GOVERNO | 20 Ottobre 2018

Di Maio e Salvini separati in casa

Piovono le bocciature degli imprenditori lombardi, delle agenzie di rating, della UE e degli investitori internazionali che si stanno liberando dei nostri Btp. Intanto Salvini e Di Maio litigano a non finire. Un governo sempre più debole

di ROBERTO BETTINELLI

Lo spread a 340 punti, le agenzie di rating che bocciano i conti pubblici classificando l’Italia ad un livello che non equivale alla spazzatura ma poco ci manca, gli investitori esteri che fuggono dai nostri titoli di stato mettendo sul mercato 17 miliardi di euro e scaricando il 10% dei Btp, la Commissione europea che ha rinviato al mittente il Def del governo pentaleghista e infine gli imprenditori della regione più avanzata del paese che, attraverso le parole del presidente di Assolombarda Bonomi, hanno descritto la manovra economica come un fallimento, finalizzata a maturare «un dividendo elettorale, non della crescita».

A tutto ciò si aggiungono le fibrillazioni tra Di Maio e Salvini in merito al condono fiscale e allo scudo per i capitali evasi all’estero con i due leader che non se le mandano di certo a dire, dimostrando al di là di una epidermica cortesia che non si fidano più l’uno dell’altro al punto che il capo politico grillino è arrivato ad ipotizzare, con l'episodio della famosa ‘manina’, una sorta di complotto ai danni del proprio movimento.

Un’accusa che Salvini non ha lasciato cadere nel vuoto sostenendo invece che Di Maio era perfettamente al corrente del testo che poi è diventato oggetto della contesa e che, allo stato attuale, sarà rivisto nella direzione auspicata dai 5 Stelle. Salvini ha anche sottolineato negativamente, e a ragione, che il decreto sicurezza ha già subito oltre 80 emendamenti da parte dei rappresentanti parflamentgari grillini. 

I fronti di incomprensione e di conflittualità si allargano ma l'episodio della 'manina' resta comunque cruciale: se ha ragione Di Maio, infatti, non si capisce in che modo possa proseguire l’avventura gialloverde a Palazzo Chigi. Se ha ragione Salvini, invece, la responsabilità della crisi spetta ai 5 Stelle che non avrebbero vigilato a sufficienza dimostrando una pericolosa inadeguatezza.

Da quando i due partiti di maggioranza hanno trovato l’accordo per imbastire l'alleanza è indubbiamente questo il momento più difficile per il governo guidato dal premier Conte che ora deve vedersela con l’Unione Europea, profondamente delusa dopo il varo di una legge finanziaria che sembra garantire il binomio imperfetto per eccellenza, costituito dall’associazione di un maggiore indebitamento e di un indebolimento della crescita.

Pensioni, reddito di cittadinanza, l’assenza di investimenti e l’incertezza di fondo sul reperimento delle coperture sono i punti più fragili che sono già stati contestati da Bruxelles. Lacune sulle quali l’Europa, come peraltro gli investitori internazionali che per la prima volta si stanno allontanando dai nostri bond, non è disposta a fare sconti.

Conte sta cercando di limare nuovamente il rapporto tra il deficit e il Pil, scendendo dal 2,4% al 2%. Ma è la credibilità che manca al governo di Di Maio e Salvini che ormai possono essere descritti come coniugi ‘separati in casa’, alle prese con un contesto politico che richiede abilità, nervi tesi e capacità progettuale in dosi superiori rispetto a quelle che sta garantendo l’esecutivo di Giuseppe Conte nato dalla coabitazione forzata di sensibilità e visioni troppo distanti, incarnate da due partiti che hanno un consenso autonomo spiccato ma che non sono in grado di condividere la guida del paese. 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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