PENSIERO UNICO | 07 Ottobre 2015

Europa e famiglia: Renzi abbia più coraggio

Il presidente del Consiglio ha affermato orgogliosamente che l'Europa non può intromettersi nella nostra legislazione a proposito di fisco. Giustissimo. Dica però le stesse cose anche quando l'Ue vuole imporsi sulle politiche famigliari

di GIUSEPPE ZOLA

Forse inebriato dal suo essere nella grande America e dal discorso che stava per fare all’inutile ONU, il premier Renzi, con l’aiuto dell’onnipresente Rai, ha fatto un orgoglioso proclama italiano, dicendo all’Europa di non intromettersi nella legislazione del nostro Paese in tema di fisco. Le imposte italiane, ha detto, le determiniamo noi e non i burocrati europei. Affermazione giustissima e da condividere.

Ma, orgoglio per orgoglio, c’è un’altra materia su cui il presidente del consiglio dovrebbe dire le stesse cose, ed è quella che riguarda la famiglia. Anche in relazione alle leggi che la riguardano l’Europa non può dare alcun consiglio all’Italia, per il semplice fatto che l’EU, come ha più volte ricordato L’Informatore, non ha nessuna competenza giuridica circa la famiglia, essendo una delle materie esclusivamente riservate alla sovranità di ogni Stato. E’ bene ripetere che le cose stanno così, anche se alcuni gruppi di europarlamentari continuano a presentare mozioni o altro riguardanti la famiglia e facendole passare come “raccomandazioni” ai singoli Stati. E’ bene sapere che tali “delibere” del parlamento europeo equivalgono a carta straccia. Eppure, i portatori del pensiero unico familiare fanno passare l’idea che l’Europa «ci chiede» di introdurre anche in Italia il reato di “omofobia” (che significa?), l’educazione obbligatoria circa la cultura gender ed il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ripeto che, invece, l’Europa non ci può chiedere nulla in materia.

Per questo dico che Renzi dovrebbe compiere anche su queste materie lo stesso orgoglioso pronunciamento nazionale che ha fatto in materia di fisco. Ma sono certo che non lo farà, perché il pensiero unico è stato imposto anche a lui (boy scout cattolico) dalle varie Merkel e, soprattutto dai vari Obama, questo disastro mondiale, che ha avuto il coraggio di chiedere anche agli africani, in Kenia, di introdurre nei loro paesi il matrimonio tra omosessuali. E si è fatto dire pubblicamente no dal presidente keniota, per il semplice fatto che la cultura di quel paese non prevede quella ipotesi. Altra figura meschina di un presidente USA che ci sta portando alla rovina.

Io dico che Renzi dovrebbe avere lo stesso coraggio di quel presidente africano, dicendo che anche l’Italia è portatrice di una cultura “diversa”, che ha definito con precisione la natura della famiglia e del matrimonio nell’articolo 29 della costituzione e che è portatrice di una concezione famigliare che ha le sue radici addirittura nel diritto romano e che è gloriosamente fiorita grazie all’apporto della cultura e della esperienza giudaico-cristiana. Renzi dovrebbe dire tutto questo, se non altro sulla base della sua formazione cattolica. Invece pare avere fretta che certe leggi ed in particolare quella proposta dalla Cirinnà vengano votate il più presto possibile, perché anche lui è stato travolto dal “pensiero unico”. Pensiero che, peraltro, si insinua ovunque in modo anche subdolo. Domenica, ad esempio, la RAI ha fatto un lungo spot a favore del ddl Cirinnà, intervistando, durante una famosa trasmissione nazional popolare, la bella Ferilli a proposito di un film che pare abbia molto successo e che racconta “delicatamente” la storia di un amore lesbico. L’Italia sarebbe arretrata se non approvasse la legge Cirinnà. Invece, sarebbe un grande esempio per tutto il resto d’Europa: se lo ricordi Renzi.


GIUSEPPE ZOLA

Giuseppe Zola svolge la professione di avvocato a Milano. E' stato vicesindaco e assessore a Palazzo Marino.

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