RIFORMA COSTITUZIONALE | 10 Agosto 2016

«Ecco le ragioni per votare no al referendum»

Secondo Massimiliano Salini, europarlamentare di Forza Italia (Partito Popolare Europeo), la riforma Renzi è «indifendibile nel merito perché non realizza ciò che promette»

di REDAZIONE

Una riforma sbagliata «nel merito», i cui errori devono essere smascherati e portati alla luce, perché in questo periodo sono rimasti in un certo senso nascosti dietro i «facili slogan» del presidente del Consiglio Matteo Renzi. È molto netta la posizione di Massimiliano Salini, europarlamentare di Forza Italia (Partito Popolare Europeo). Ma al tempo stesso, la sua non è una contrarietà pregiudiziale nei confronti di Renzi, bensì una posizione ragionata, che entra nei dettagli della riforma costituzionale per bocciarla argomentando punto per punto, e invitando così a votare «no» al referendum d'autunno.

Secondo Salini, «dopo il via libera della Cassazione al referendum costituzionale del prossimo autunno, Matteo Renzi si è detto convinto, molto spavaldamente, che per far vincere il sì “basterà entrare nel merito” della riforma». Ed è «strano che a dirlo sia proprio lui», annota ironico Salini, dal momento che è proprio il premier «che non ha mai voluto affrontare in pubblico una discussione sui contenuti della riforma della Costituzione, rifugiandosi prima in facili slogan e poi, da diverse settimane, in un insolito silenzio. Il motivo di tale prudenza è molto chiaro: la riforma, così com’è, è indifendibile nel merito perché non realizza ciò che promette».

Il primo punto su cui la riforma sbaglia, secondo l'europarlamentare di Forza Italia, è il fatto che «non viene rafforzata la stabilità del governo». La riforma «non va a modificare in alcun modo la forma di governo e dunque ad aumentare effettivamente i poteri del premier, ma si limita soltanto a sottrarre al Senato il rapporto fiduciario con l’esecutivo». Anche «il secondo obiettivo della riforma, quello di rendere più efficiente il procedimento legislativo, rimane irrealizzato. Con la nuova Costituzione non esisteranno leggi monocamerali, ma tutte le proposte di legge avanzate dalla Camera continueranno a essere sottoposte anche all’analisi del Senato, in via facoltativa o obbligatoria. L’iter legislativo, piuttosto che essere semplificato, viene complicato in maniera incomprensibile attraverso la previsione di una pluralità di procedure, ognuna basata su un diverso grado di partecipazione proprio del Senato».

Un altro difetto grave della riforma Renzi è l'impostazione centralistica: «occorre prendere atto», dice Salini, «che nel quadro dei rapporti tra Stato e regioni, si è di fronte a una riforma assolutamente centralistica. Il nuovo Senato dovrebbe servire a “rappresentare le istanze territoriali”, ma non viene posto nelle condizioni per portare avanti questo compito, sia perché non avrà poteri effettivi nell’approvazione di molte leggi di interesse regionale, sia perché sarà composto da senatori che, invece di riprodurre il valore delle autonomie locali, saranno espressione dei meri equilibri politico-partitici». Da ultimo, Salini punta il dito contro «il riconoscimento alla Corte costituzionale del potere di esprimersi preventivamente sulla legge elettorale: un vero e proprio sconfinamento dell’organo giudiziario su quello politico-legislativo».

Una postilla finale: secondo Massimiliano Salini la Costituzione italiana «non è affatto “la più bella del mondo”», ma al contrario «per molti aspetti appare inadeguata ad affrontare le sfide del presente». Salini, insomma, non si schiera con il partito di coloro che dicono che «la Costituzione non si tocca». Ciononostante, conclude l'europarlamentare cremasco, «non è certo con una riforma pasticciata che si risolveranno i problemi».


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