RADICI CULTURALI | 25 Ottobre 2016

Da qui rinasce l'Europa

A Verona la European Society for moral philosophy, con il patrocinio dello European Cultural Parliament, organizza tre giorni di dibattito culturale intorno al tema «What is Good?». Più di 50 relatori da tutto il mondo

di ROSSANO SALINI

Ci si può aspettare che la rinascita dell'Europa avvenga in diversi modi. C'è chi spera in una ripartenza economica, dopo una crisi tra le più profonde e durature mai viste dal dopoguerra ad oggi. Chi invece ritiene essenziale la nascita di una politica estera europea che possa essere chiamata tale, con una posizione unitaria e autorevole a livello mondiale. Chi concentra la propria attenzione sulla soluzione dei problemi migratori; chi ancora sui conflitti interni alla nostra società, con il suo multiculturalismo zoppo. Tutte queste ed altre simili soluzioni, da cui far derivare una nuova spinta per il nostro affaticato continente, dovrebbero arrivare dai grandi decisori europei. E quindi la rinascita la si attende, a seconda delle prospettive, dai centri nevralgici dell'Europa: da Bruxelles, da Strasburgo, da Francoforte.

C'è chi invece la pensa in maniera diversa. E potrebbe dire, stupendo tutti, che la ripartenza dell'Europa arriverà da Verona. E perché mai Verona? Che ha mai da dire questo periferico capoluogo della provincia italiana a fronte delle grandi decisioni che si possono prendere nelle capitali politiche ed economiche dell'Europa? Quel che ha da dire lo si scoprirà nei prossimi giorni. Perché sarà nella piccola città di Romeo e Giulietta che dal 26 al 28 ottobre uomini di cultura provenienti da tutto il mondo si riuniranno presso la Fondazione Centro Studi Campostrini, convocati dalla European Society for moral philosophy (ESMP) per discutere intorno alla domanda da cui veramente l'Europa deve partire per una rinascita che sia reale, profonda e duratura: «What is Good?». Ecco da dove può arrivare un nuovo inizio per questa Europa oggi distratta: dall'interrogativo su cosa è bene, da un impegno culturale di risposta a questa domanda essenziale.

Elisa Grimi, giovane filosofa, direttrice della rivista Philosophical News ed executive director della società organizzatrice dell'evento, spiega che a «Verona sono attesi una cinquantina di relatori che rifletteranno sui valori morali in Europa, con attenzione al tema del bene». Ciò che rende essenziale questa riflessione è il fatto che «in Italia e ancor più in Europa assistiamo oggi ad una grande confusione attorno a che cosa possa essere definito come bene. I progressi tecnologici? I muri? La guerra? Si assiste addirittura a campagne politiche pro-death invece che pro-life». C'è insomma «una grande confusione – per non dire violenza – sul tema della nascita e dell'ordine della vita. La ESMP nasce in questo bizzarro contesto culturale mentre la drastica riduzione dei finanziamenti europei rivolti alle scienze umanistiche non sembra offrire alcun barlume di speranza. Nonostante ciò, continua a sorprendere che l'uomo resta desideroso di tornare ad una riflessione attorno a ciò che è umano, a ciò che lo rende tale, lo caratterizza e lo porta a fioritura. In tal senso al centro della ESMP non vi è solamente lo scambio proficuo di studiosi di differenti culture, credi, e storie ma vi è molto di più, vale a dire l'attenzione all'origine del pensiero, alla tutela della vita, alla salvaguardia della dignità umana, al rispetto della credenza, e alla libertà di espressione. Si tratta per l'appunto di una società “europea”. Aggettivo caratterizzante sul quale auspichiamo tornino a riflettere molti enti, strutture che ne fanno menzione nella dicitura del proprio nome. A Verona si parlerà di bene, con la consapevolezza che esso è ciò che ad ogni uomo di questo mondo è caro, in modo imprescindibile da qualsiasi dettame umano. Si fa dunque interessante comprendere che cosa sia questo bene, quale il suo legame con la storia, la società, la norma e il diritto».

