MERCATO DEL LAVORO | 01 Marzo 2017

Dalla formazione la creazione di posti di lavoro

Più di un milione le famiglie senza redditi da lavoro, secondo i dati Istat. Rossella Spada, direttrice del Fondo Formazienda: «Tutti i soggetti impegnati a vario titolo nel mercato del lavoro devono far sì che questa situazione cambi»

di REDAZIONE

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Uno scenario preoccupante, e un'amara conferma: rimane sopra quota un milione il numero delle famiglie senza redditi da lavoro. A certificarlo sono le tabelle dell'Istat aggiornate al 2016. Una situazione pressoché invariata rispetto a quella dello scorso anno: si passa da 1 milione 92 mila a 1 milione 85 mila (-0,7%).

Quali soluzioni adottare? Come reagire a questa situazione in cui i redditi delle famiglie sono messe a rischio dall'assenza di occupazione? Secondo Rossella Spada, direttore del fondo interprofessionale Formazienda per la formazione continua dei lavoratori, le azioni da mettere in campo sono molteplici: «Bisogna agire sia dal punto di vista delle politiche attive che dal punto di vista delle politiche passive. Non si può pensare che ci siano ricette preconfezionate, e che una semplice decisione a livello statale o legislativo diventi di per sé la panacea per tutti i mali. La disoccupazione è figlia innanzitutto di una congiuntura economica molto complessa e che, nonostante il passare degli anni, fatica a risolversi».

Alcune indicazioni concrete però, secondo Rossella Spada, si possono dare: «Noi ci occupiamo di formazione continua per le imprese. E il nostro fondo è tra i più dinamici a livello nazionale, e i continui tassi di crescita sia come imprese che come addetti sono lì a dimostrarlo. Dal punto di vista riteniamo che l'investimento in formazione sia quello che premia di più. Le imprese che dedicano grande attenzione al tema della formazione dei dipendenti sono quelle che diventano più performanti, più competitive sul mercato, e quindi quelle che poi di conseguenza assumono di più. L'unica via d'altronde per rispondere al problema della disoccupazione è questo: non dare risposte assistenzialistiche, ma creare occasioni, creare sviluppo, creare opportunità».

Tornando ai dati Istat, le famiglie senza reddito sono quelle in cui tutti i componenti attivi, che partecipano al mercato del lavoro, sono disoccupati. Quindi se reddito c'è arriva da altre fonti e non dall'impiego (rendite o pensioni). Si tratta del 6,6% delle famiglie presenti sul mercato del lavoro (16,5 milioni). Per un milione di famiglie a zero occupazione ci sono, infatti, 13,9 milioni in cui tutte le forze lavoro sono impiegate. «Il fatto che vi sia un numero così elevato di intere famiglie senza reddito», commenta ancora Rossella Spada, «è certamente un dato preoccupante. Tutti coloro che a vario titolo sono impegnati nel mondo del mercato del lavoro devono prendere questi dati come uno sprone a fare sempre di più, e a creare uno scenario economico in cui sviluppo, investimenti, formazione e valorizzazione del capitale umano diventino le leve su cui poggiare per far ripartire il mercato e ridurre al minimo la disoccupazione».

 


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