L'ALLARME | 30 Ottobre 2015

Ecco come il Parlamento 'stravolge' le adozioni. E dimentica i bambini

Così si trasformano le adozioni in un «metodo per dare bambini a chi non può averne». La denuncia di Gandolfini contro il ddl Cirinnà: «Stepchild adoption viola di diritti del bambino». Ma per i renziani «il Pd porterà all’approvazione» della legge

di LUCA PIACENTINI

Sulla “stepchild adoption” nelle unioni civili, il presidente del comitato Difendiamo i nostri figli Massimo Gandolfini lancia l'allarme: il rischio è quello di violare i diritti dei bambini. A sostegno della sua affermazione, il medico riporta dati e cita alcune ricerce di carattere scientifico. 

NUMERI DRAMMATICI: CROLLANO LE ADOZIONI
I numeri, lo abbiamo scritto più volte sulle pagine di questo giornale, sono il toccasana della politica: un bagno di verità che chiarisce le idee e serve a ripartire. Certo, non prima di avere corretto la rotta. In questo caso i dati sono quelli delle adozioni internazionali, che vedono un crollo verticale (dagli oltre 4mila del 2010 ai poco più di 2500 del 2013) apparentemente senza rimedio. Almeno se guardiamo agli sforzi del governo. Cosa fa il premier Matteo Renzi? L’esecutivo e il centrosinistra sono politicamente concentrati sulle unioni civili, con una legge che apre di fatto alle adozioni delle coppie omosessuali. Che cosa significa? Perché consentire che il partner di un papà ne adotti il figlio? E’ nell’interesse della coppia gay o del piccolo? Qui sta il punto. 

«VIOLAZIONE DEI DIRITTI DEL BAMBINO»
La denuncia di Massimo Galdonfini è che «la legittimazione della cosiddetta "omogenitorialità", compresa la forma derivata della "stepchild adoption", costituisce una palese violazione dei diritti e della dignità del bambino (cfr. Art. 7 Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia): non solo contrasta con l'evidenza (nessuno è figlio di due padri o due madri), ma riduce lo strumento dell'adozione ad un metodo per dare bambini a chi non può averne, dimenticando che l’adozione serve invece a dare un padre e una madre sostitutivi a chi li ha perduti, nell'interesse supremo del bambino». 

LA SCIENZA: «RICCHEZZA UOMO-DONNA NECESSARIA AL BAMBINO»
Gandolfini è un medico esperto: neurochirurgo e direttore del Dipartimento di Neuroscienze della Fondazione Poliambulanza di Brescia. Ha all’attivo centinaia di pubblicazioni di carattere scientifico. Sa quello che dice. Cita studi e riporta le fonti (qui consultabili). Ciò che, argomenti alla mano, si spinge a rilevare è proprio una palese contraddizione dei contenuti del disegno di legge sulle unioni civili rispetto alle evidenze della ricerca: «Quello che il ddl Cirinnà consentirebbe - argomenta Gandolfini - contrasta con ciò che la scienza afferma sui danni che i bambini si trovano a subire in coppie dello stesso sesso. Molti studi, già a partire dagli anni ’90, evidenziano sia le differenze psicologiche tra l’uomo e la donna, sia la loro ricchezza specifica come necessarie allo sviluppo psicologico, affettivo e caratteriale del figlio. Tali specificità evidentemente si perdono nella “famiglia omogenitoriale”». 

Dicevamo dei numeri. Il primario ricorda che «l’adozione internazionale in Italia sta andando a rotoli: da 4130 bimbi nel 2010 a 2825 nel 2013; da 3241 famiglie disponibili a 2291». Cosa fa il premier Renzi «nella sua qualità di presidente della Commissione adozioni internazionali»? Il primario esprime preoccupazione. «Perché - domanda - politiche e fondi per la stepchild adoption e silenzio e disinteresse per tanti bimbi realmente abbandonati e bisognosi?». 

RENZIANI DECISI AD ANDARE FINO IN FONDO
L’impressione che si ricava accostando l’analisi del neuropsichiatra al quadro politico attuale, è che la priorità dell’esecutivo siano proprio le unioni civili. Al Corriere (il 28 ottobre), in un articolo che ricorda peraltro la contrarietà dell'ala cattolica dei democratici all’adozione del figlio biologico del partner, un renziano ribadisce che il «Pd porterà all’approvazione il ddl Cirinnà». Il significato di un’affermazione così è chiaro e, per chi è pronto ad andare fino in fondo nel difendere le prerogative della famiglia naturale, suona come un campanello di allarme: la battaglia è solo incominciata. 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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