Una sfida culturale radicale che è ben spiegata anche dal presidente della ESMP, il professor Roger Pouivet dell'Università della Lorena: «La European Society for Moral Philosophy intende continuare la discussione filosofica iniziata nell'antica Grecia. Perché l'Europa si è costruita nell'alveo di questa tradizione intorno alla riflessione filosofica morale, lungo tutta la sua storia. Discutere sulle questioni morali fondamentali con gli strumenti intellettuali che la tradizione filosofica le ha lasciato in eredità e con quelli che i filosofi contemporanei elaborano: non è forse questo ciò di cui l'Europa ha più bisogno oggi?». E quella che Pouviet definisce «la question du bien ou bon», intorno a cui verteranno le riflessioni dei tre giorni di studio a Verona, «resta la questione più basilare per la filosofia morale». Ma attenzione: «non si tratta di 'moralizzare'», bensì di «sapere se è possibile rispondere alla domanda su che cosa è il bene, e con quali mezzi rispondere a questa domanda. Che cosa ci insegna la storia intorno a questo argomento? Come la domanda si pone oggi? Quali teorie morali si contrappongono? Questo è il dibattito a cui l'EMSP ci invita».

I filosofi che discuteranno alla Fondazione Campostrini arriveranno non solo da tutti i paesi d'Europa (Italia, Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Belgio, Austria, Polonia, Svezia, Slovenia), ma anche dalle nazioni più lontane, con le loro diverse culture: dagli Stati Uniti alla Cina, dal Canada all'India e alla Nuova Zelanda. Una prospettiva veramente globale, per riaffermare anche il valore dell'Europa come culla della cultura mondiale.

Non per nulla l'iniziativa è patrocinata dallo European Cultural Parliament, il cui presidente e cofondatore Karl-Erik Norrman interverrà il 28 ottobre sul tema «Ideology, religion and the European crisis». È lo stesso Norrman ad anticipare il nucleo contenutistico del suo intervento: «L'identità dell'Europa non dovrebbe essere simboleggiata dai tecnocrati di Bruxelles, ma dalla sua complessa storia, lungo la quale uomini e donne sono sempre stati guidati e illuminati dai grandi pensatori e dai grandi artisti. Gli europei si sono resi colpevoli di molte crudeltà, di terrore e di abusi lungo i secoli, ma hanno anche creato incomparabili tesori d'arte, di musica, di letteratura». E l'anima dell'Europa secondo Norrman la si può trovare in una splendida definizione data da Paul Valery nel 1919: «L'Europa sembra essere la parte eletta del globo terrestre, la perla della sfera, il cervello di un vasto corpo».

Un'Europa, dunque, che può ripartire solo da una profonda riflessione sull'uomo, sulla sua dignità, sulla capacità razionale di riflettere e di capire che cosa è bene, e pertanto di distinguerlo da ciò che bene non è. Ecco perché la European Society for Moral Philosophy e la tre giorni di discussioni e dibattiti di Verona possono essere veramente il punto di una rinascita, che non può che essere innanzitutto culturale. Ma non una cultura vuota, fatta di chiacchiericcio salottiero. Una cultura fatta da uomini responsabili, ancora capaci di chiamare le cose col loro nome, di restituire all'uomo la dignità che gli spetta, di parlare di bene e di male senza i timori e le mollezze di tanta parte del pensiero contemporaneo.

Alcuni anni fa dalle colonne di Repubblica, cioè da uno dei pulpiti politico-culturali più influenti degli ultimi decenni, Eugenio Scalfari sentenziava così intorno al problema della dignità dell'uomo: «Personalmente non credo che il ruolo della specie alla quale io appartengo sia superiore a quello di un'ape, di una formica, o di un passerotto». Queste sono le riflessioni che hanno reso piccola l'Europa, facendole perdere quella centralità culturale costruita nei secoli intorno al pensiero sull'uomo.

Ora è il momento di ricostruire. Ma non sulle macerie, bensì sulle solide fondamenta di secoli di cultura. E la ricostruzione parte da Verona.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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