, l’islam e tante altre “mode”. La cosa più impressionante è che tutto ciò sta avvenendo nella più grande indifferenza, anche se dietro di essa è sempre più evidente che esiste un disegno ben preciso: emarginare sempre più massicciamente il cristianesimo, l’unico in grado di contestare, se presente, le falsità del nuovo pensiero. Far fuori il cristianesimo è la via più facile e più comoda per indebolire le menti del popolo: e non a caso Oxford inizia questa strada proprio dalla cultura.

Del resto, il tentativo di estirpare il cristianesimo dal terreno della cultura e della vita sociale viene da molto lontano. Nell’era moderna ha avuto un immenso incentivo dalla rivoluzione francese, la quale, pur usando tre parole fondamentalmente cristiane, ha pensato di potere sostituire all’artefice di tutto, Dio, la mente dell’uomo, concepito come cittadino e non come persona voluta ed amata.

Insomma, l’uomo è stato messo al posto di Dio. Si è soliti pensare che i martiri esistono solo nei Paesi del medio oriente ed in molti Paesi africani (Nigeria in testa). In realtà, in occidente è in atto una vera e propria guerra contro il cristianesimo, combattuta con armi apparentemente non violente, ma non meno efficaci, proprio perché molto subdole e onnipresenti. L’Europa si rifiuta di riconoscere le proprie origini cristiane, gli Usa fanno fatica ad ammettere che in medio oriente sia in atto un vero e proprio genocidio dei cristiani ad opera dei terroristi islamici, tutto l’occidente non si indigna per le stragi quotidiane di cristiani e, come si è detto all’inizio, l’Università di Oxford cancella il cristianesimo dalla storia del pensiero della nostra civiltà. I giacobini stanno vincendo più ora che non con le loro ghigliottine, perché tagliano il pensiero, prima delle teste.

In questo contesto terribile, troppi cristiani si stanno rassegnando ad una situazione di fatto che reputano fatale. Giusto, allora, il richiamo del cardinale Angelo Scola ad «educarci al pensiero di Cristo», a costo di subire anche da noi il martirio, magari non del sangue, ma della emarginazione totale. È tornata l’ora di lottare per difendere la libertas Ecclesiae, per garantire a tutti, cristiani e non, la libertà di pensare.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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