MERCATO DEL LAVORO TRA OPPORTUNITA’ E CRITICITA’, PARLA ROSSELLA SPADA DEL FONDO FORMAZIENDA | 09 Febbraio 2017

«Fondi interprofessionali strategici per ridurre gap scuola-lavoro»

Aumenta la disoccupazione giovanile, ma anche la produzione industriale. Rossella Spada, direttrice di Formazienda: «Debolezza strutturale, ruolo dei fondi interprofessionale strategico per ridurre gap scuola-lavoro»

di REDAZIONE

Lavoro giovanile. E’ allarme. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto quota 40% a dicembre 2016. La fascia tra i 15 e i 24 anni costretta a confrontarsi con un mercato del lavoro particolarmente difficile proprio nel momento in cui la produzione industriale ha fatto registrare un aumento del 6,6%. Una crescita avvertita in tutti i settori macro-settori.

Una contraddizione, quella fra un mercato del lavoro giovanile poco ricettivo e una produzione industriale contraddistinta da un promettente dinamismo, che mina la competitività dell’economia italiana e apre scenari critici sul fronte sociale. Ne parliamo con Rossella Spada, direttrice di Formazienda, il sesto fondo interprofessionale della formazione continua con un tasso di crescita a due cifre sia come numero di aziende che come numero di addetti e che nel triennio 2013-2016 ha fatto segnare un più 24%, 33% e 50% arrivando a quota 105mila imprese aderenti con 700mila lavoratori dipendenti.

«I nostri piani di formazione – dichiara Rossella Spada - sono redatti in piena sinergia con le aziende che possono modellare le professionalità con tempistiche certe, assecondando gli obbiettivi aziendali. I giovani molto spesso arrivano dal mondo della scuola privi di competenze che possono essere immediatamente esercitate all’interno dei processi produttivi. La tendenza molto spesso asfittica del mercato del lavoro giovanile è una caratteristica purtroppo ricorrente della nostra economia e va fatta risalire ad alcune debolezze strutturali. Se la produzione industriale cresce, infatti, ciò accade in un quadro prolungatamente penalizzato dalla crisi economica più duratura che il Paese ha dovuto affrontare. Torniamo a crescere è vero, ma questo non significa che si realizzi una pronta e immediata crescita delle opportunità di lavoro per i nostri giovani».

«La distanza fra il mondo della scuola e del lavoro è stata accorciata nel tempo grazie alle politiche regionali messe in atto, ma resta molto preoccupante. In quest’ottica i fondi interprofessionali, istruendo le maestranze laddove la produzione è di casa cioè nella fabbrica, funzionano da cerniera fra il polo educativo tradizionale e il polo della produzione. Le aziende sono agevolate nel raggiungimento di maggiore competitività grazie alla possibilità di contare su addetti più qualificati e aggiornati, ma nel contempo si agevolano i nuovi ingressi implementando programmi di aggiornamento e di specializzazione che contribuiscono a rendere più efficienti e efficaci le giovani generazioni nei luoghi di lavoro».

 

 


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