LO SPETTRO DELL’ITALEXIT | 09 Dicembre 2016

Dall’UE prime bordate contro Renzi

In Europa fioccano le prime critiche all’ex capo del governo. E si materializza lo spettro del referendum sull’euro. Il presidente di turno UE stigmatizza il passo falso di Renzi: «Ricatto su tema di politica interna è peggior errore che si possa commette

di LUCA PIACENTINI

Dopo le smancerie politiche di Angela Merkel e Francois Hollande, dall'Europa arrivano le prime bordate contro Matteo Renzi. A pronunciare parole forti, esprimendo una preoccupazione che non sembra isolata nelle cancellerie europee, è il presidente di turno dell’Ue, il premier slovacco Robert Fico. 

Secondo quanto riporta l’agenzia CTK, il capo dell’esecutivo ha toccato il tema Italia nel dopo dimissioni di Matteo Renzi. Non lo ha fatto dalle stanze di Bruxelles, dove probabilmente sarebbe stato politicamente meno corretto, ma nel Parlamento di Bratislava. In ogni caso, poco importa. L’effetto è il medesimo. Ciò che va sottolineato sono i timori reali che iniziano a serpeggiare tra i paesi membri dell’Unione a causa delle scelte dell'ex capo del governo italiano. 

Il succo del discorso è il seguente: quello di Renzi, la personalizzazione del referendum, su una questione, testuali parole di Fico, che «nessuno capisce», è stato un errore clamoroso. Perché? Il rischio è quello che nel Belpaese vincano in pentastellati e invochino un referendum sull'euro. 

Il moto sussultorio scatenato dal referendum costituzionale del 4 dicembre è dunque destinato ad arrivare fino ai piani alti di Bruxelles. 

Se un lato c'è chi frena, come il commissario agli Affari economici Ue Pierre Moscovici, dicendo alla tv francese che le banche italiane non sono a rischio sistemico dopo l’apertura della crisi istituzionale a Palazzo Chigi, o il presidente della BCE Mario Draghi, che ha sottolineato l’assenza di legami tra la politica monetaria di Francoforte (che ha appena annunciato il prolungamento del Quantitative easing) e presunti aiuti al bilancio dell’Italia, dall’altra parte fioccano le critiche da uno dei paesi europei del cosiddetto gruppo di Visengrad, che include, oltre alla Slovacchia, anche Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca. 

E il quadro a tinte fosche delineato dal presidente di turno UE Fico non è frutto di una distorsione giornalistica. La stroncatura all’ex premier Matteo Renzi è tutt'altro che velata. 

Dopo avere paventato il pericolo di un referendum sull’euro promosso da un Movimento Cinquestelle possibile vincitore di elezioni anticipate, il premier slovacco si è espresso in modo nettamente negativo sulle scelte di politica interna del segretario PD. Ecco la frase riportata dai giornali: «Fin dall’inizio era evidente che il premier italiano avrebbe preso una bella batosta. Fare un ricatto su un tema di politica interna che quasi nessuno capisce è il peggior errore politico che si possa commettere». 

Una vera e propria bomba politica contro l'ex presidente del Consiglio, il cui peccato originale, da questo punto di vista, sarebbe quello di non avere capito la sconfitta annunciata. Le cui conseguenze, ora, rischiano di diventare ciò che tutti ritenevano impossibile: il materializzarsi all’orizzonte del fantasma dell’ «Italexit», l’uscita del nostro paese dalla moneta unica. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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