FORMAZIENDA | 27 Maggio 2017

Formazione e nuove politiche attive

Sul Sole 24 Ore un intervento di Leonardi e Nannicini ripropone il tema della formazione nel nuovo scenario post-crisi. Rossella Spada, direttore di Formazienda: «Giusto sottolineare la centralità dei fondi interprofessionali»

di REDAZIONE

«Un potenziamento delle politiche attive», prevedendo anche l'introduzione di «interventi di politica attiva dal primo giorno di cassa integrazione, senza aspettare il licenziamento». Con un'aggiunta fondamentale: «Subito, all’insorgere della cassa integrazione, dovrebbe essere possibile destinare le risorse dei fondi interprofessionali alla riqualificazione di chi un giorno lascerà l’azienda». Questa la posizione innovativa e stimolante che è stata proposta in un intervento sul Sole 24 Ore da Marco Leonardi e Tommaso Nannicini, dal titolo «Crisi aziendali, uno sguardo al futuro».

Secondo Rossella Spada, direttore del Fondo Formazienda, «la prospettiva che è stata indicata nel citato articolo è veramente di grande stimolo, e permette di configurare nell'attuale congiuntura un nuovo scenario per la formazione, in particolare la formazione continua, e soprattutto un ruolo centrale per i Fondi interprofessionali». Un punto di vista talmente stimolante che di certo genererà un dibattitto, che seguiremo passo passo analizzandolo proprio attraverso la lente dei fondi interprofessionali grazie all'aiuto di Rossella Spada, alla guida di uno dei fondi più dinamici e in fase di sviuppo a livello nazionale.

«La prospettiva interessante proposta da Leonardi e Nannicini – prosegue Rossella Spada – è quella di richiamare la centralità della formazione, e soprattutto il modo con cui tale centralità deve essere calata all'interno della situazione attuale. Giustamente viene sottolineato che in questa fase si sta uscendo dalla fase più dura della crisi economica degli scorsi anni, e quindi l'utilizzo delle politiche attive del lavoro deve essere rivista alla luce del mutato scenario. Non possiamo certamente pensare di allungare la cassa integrazione nel momento in cui si è in fase di ripresa: tutto questo andrebbe a discapito del lavoratore, della sua formazione, della sua dignità che deve innanzitutto mirata al ricollocamento più adeguato. Il lavoratore non può essere parcheggiato. E la formazione è esattamente il fulcro intorno a cui bisogna muoversi in questa prospettiva».

Secondo Leonardi e Nannicini tale centralità dei fondi interprofessionali è talmente evidente che subito, «all’insorgere della cassa integrazione, dovrebbe essere possibile destinare le risorse dei fondi interprofessionali alla riqualificazione di chi un giorno lascerà l’azienda». Rossella Spada commenta: «Una proposta di buon senso, che dà una finalità precisa al ruolo dei fondi. Peccato che le decisioni governative da questo punto di vista vadano in direzione contraria, visto che i fondi vengono sempre più svantaggiati, grazie a tagli di risorse tanto importanti quanto ingiustificati».

 


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