DOMOTICA | 13 Ottobre 2014

'Così inventiamo un mondo migliore'

Sim-patia, quando la scienza e la tecnologia sono al servizio dell'uomo

di ROBERTO BETTINELLI

“Quando mi sono laureato in ingegneria informatica volevo fare qualcosa di innovativo e di utile. Sim-patia mi ha permesso di realizzare il mio sogno. Da allora non me ne sono più andato”. Nicola Liboni è un giovane ingegnere informatico che non ha raggiunto i 40 anni ma non ha perso tempo ed è diventato il responsabile del centro ricerche di Sim-patia. 

Sim-patia è una struttura all’avanguardia che è nata alla fine degli anni ’80 e che ormai collabora con i talenti dell’ingegneria dell’automazione di tutto il mondo. Dove un tempo nell’abitato di Valmorea (Co) sorgeva la discoteca Simpaty, poi trasformata in night club, oggi sorge una residenza sanitaria destinata ai disabili. Ma qui c’è qualcosa di più. Oltre alla piscina e alle normali attività d’intrattenimento come il cinema o il teatro c’è un laboratorio informatico che produce sistemi high tech per le persone non autosufficienti. Alcuni prodotti sono stati brevettati e hanno ottenuto successo. 

“Da studente ero interessato alla domotica e in particolare alla realizzazione di strumenti che potessero aiutare le persone disabili che non potevano più esercitare il controllo volontario dei muscoli” spiega Nicola Liboni che ha tenuto a battesimo tutti i progetti informatici che sono usciti dal laboratorio di Sim-patia e che hanno trovato immediata applicazione tra i pazienti della struttura oltre che uno sbocco commerciale in un mercato globale che cresce di anno in anno. 

Liberi professionisti, imprenditori, operai. Tutti gli ospiti della struttura che si trova a Valmorea hanno perso le capacità motorie in seguito a malattie neurodegenerative o a traumi provocati da incidenti molto violenti. 

Ascensori che funzionano con gli infrarossi, puntatori oculari che permettono di scrivere a chi non è più in grado di usare le mani semplicemente cambiando la direzione dello sguardo sullo schermo del computer, apparecchi che trasmettono il suono tramite la conduzione ossea e consentono di guidare una carrozzina anche a chi ha perso l’udito, cuffie che leggono gli impulsi cerebrali attivando i comandi e trasmettendo il contenuto del pensiero senza che il paziente debba pronunciare una sola parola, protesi che potenziano la capacità di chi è stato colpito da una lesione visiva, un mouse speciale che si muove con un minimo spostamento della testa o addirittura digrignando i denti. 

“Crediamo nella rinascita della persona e vogliamo dare una speranza a chi pensa di non poter più fare le cose che ha sempre fatto. Questo è un luogo dove dimostriamo che i disabili possono avere una vita gratificante e anche un lavoro…” racconta Irma Missaglia, la responsabile amministrativa di Sim-patia. 

La residenza offre una trentina di posti, ma ultimamente si sono aggiunti gli appartamenti costruiti con i criteri demotici più evoluti e una lavanderia industriale completamente automatizzata che dà lavoro ai pazienti e ad alcuni inservienti esterni. 

“I nostri disabili lavorano - dice Irma Missaglia con orgoglio - ed è una cosa che li riempie di gioia. Sentirsi utili, fare qualcosa tutti insieme dentro un progetto che si pone obbiettivi imprenditoriali come la competitività, l’equilibrio fra costi e ricavi, la qualità del lavoro…”. 

La reputazione del centro ricerche di Sim-patia ormai è tale che Nicola Liboni è contattato da esperti e aziende del settore della domotica per avviare partnership commerciali. “Abbiamo i nostri prodotti e abbiamo licenze concesse da realtà produttive esterne che ci utilizzano quasi fossimo degli agenti…”. 

Regione Lombardia, Fondazione Cariplo, i Rotary e i Lions Club del territorio, donazioni di comuni cittadini, sono molti i soggetti che negli anni hanno dato il loro contributo al centro ricerche di Sim-patia. 

“Il vero stimolo sono i nostri ospiti - conclude Irma Missaglia - ed è per loro, per quelli che sono oggi qui con noi e per quelli che ci saranno domani, che facciamo tutto questo. Vogliamo ridare la libertà alle persone che pensano di averla perduta per sempre. E’ questo che ci spinge ad andare avanti e basta riuscirci anche una sola volta per rendere il mondo migliore”. 

 

 

 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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