TERRORISMO E IMMIGRAZIONE | 15 Maggio 2017

«Massimo impegno per la sicurezza»

L’incontro a Monza promosso da Civitas e Forza Italia. In primo piano il tema sicurezza, priorità del centrodestra dalla Lombardia a Bruxelles. L’eurodeputato Salini: «UE ha fallito, serve svolta»

di REDAZIONE

«La crisi profonda in cui si trova l’Europa è testimoniata dalle emergenze terrorismo e migranti. In entrambi i casi Bruxelles ha colpe precise, che rischiano di condurre alla deriva». Così l’europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini nell’incontro su terrorismo e immigrazione che si pè tenuto venerdì 12 maggio a Monza. Un confronto dal titolo «Terrorismo e fenomeno migratorio: l’Europa non può chiudere gli occhi», organizzato dall’associazione culturale Civitas in collaborazione con Forza Italia, Forza Italia Giovani Monza e Brianza e gruppo del Partito Popolare Europeo. 

La minaccia del terrorismo e i rischi legati all’immigrazione fuori controllo. La crisi dell’Europa, la necessità di una svolta nella gestione dei flussi dal Mediterraneo, il ruolo da chiarire delle Ong. L’impegno a tutto campo del centrodestra a favore della sicurezza, che resta la priorità, come dimostrano gli stanziamenti di fondi e i provvedimenti normativi di Regione Lombardia. Sono questi i temi al centro del dibattito che ha visto la partecipazione, oltre all’eurodeputato Salini, del vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala, del candidato sindaco del centrodestra a Monza Dario Allevi e del giornalista de ilGiornale.it Giuseppe De Lorenzo. Moderatore Cristiano Puglisi, vice coordinatore regionale Forza Italia Giovani Lombardia. 

SALINI: «BLOCCARE IL SUIDICIO DELL’EUROPA»
«Cedendo al politicamente corretto - è la denuncia di Salini - per troppi anni l’UE ha chiuso gli occhi di fronte alla minaccia islamista, insistendo su un’integrazione impossibile e favorendo un’immigrazione fuori controllo. Le reazioni sguaiate di esponenti del centrosinistra alla richiesta del procuratore di Catania di chiarire i legami tra Ong e scafisti - aggiunge l’eurodeputato - sono la cifra di questa ipocrisia di fondo, che ha radici culturali prima ancora che politiche: il tradimento delle nostre radici cristiane e liberali, l’incapacità di comprendere la realtà e cogliere la gravità dei cambiamenti epocali in atto, una miopia che purtroppo incide sulla sicurezza dei cittadini, costretti a subire le conseguenze imprevedibili di scelte sbagliate». 

SALA: «SICUREZZA PRIORITÀ DEL CENTRODESTRA IN REGIONE LOMBARDIA
«Il centrodestra in Regione Lombardia ha fatto della sicurezza una delle sue priorità - sottolinea il vicepresidente della giunta regionale Fabrizio Sala - Lo abbiamo dimostrato ad esempio con la legge contro i luoghi di culto abusivi, che sono il retroterra del radicalismo, con l’impegno a sostegno degli interventi di video sorveglianza urbana, con le iniziative di supporto alla sicurezza a bordo dei treni pendolari e anche nel settore degli alloggi popolari con la nuova legge che mira a ridurre sensibilmente i fenomeni di abusivismo e vandalismo. Un impegno che speriamo possa, con l’amico Dario Allevi, trovare una sponda anche qui a Monza, che è la terza città della Lombardia e che non può continuare a ignorare il problema».

PUGLISI: «DALLA SINISTRA GESTIONE IRRESPONSABILE DELL’INTEGRAZIONE»
«Quasi due anni fa, era un venerdì - ricorda Cristiano Puglisi, vice coordinatore regionale Forza Italia Giovani - ci preparavamo a organizzare proprio qui a Monza insieme a tutti gli amici del centrodestra una manifestazione contro la disparità di trattamento riservata agli indigenti italiani, disoccupati, precari e pensionati e rispetto ai migranti provenienti dall'Africa. Fummo costretti a rinviare quella manifestazione di due settimane.  Era il 13 novembre del 2015. La tragedia del Bataclan ci sembrò un incubo, con scene di guerra nel cuore dell'Europa. Un incubo dal quale però non ci siamo più risvegliati. Dopo Parigi è arrivata Bruxelles, poi Berlino, poi Nizza, Londra, la Svezia e ancora Parigi».

«L’irresponsabile gestione dei fenomeni migratori e dei processi di integrazione da parte delle sinistre e anche da parte dell'Unione Europea - aggiunge Puglisi - ha avuto un ruolo importante nella situazione di insicurezza che oggi viviamo. Ecco perché credo che l'incontro di questa sera sia servito a far luce su un punto fondamentale e cioè che non è vero che l'attenzione alla sicurezza non ha un colore politico. Ce l'ha eccome. Il suo colore è l'azzurro del centrodestra». 

ALLEVI: «RIPRISTINO DELLA LEGALITA’ NELLA MONZA DI DOMANI»
«Plaudo all'incontro organizzato questa sera - è il commento di Dario Allevi, candidato a primo cittadino di Monza per il centrodestra - Perché nella visione che abbiamo per la Monza di domani il ripristino della legalità è una priorità assoluta del nostro programma. Monza in questi anni ha vissuto un inquietante degrado con un incremento sostanziale dell'insicurezza percepita e reale. Una leggerezza, quella dell'attuale amministrazione che, stante la situazione contingente che vede un'immigrazione incessante causata anche da un approccio ideologico da parte del Governo centrale, non è più sostenibile. Vogliamo intervenire su due direttive - spiega il candidato - quella della deterrenza attraverso strumenti come la video sorveglianza e il controllo di vicinato, realtà che ha fornito risultati positivi in molti centri urbani e poi quella del controllo capillare del territorio urbano attraverso l'istituzione di un vigile di quartiere e delle "pattuglie volanti", sfruttando così la moderna tecnologia offerta dai droni. Ovviamente da parte nostra è ferma l'intenzione di non accettare più l'arrivo di nuovi finti profughi».

DE LORENZO: «CHIARIRE RUOLO ONG»
«Il lavoro delle Ong nel Mediterraneo centrale - avverte Giuseppe De Lorenzo, de ilGiornale.it - deve essere osservato da un punto di vista legale e politico. Da una parte, le inchieste della magistratura chiariranno se, come sembra, alcune organizzazioni hanno contatti con i trafficanti e getteranno luce sui tanti finanziamenti sospetti. Dall'altro, occorre evidenziare come il loro stazionare al largo della Libia sia una scelta non solo umanitaria, ma politica. Con lo scopo di forzare l'Europa ad aprire canali legali per le migrazioni, scelta che spetta agli Stati sovrani e non certo ad associazioni private. Senza dimenticare i guadagni che procurano ai criminali e i rischi per la sicurezza in tempi di terrorismo per un Paese di primo approdo come l'Italia».


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L'Informatore - Quotidiano liberale

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