SINISTRA AL VOTO | 12 Dicembre 2017

E Grasso spodesta Renzi

Pietro Grasso, leader di Liberi E Uguali, unifica la sinistra anti renziana. Una figura prestigiosa con un passato da eroe antimafia, sobria sul piano comunicativo e in grado di rottamare Matteo Renzi

di ROBERTO BETTINELLI

La nuova forza politica guidata da Pietro Grasso, ex magistrato anti-mafia e attuale presidente del Senato, è destinata ad avere un peso notevole nel mondo della sinistra italiana.

L’appeal di ‘Liberi e uguali’, la formazione che Grasso ha lanciato di recente, sta tutto nel prestigio del leader. In vista delle prossime elezioni politiche, calendarizzate per il marzo 2018, il presidente del Senato ha infatti tutte le carte in regola per non fallire dove altri prima di lui sono caduti. Ossia nella missione di aprire una via alternativa al Pd di Matteo Renzi.

Una missione non certo agevole ma che Grasso può portare a termine diventando il fulcro catalizzatore della sinistra antirenziana. Una sinistra che negli anni, soprattutto a causa del liderismo estremo del segretario del Pd, è via via aumentata arricchendosi di nuove componenti. Un asse che va dalla Cgil di Susanna Camusso ai compagni di avventura di Grasso, D’Alema e Bersani, da Fratoianni di Sinistra Italiana a Civati di Possibile fino al coordinatore nazionale di Articolo 1 MdP Speranza e al fondatore di Campo Progressista Giuliano Pisapia che ha definitivamente chiuso ogni trattativa con il Pd.

Non si tratta, elettoralmente, di poca cosa. Né l’area è da sottovalutare sul piano della proposta politica essendo animata da un efficace presenza di volti nuovi e politici navigati. Un mix anagrafico suggestivo. In merito poi all’indirizzo strategico è ormai chiaro a tutti i protagonisti che va costituita una proposta di ‘sinistra sinistra’ che si lasci alle spalle le ambiguità dei mille giorni di Renzi, capace di contrapporsi alle destre e di reggere il confronto con il grillino Di Maio che ha svelato di recente le sue mire elettorali sostenendo la necessità di ripristinare l’articolo 18 per le aziende sopra i 15 dipendenti. Come a dire: vista la debolezza di Renzi è al Pd che si devono e si possono sottrarre i consensi. 

D’altronde dopo i falliti tentativi di Prodi e Fassino tesi a ricucire le anime della sinistra intorno al titolare del Nazareno era scontato che, individuato un leader credibile, i mille rivoli della contestazione sfociassero in un unico fiume. Difficile prevedere ora quanto grande sarà il nuovo corso d’acqua della sinistra ma Grasso, per il suo curriculum da magistrato schierato in prima linea nella battaglia contro cosa nostra, pare proprio essere l’uomo adatto allo scopo. Una figura che sembra in grado anche di colmare perfino alcune lacune comunicative, dovute all’età e all’impostazione un po’ troppo seriosa, valorizzando una maggiore compostezza e sobrietà sul piano del messaggio. E’ anche vero, peraltro, che la misura linguistica e la pacatezza delle uscite del presidente del Senato possono qualificarsi come una garanzia per gli elettori moderati dell’area progressista. E in ogni caso già il premier Gentiloni ha dimostrato che gli italiani sanno apprezzare ‘modelli espressivi’ contenuti e di basso profilo.

Anzi, chi deve difendersi oggi dai sindaggi è proprio Matteo Renzi che è al vertice di un Pd in caduta libera. E proprio la scelta di Grasso come timoniere di un comparto politico collocato alla sinistra del Pd rischia di scavare la fossa al talento fiorentino che infatti, alla notizia dell’affacciarsi del nuovo rivale, ha reagito accusandolo di essere un automa nelle mani di D’Alema. Un’accusa alla quale Grasso ha risposto per le rime senza deragliare. Una lezione di stile per Renzi che nel frattempo ha perso anche la stampella di Alternativa Popolare, dal momento che Angelino Alfano ha annunciato che non si ricandiderà alle elezioni del 2018, mentre Pisapia ha pronunciato un addio senza rimpianti dopo il naufragio dello Ius Soli. Al segretario del Pd sono concessi ora margini di manovra sempre più ristretti e la sua candidatura a premier in rappresentanza della sinistra appare sempre più compromessa. Pietro Grasso, invece, diventa sempre più leader. (Roberto Bettinelli)


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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