RISORSE UMANE | 22 Dicembre 2014

Elmec, ecco la fabbrica del futuro

Elmec Spa, azienda leader nel settore dell'informatica aziendale. La fabbrica modello: fatturato in crescita, più della metà dei dipendenti sono laureati e diplomati

di ROBERTO BETTINELLI

Quando superi la soglia della Elmec a Brunello (Va), due cose colpiscono subito: la prima è che ci sono tantissimi giovani che lavorano alla postazioni disseminate negli uffici illuminati con ampie vetrate, si spostano nei corridoi, pranzano nella mensa aziendale; la seconda è che i responsabili e i dipendenti si 'danno del tu' senza tanti convenevoli e con grande cordialità, segno inequivocabile di una filosofia aziendale che vuole premiare l’idea della collaborazione e della partecipazione a un progetto comune. 

La filosofia di un'azienda di successo. Nel 1971 Cesare Corti e Clemente Ballerio, due pionieri dell’informatica aziendale, fondano la Elmec Spa. Oggi l’azienda di Brunello (Va) è diventata la realtà leader nel settore dei data center, servizi e assistenza IT, oltre 600 dipendenti, clienti prestigiosi come Valentino e Campari, un’academy interna che ogni anno seleziona i migliori laureati e diplomati in materie scientifiche delle università e delle scuole superiori varesine, un fatturato che ha superato i 120 milioni di euro e che seguita a crescere grazie a una strategia di internazionalizzazione che sta dando ottimi frutti. 

«L’azienda ci ha dato grosse soddisfazioni. Oggi con noi lavorano i nostri figli. Che si fanno onore. Crediamo che debbano farsi strada come tutti gli altri dipendenti. Certo, c’è un vantaggio ad essere il figlio del proprietario. Questo è indubbio. Ma il nostro metodo è stato chiaro fin dall’inizio. Va avanti chi è bravo. Per i nostri collaboratori vale lo stesso principio. E, visti i risultati, funziona». Cesare Corti è ancora saldamente alla guida dell’azienda insieme all'amico e socio Clemente Ballerio. E’ grazie a questi due tecnici che hanno iniziato a lavorare nei centri di elaborazione dati delle rispettive aziende quando erano ancora dei dipendenti, che è nata la Elmec Spa. Una realtà che a partire dagli anni ’70 ha percosso tutte le tappe evolutive dell’informatica fino all’ultima fase della gestione delle reti e dell’archivio. Il nuovo data center di Brunello, dopo quello di Chiasso, è la testimonianza di una capacità di innovazione che non è mai venuta meno e che rappresenta il vero motore di un’azienda che continua a porsi nuove sfide. E a vincerle. 

La Elmec rappresenta l’ultima frontiera dell’out sourcing delle informazioni digitali che vengono immagazzinate e conservate in un data center dove è possibile non solo salvarle, ma soprattutto rielaborarle fornendo così in tempo reale al management dell’azienda ogni dato che può essere utile per prendere la decisione giusta. 

«E’ un asset - spiega uno dei dirigenti - che si sta rivelando cruciale per il nostro sviluppo. Ha agevolato il nostro processo di internazionalizzazione. I clienti ormai ci chiedono di seguirli in tutto il mondo. Noi ci occupiamo della salvaguardia delle informazioni, della loro gestione, della costruzione di una rete informatica efficiente. Se oggi siamo una realtà pienamente inserita nel mercato globale è grazie a questo tipo di business». 

Postazioni e ambienti di lavoro, infrastrutture IT, printing, networking, sistemi gestionali avanzati, connettività a banda larga per le imprese, e-business con un portale dedicato ai clienti, supporto e assistenza in 60 paesi oltre a una rete di vendita che raggiunge 95 nazioni nel mondo. Questa è la realtà della Elmec. 

Il centro di Brunello è il fiore all’occhiello di un’azienda che punta moltissimo sulle risorse umane. «Abbiamo un’accademy che lavora in stretta sinergia con i nostri tecnici e operatori. Crediamo nella formazione, necessaria soprattutto in un settore in continua evoluzione dove la scuola, spesso, non dimostra di essere aggiornata. E’ una politica che abbiamo sempre cercato di agevolare. Siamo noi a conoscere il mercato e siamo noi a preparare chi, il mercato, deve affrontarlo proponendo i nostri servizi e i nostri prodotti. Nulla deve essere lasciato al caso. Facciamo selezioni continue durante l’anno. Direi che per selezionare una decina di candidati che poi entrano a far parte della nostra squadra, sottoponiamo a un colloquio e prove attitudinali centinaia di giovani. I migliori, se vogliono, hanno la possibilità di lavorare con noi». 

Più della metà dei dipendenti è formata da laureati al di sotto dei 30 anni. Ma ci sono anche molti diplomati. Molti di loro sono stati assunti dopo aver superato la selezione che permette di accedere all’Elmec College. «Perché una figura possa diventare davvero competitiva e fare la differenza nel rispettivo ambito di competenza servono almeno tre anni. Questo è un settore dove l’obsolescenza esclude dal mercato sistemi, metodi e approcci con una velocità impensabile rispetto al passato. Un’azienda come la nostra deve sempre essere sul pezzo, non può permettersi ritardi. Noi assumiamo ma chi entra in Elmec deve sapere che ci sono diritti, come il fatto di poter dare del ‘tu’ ai superiori, ma la mentalità deve essere vincente, flessibile, pronta al cambiamento. Fortunatamente di giovani così riusciamo ancora a trovarne. Spesso vengono dai piccoli comuni della provincia più che dalle grandi città. E questo è un fatto che non ha mai smesso di stupirci. E’ incredibile, ma la digitalizzazione ha reso competitivi i territori che sembrano più periferici». 

La Elmec è la fabbrica del futuro: 90mila pc in manutenzione, 1.510 server fisici e virtuali gestiti, una sede dove si tengono in continuazione master aperti a studenti, professionisti e neoassunti, 11 sale virtuali di videoconferenza sempre a disposizione, una sala convegni. L’ingegneria informatica più avanzata, la scuola aziendale, la cortesia che caratterizza i rapporti fra i dipendenti e le persone che rivestono i ruoli di comando, diventano le condizioni per non recidere il legame con il territorio e permettere alle giovani generazioni di guardare al futuro con fiducia. 

«Noi assumiamo - conclude Cesare Corti - l’abbiamo fatto negli anni più neri della crisi e continuiamo a farlo oggi. Ci servono giovani preparati e determinati. A loro garantiamo un ambiente di lavoro dove poter crescere, migliorare, non perdere nessuna delle opportunità che un mercato difficile e competevo riesce comunque a offrire a chi ha voglia di lavorare e costruirsi un futuro. Le risorse umane sono il presente e il futuro di un’azienda. Siamo noi a crescere con loro». 


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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