LOLLO & CLAUDIA | 14 Febbraio 2018

Eroi ma non per caso

I giovani e le storie a lieto fine. Non sembra vero ma è ancora possibile. Lorenzo e Claudia salvano un bambino di due anni caduto sui binari della metropolitana di Milano. Eroi per un giorno. E non per caso

di ROBERTO BETTINELLI

Metropolitana di Milano, fermata Repubblica. Un bambino di due anni sfugge alla mamma e si lancia sui binari della linea 3. Si scatena il panico. Arriva Lorenzo, studente di 18 anni, che si si toglie lo zaino con dentro i libri, salta e mette in salvo il piccolo che riabbraccia la madre. Passano 24 ore e Lorenzo, per gli amici Lollo, diventa un eroe: tutti i giornali pubblicano il video filmato dalle telecamere della metropolitana e il sindaco Sala si complimenta con lui al telefono. Ecco, in breve, una storia a lieto fine che diventa una storia di successo.  

Un risultato sempre più raro nel mondo dell’informazione dove il racconto con un finale positivo possiede di rado la capacità di rivaleggiare con gli episodi di ‘nera’. Macerata, bulli, studenti che picchiano i prof. Il repertorio è eterogeneo ma di sicura presa. Davvero difficile infilarsi nelle maglie della notiziabilità per un fatto che non associa la giovinezza al sangue, al sesso o ai soldi. Ma il gesto di Lorenzo riesce nell’impresa grazie al fatto che il 18enne ha violato alcune certezze profondamente diffuse e radicate. Convinzioni che dettano legge al punto da essere trattate alla stregua di vere e proprie convenzioni.

La prima: l’apatia dei giovani. Un’indifferenza che può spingersi fino a sospendere ogni giudizio in merito alle conseguenze delle proprie azioni. Il prologo di ogni violenza. Osservando le immagini del salvataggio si nota invece, da parte del protagonista, una reattività davanti agli stimoli esterni che lo porta a prendere l’iniziativa e a mettere in atto in pochi secondi un piano dal quale dipende la vita di un bambino.

La seconda: il coraggio. A differenza dei bulli che tempestano la cronaca quotidiana Lorenzo non agisce in branco contro una vittima inerme. Piuttosto agisce da solo mettendo a repentaglio la propria incolumità.

La terza: l’umiltà. Lorenzo ha spiegato ai cronisti che cosa è scattato nella sua testa quando ha visto il bambino in pericolo: «Ho un minuto, salto e lo salvo». Una risposta tanto ingenua quanto autentica. In un mondo in cui nessuno trova il tempo per nessuno e tutti sono convinti di avere cose più importanti da fare per ascoltare il prossimo, Lorenzo si concepisce non come l’obbiettivo ma come un mezzo per fare del bene.

Ma c’è un’altra protagonista nella storia. Si chiama Claudia, ha 32 anni, ed è la dipendente dell’Atm che ha bloccato la circolazione dei treni quando ha visto il bambino cadere sui binari. Non ha mai staccato gli occhi dai monitor della sala di controllo ed è intervenuta con tempestività. Grazie a lei, senza saperlo, Lorenzo ha potuto compiere il suo gesto. Claudia è stata assunta lo scorso agosto e non ha l’età del 'complice' anche se oggi, a 32 anni, si è ancora giovani. Eroi per un giorno. Ma non per caso.


ROBERTO BETTINELLI

Roberto Bettinelli si laurea con lode in Scienze Storiche presso l'Università degli Studi di Milano scrivendo una tesi sul politologo americano Robert A. Dahl. Sempre a Milano consegue la laurea nel corso magistrale di Lettere Moderne. Giornalista professionista. Studia presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano dove consegue la laurea triennale in Scienze della Comunicazione e la specialistica in Comunicazione politica e sociale. Si è occupato a lungo di cronaca nera e giudiziaria. Ha fondato e diretto la testata online l’Inviato Quotidiano. Laureato con lode all'Università di Bologna nel corso di laurea Dams indirizzo arte. Ha collaborato con enti e associazioni nell'ambito dell'attività di ufficio stampa e comunicazione politica. 

 

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