L’AFFONDO | 09 Marzo 2017

Migranti. «Dall’UE due pesi e due misure»

Intervistato da Rainews24 Salini (FI) attacca l’UE per il ritardo clamoroso sui migranti: «Sei miliardi subito per bloccare la rotta balcanica a beneficio della Germania, mentre solo adesso si pensa al Sud Europa e alla rotta mediterranea»

di LUCA PIACENTINI

E’ vero che l’Italia deve fare di più. Ma, in un’Europa che sui temi che contano sembra utilizzare due pesi e due misure, occorre che tutti facciano la propria parte. Se è opportuno che Palazzo Chigi aumenti gli sforzi per migliorare le procedure e velocizzare i rimpatri dei migranti, da Bruxelles e Berlino serve una svolta. Il primo è il cuore amministrativo e politico dell’UE, la seconda è la capitale dello Stato che secondo molti trae i maggiori benefici dai provvedimenti dell’Unione. Anche sulle politiche dell'immigrazione. 

Il richiamo ad un maggiore senso di responsabilità da parte delle istituzioni europee sull'emergenza migranti è stato lanciato dall’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini nel corso della trasmissione La Bussola Rai in onda su Rainews24.

Ospite della puntata di mercoledì 8 marzo, insieme ai parlamentati UE Eleonora Evi del Movimento 5 Stelle e Antonio Panzeri del Movimento Democratico e Progressista, e al direttore del centro per gli studi politici europei (Ceps) Daniel Gros, l’europarlamentare azzurro è stato interpellato dal conduttore Donato Bendicenti in merito al problema dei flussi migratori nel Mediterraneo. 

Un nodo che resta di forte attualità e che nelle ultime ore è tornato sotto i riflettori mettendo l’Italia in cattiva luce a causa delle dure critiche del Consiglio d’Europa, che in un rapporto redatto a seguito della missione dell’ottobre scorso, boccia il Bel Paese su accoglienza e rimpatri. Le critiche: la situazione dei centri di accoglienza vede grossi problemi sul fronte dei diritti umani, l’identificazione andrebbe resa più efficiente, i minori non accompagnati dovrebbero essere più tutelati mentre i meccanismo dei rimpatri manifesterebbe elementi di debolezza. 

A onor del vero, l’organo di Strasburgo evidenzia anche che l’Italia, se ‘colpevole’ in ambito burocratico, è comunque impossibile affronti con successo da sola un problema di queste dimensioni, che vede 180mila arrivi di migranti lo scorso anno, 15mila nei primi mesi del 2017. 

Nel corso della trasmissione di Rainews24, l'eurodeputato Salini ha toccato un punto particolarmente critico, stigmatizzando l’intervento tardivo dell’Unione Europea sulla rotta mediterranea. Il ragionamento dell’eurodeputato è il seguente: Bruxelles si è mossa con grande sollecitudine per bloccare il flusso dei migranti lungo la direttrice balcanica, procurando di fatto benefici alla Germania, ma non ha usato la stessa premura verso i Paesi esposti a Sud come l'Italia, che subisce le ondate migratorie dell’Africa Sub Sahariana. 

Ben 6 i miliardi di euro messi sul piatto dall’UE («tre spesi e tre già impegnati», sottolinea Salini) nell’accordo con la Turchia, mentre solo dopo anni si pone a tema la necessità di stipulare accordi con i Paesi di provenienza degli immigrati per contenere i flussi una volta per tutte.

L’argomento usato dall’eurodeputato è supportato dai fatti: come scritto già a metà dello scorso anno dagli organi di informazione italiani, a seguito del blocco della rotta balcanica gli arrivi in Germania sono crollati. Mentre nel 2015 i rifugiati giunti sul suolo tedesco erano oltre un milione, dopo il patto con Ankara sono scesi a 15mila. 

«Strana leadership quella tedesca - conclude Salini - che sembra vedere una sola velocità in Europa: la propria. Perché l’UE funzioni davvero, occorre che Berlino decida anzitutto di comportarsi in modo differente». 

Sul tema specifico dei migranti, l’eurodeputato di Forza Italia è netto: «Come centrodestra lo diciamo da diversi anni. Servono accordi con gli Stati africani per bloccare i barconi quando si staccano dalle coste. Per arrestare questo flusso infinito non c'è altro modo». 


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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