IL SONDAGGIO | 18 Ottobre 2017

Europarlamento, cresce la fiducia degli italiani

Il 36% degli italiani (+6%) ha un’immagine positiva dell’Europarlamento, sopra la media Ue, e il 47% chiede di rafforzarne il ruolo. Il presidente Tajani: «Un buon segnale di fiducia, ma bisogna migliorare ancora»

di REDAZIONE

Cresce la fiducia degli italiani nell’Europarlamento, attestandosi al 36%. Un dato che non solo registra un + 6% rispetto alle rilevazioni dello scorso anno, ma che rappresenta anche una maggior fiducia rispetto agli altri paesi europei, che si attesta al 33%.

Questi i dati che emergono dalla rilevazione di Eurobarometro, il tradizionale sondaggio sugli umori degli europei. A questo va aggiunto il fatto che il 35% degli intervistati italiani ha poi espresso un semplice giudizio “neutro” sull’Europarlamento, mentre solo il 24% ha espresso un giudizio negativo. In compenso, ben il 47% degli italiani ritiene che debba essere rafforzato il ruolo dell’assemblea di Strasburgo. E oltre la metà dei cittadini italiani (52%) - a fronte del 55% della media Ue - sono interessati all’appuntamento delle elezioni europee del 2019.

«Un buon segnale di fiducia», lo ha definito il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. «Il sondaggio indica che la fiducia nel Parlamento europeo e nel nostro lavoro continua a crescere, con i risultati migliori registrati dal periodo pre-crisi. Ma non possiamo cullarci sugli allori. In alcuni Paesi non tutti i dati sono soddisfacenti. Dobbiamo proseguire l’azione per riavvicinare l’Europa ai suoi popoli, continuando ad ascoltarli e a fornire loro soluzioni efficaci. I cittadini chiedono un’Europa più politica e democratica, dove a decidere sono i rappresentanti che hanno eletto, e non i funzionari. Per questo, vogliono che il Parlamento rafforzi il suo ruolo, anche nel dibattito sull’avvenire dell’Unione».

Per quanto riguarda le principali preoccupazioni degli europei, in linea con il precedente sondaggio Eurobarometro, i cittadini del nostro continente continuano a sentirsi vulnerabili e insicuri, sentimenti legati soprattutto alla minaccia del terrorismo (58%), della disoccupazione (43%), della povertà ed esclusione (43%) e dell’immigrazione (35%). Tra le principali preoccupazioni seguono il cambiamento climatico (23%), il fondamentalismo religioso (23%), il crimine organizzato (22%), i conflitti armati (21%), gli estremismi politici (20%), epidemie (10%), cyber-attacchi, dumping sociale e privacy (ognuno al 9%).

«La maggioranza dei cittadini - ha commentato ancora Tajani - vede sempre di più l’Unione europea e le sue istituzioni come attori imprescindibili per rispondere alle loro preoccupazioni, a cominciare dalla lotta al terrorismo, al governo dei flussi migratori o alla disoccupazione giovanile». Quel che è certo è che «i cittadini chiedono un’Europa più politica e democratica, dove a decidere sono i rappresentanti che hanno eletto, e non i funzionari.  Per questo, vogliono che il Parlamento rafforzi il suo ruolo, anche nel dibattito sull’avvenire dell’Unione».


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