IMPRESE DI FAMIGLIA | 13 Luglio 2015

Expo 2015? «Una boccata d’ossigeno»

Sei cugini e un’azienda. Settant’anni di segreti della foratura del metallo custoditi dalla Gatti Precorvi: «Con il tesoro della conoscenza sfidiamo i leader mondiali». Expo 2015? «Un'esperienza decisiva»

di LUCA PIACENTINI

Per settant'anni la famiglia ha custodito gelosamente i segreti della lavorazione del metallo. Acciaio forato e bugnato, dalle prime lavorazioni dei nonni ai pannelli con le linee più ardite che oggi modellano le pareti degli edifici progettati dagli archistar. Tradizione, ricerca scientifica e sperimentazione: i colpi di genio che hanno reso uniche le lavorazioni dell'azienda Gatti Precorvi sono nati tutti tra le pareti della sede storica di Medolago, in provincia di Bergamo. 

I risultati? Basta curiosare tra i padiglioni di Expo 2015. Qui c’è l’ultramoderna struttura della Coca Cola realizzata con soluzioni mai tentate prima; le passerelle pedonali pensate e costruite pezzo dopo pezzo dagli ingegneri dell’azienda; ci sono i pannelli “stropicciati” a mano uno ad uno dagli artigiani, posati sulle pareti dell’edificio situato davanti a Palazzo Italia, con un effetto vetro trasparente all’interno e schermo totale all’esterno. Insomma: l’impresa bergamasca è il prototipo del Made in Italy destinato a fare scuola. Genio unito alla capacità di cogliere le occasioni giuste. 

Proprio come all’Esposizione universale di Milano. «Quella di Expo 2015 è stata un'esperienza decisiva - spiega Andrea Precorvi, co-titolare e direttore delle vendite - In sei mesi è riuscita a darci numeri e volumi che non avevamo da tre o quattro anni. Ci ha consentito di “salvare”, usiamo pure questa espressione, i primi sei mesi del 2015. Abbiamo lavorato molto: impianti carichi, persone a regime, qualche volta abbiamo anche fatto gli straordinari. La speranza è che l’Esposizione porti all’indotto il sostegno necessario per arrivare a fine anno. Dopo quattro anni di sofferenze abbiamo ottenuto buoni risultati». Le principali realizzazioni presso Expo 2015: «Abbiamo realizzato direttamente studio, ingegneria e produzione, in alcuni punti anche la posa, delle due passerelle pedonali che portano i turisti all’Esposizione, una parte del complesso di Palazzo Italia, il padiglione della Coca Cola, una struttura privata e molto innovativa che ci ha condotto ai limiti tecnologici conosciuti».

Il record del fatturato precrisi è di 32 milioni di euro. Nonostante il calo fisiologico degli ultimi anni, legato alla contrazione mondiale degli ordinativi a causa della bufera finanziaria partita dagli Stati Uniti, «i lavoratori non sono mai diminuiti per una precisa scelta di etica aziendale», precisa l’imprenditore. Oggi Gatti Precorvi conta 125 dipendenti, è prima in Europa quanto a numero di presse, ventisei in tutto.

Il cuore è la storia dell’azienda, vero segreto del successo. «Fin dalla prima generazione di imprenditori - ricorda Andrea - l’impresa è cresciuta gradualmente grazie agli investimenti costanti nel tempo. Oggi siamo sei cugini, rappresentiamo la terza generazione. Abbiamo investito un passo alla volta in macchinari e stampi, soprattutto manteniamo all’interno know how e conoscenza. Ingegneria dello stampo, manutenzione ed elaborazione: è tutto nei nostri laboratori. Questo ci consente di competere su scala globale, sfidando i grandi leader mondiali del settore». 

Tra i prodotti più diffusi di Gatti Precorvi ci sono i filtri, che tutti conosciamo per averli visti, magari distrattamente, nella lavastoviglie di casa. «Ci occupiamo in particolare della foratura dei metalli», sintetizza. Ma non solo. «Ormai sul mercato non è più sufficiente realizzare semilavorati. Crescono le richieste di prodotti finiti, studiati e ingegnerizzati, la gran parte dei quali forniti al cliente e perfino posati». A dare forza all’azienda è la conduzione famigliare. «Con tutte le difficoltà che comporta - precisa - a partire dal finanziamento che proviene al 100% dalle nostre famiglie, che hanno dettato i passi e i tempi, in una storia che ormai supera i settant'anni ma che spero durerà ancora a lungo». 

E’ chiaro: condizione necessaria è non fermarsi mai, cercare nuove opportunità. «Oggi operare in un mercato globale significa esplorare i mercati esteri - conferma Mauro Precorvi, cugino di Andrea, co-titolare e direttore dell’Ufficio acquisti - Guardiamo ai paesi extra europei ed emergenti, dove il prodotto legato all'architettura di alto livello, all'edilizia e alle grandi opere di design sta generando moltissimo lavoro». 

Conquistato il mercato nazionale, dove il brand è radicato e può contare su clienti consolidati, ora la necessità «è guardare al di fuori dei confini italiani, impiegando tutte le forze disponibili - spiega l’imprenditore - Negli ultimi tre anni abbiamo aperto due nuove sedi estere e investito parecchio». Consapevoli che la vera risorsa, come anticipato da Andrea Precorvi, rimane la ricerca. Know how al servizio dell'architettura: «Applichiamo la nostra esperienza a quello che potrebbe sembrare un banale prodotto metallico ma, così facendo, lo nobilitiamo». Arrivando ad «impieghi impensabili fino a pochi anni fa, come l'applicazione di una lamiera forata a pale di cristallo di altissimo valore estetico, che impreziosiscono le lastre di acciaio portandole a livelli qualitativi superiori». 

Il lavoro di squadra tra gli architetti da un lato, gli ingegneri e i tecnici dell’azienda dall’altro, proietta le lavorazioni oltre le applicazioni note: «Stiamo realizzando opere con architetti di grido, che anche grazie ai prototipi ideati da noi hanno sviluppato nuovi prodotti. E ci spingono ad usare la lamiera sempre di più». Il metallo è cercato per la «duttilità e le infinite possibilità di modellazione, è capace di restituire figure, effetti estetici e cromatici praticamente infiniti. Parallelamente alle produzioni che "vanno in porto" e finiscono sul mercato - aggiunge Mauro Precorvi - testiamo finiture inedite grazie ad alcuni partner: si tratta di campionature prodotte internamente, che in un secondo momento sottoponiamo ad architetti e tecnici specializzati. Da questi studi escono prodotti mai visti prima».

Il futuro? «Lo affrontiamo con forza - conclude fiero Andrea - e, soprattutto, con la voglia di lavorare».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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