L'ESPOSIZIONE | 12 Ottobre 2017

Dialoghi intorno a un “Corpo vivo”

Dal 12 ottobre al 30 novembre, presso la Chiesa di Sant’Angelo a Milano, esposizione di alcuni dipinti di William Congdon e Raul Gabriel. Un dialogo esplosivo fra i due artisti intorno alla raffigurazione del crocifisso

di ROSSANO SALINI

Dialogo a distanza tra due grandi artisti intorno a un corpo vivo. Anzi: intorno al corpo vivo per eccellenza. Dialogo in cui la distanza si annulla, sintetizzandosi nei gesti di un’arte coraggiosa che osa cimentarsi nella attualizzazione per immagini della potenza salvifica di quel corpo.

I dipinti di un maestro storico come William Congdon e le composizione dell’artista italo-argentino Raul Gabriel dialogheranno fra loro, fino al 30 novembre, nelle cappelle della chiesa di Sant’Angelo a Milano. Corpo vivo è il titolo, quanto mai adatto, di questa esposizione ardita e assai ben riuscita, promossa e organizzata da ‘Fondazione Crocevia’, in collaborazione con ‘The William Congdon Foundation’. L’esposizione presenta sei opere di William Congdon, tra cui Pentecoste 4 del 1962, una delle immagini più alte della sua fase post-conversione, e altrettanti lavori di Raul Gabriel – alcuni dei quali inediti – della serie dei Black painting, creati dall’artista controllando, su tela nera, una colata di vernice altrettanto nera, ma al tempo stesso capace di catturare e restituire all’osservatore una luce intensissima.

I due percorsi viaggiano autonomamente, partendo dai due capi opposti della chiesa. Ma al centro, in una delle cappelle, ecco l’incontro tra le due espressione artistiche: un confronto tra il Crocefisso 101 del 1974 di Congdon e il Tau #12 diGabriel, appositamente realizzato per l’occasione. Sono dipinti che cercano esplicitamente un valore cosmico, senza più operare la distinzione tra corpo e spirito. Come osserva Rodolfo Balzarotti nel testo catalogo (Edizioni Crocevia), «croce e corpo di Cristo non si distinguono mai […] coinvolti in un processo di consumazione, che è consumazione anche del cosmo, della natura, del paesaggio, del nostro stesso vedere e guardare».

Dal canto suo, Paolo Bolpagni sottolinea nel suo intervento quanto «lo sforzo dell’arte di Raul Gabriel consista nell’indagare il senso, nell’interrogarsi sui fondamentali, nell’aspirare alla verità unendo corporeità e metafisica. È una pittura che si esplica in un’operatività magmatica, in equilibrio dialettico tra figurazione e non-figurazione, segno e materia, con la finalità di esprimere una presenza che, negandosi, paradossalmente si rivela».

Entrambi sono artisti controcorrente, accomunati da una pittura potente, libera e vera, affascinata dalla densità fisica e spirituale della luce e del buio, capace di evocare e insieme di distruggere continuamente le forme. Una mobilità inesausta perché questa pittura, come suggerisce il titolo della mostra, è “Corpo vivo”. L’esposizione, attraverso un approccio nuovo al lavoro dei due artisti, diventa pertanto un campo di prova, un laboratorio dove si vuole testare la resistenza reciproca ma anche individuare i fattori di reazione che amplificano a vicenda la loro pittura, come in un gioco di specchi.

Come scrive Giovanni Gazzaneo, curatore della mostra: «Il nero è ambivalente. È la culla dell’origine e il regno delle tenebre, l’orizzonte della vita e della morte, il massimo delle possibilità e il nulla. Congdon eGabriel sono entrambi affascinati dal nero, che nella loro pittura è grembo, fremito, respiro che dà vita al corpo. Nel nero sono concepiti il crocefisso di Congdon e il tau di Gabriel. Sul nero materico dei due artisti la luce vibra e la materia pittorica si lascia plasmare e sempre si rinnova in un dinamismo che non conosce fine».

 

(Fotografie: Massimiliano Mandel)


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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