PENSIERO UNICO | 13 Aprile 2017

E ora valgono più i giudici dei genitori

In Inghilterra i giudici hanno ordinato ai medici di staccare la spina ad un bambino di 8 mesi affetto da una malattia rara, malgrado il parere drammaticamente contrario dei genitori. Così ogni principio umanitario viene abolito

di GIUSEPPE ZOLA

L’alleanza tra pensiero unico e magistratura si fa sempre più stretta, assumendo anche toni macabri. Infatti, molti TG hanno dato questa notizia: in Inghilterra, i giudici hanno ordinato ai medici di staccare la spina ad un bambino di 8 mesi affetto da una malattia rara e, dicono, incurabile, malgrado il parere drammaticamente contrario dei genitori, i quali vorrebbero far curare il bambino negli Stati Uniti anche sopportando notevoli spese (come si sa, molte malattie dette incurabili sono poi state guarite grazie alle continue innovazioni scientifiche). I TG hanno riferito che i giudici hanno motivato la loro mostruosa decisione sulla base della considerazione che il bambino sarebbe in condizioni disperate e, quindi, “destinato a morire”. Un amico mi ha giustamente osservato che un’Inghilterra che ha contribuito efficacemente a distruggere il nazismo sta ora assumendo decisioni che sarebbero molto piaciute a Hitler, che voleva distruggere, insieme agli Ebrei, tutti coloro che si trovavano in situazioni di disabilità.

E’ impressionante e tragico quanto sta avvenendo, soprattutto se si pensa alla motivazione addotta dai giudici. Basti dire che tutti “siamo destinati a morire”. Ed allora, cosa facciamo? Uccidiamo tutti? Tanto, prima o poi tocca a tutti e anno più o anno meno non fa tanta differenza. La verità è che quando si tocca un principio (in questo caso, la vita), poi non si sa dove si possa arrivare. Quando si tocca il principio che la vita non ce la siamo data noi e che, quindi, essa non è più sacra, ci sarà sempre qualcuno che si arroga il diritto di decidere, per altri, se una vita è degna di essere vissuta oppure no. Ma questo significa andare indietro di duemila anni, a prima dell’annuncio rivoluzionario, in questo senso, di Cristo. In questo caso sono i giudici a decidere, sulla base di una deriva pro eutanasia che sta invadendo anche l’Italia (vedasi la discussione sul testamento biologico). A Sparta era una prassi protetta dal potere.

Vi è, poi, un altro aspetto di questa questione che, per come è stato affrontato, grida vendetta. I giudici hanno deciso CONTRO la volontà dei genitori, cioè di coloro che hanno dato la vita a quel povero bambino e che, prima di ogni altro potere o persona, hanno il diritto di decidere, soprattutto in un caso, come questo, in cui i genitori mostrano di amare sopra ogni cosa la vita del proprio piccolo figlio. L’Hitler contemporaneo non ha dubbi nel prevaricare su ciò che la natura ha stabilito. Un terzo, freddo e gelido, può condannare a morte un bambino fregandosene dell’affettuoso parere di padre e madre. Ogni principio umanitario viene abolito, in nome di criteri assolutamente disumani, che non tengono più conto neppure dell’ordinamento naturale.

Orribile. E continuiamo a stare fermi?


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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