GOVERNO | 18 Marzo 2015

Formigoni: «Renzi esca allo scoperto su Lupi»

Il senatore Ncd invoca chiarezza da parte del presidente del Consiglio: «Non usi due pesi e due misure. Ci sono quattro sottosegretari Pd indagati e non ha detto nulla». E sul futuro del partito: «Dobbiamo guardare oltre, a un centrodestra sul modello Ppe

di ROSSANO SALINI

Fibrillazioni nel governo sul caso Lupi. Il ministro per le Infrastrutture, sebbene la magistratura non gli abbia fatto nessun tipo di rilievo, si trova nell'occhio del ciclone per le intercettazioni che lo vedono coinvolto nel caso Incalza, e da più parti si sventaglia lo spauracchio delle dimissioni. Mentre il ministro non si dimette, il presidente del Consiglio Matteo Renzi tace, e non si capisce quale sia la sua posizione sulla vicenda. Ambiguità che sta generando un notevole imbarazzo nel partito di Lupi, il Nuovo Centrodestra.

Roberto Formigoni, rappresentante di spicco dell'Ncd e presidente della Commissione agricoltura al Senato, si aspetta che il premier Renzi faccia chiarezza su questa vicenda.

Senatore, lei ha parlato ieri di due pesi e due misure da parte di Renzi: non dice nulla sui sottosegretari Pd indagati e pretende chiarezza da Lupi. Sente che c'è un cattivo trattamento nei confronti di Ncd?

Il mio era un discorso ipotetico: avrebbe due pesi e due misure se prendesse posizione in favore delle dimissioni di Lupi. Per adesso io noto che il premier Renzi è silenzioso. Il mio voleva essere un modo per metterlo in guardia: attento, caro Renzi, ricordati che a proposito dei quattro sottosegretari indagati, e anche a proposito di De Luca indagato in Campania, tu non hai sollevato un caso, e nemmeno noi l'abbiamo fatto.

E così bisognerebbe fare anche per il caso Lupi?

Certo, quella è la linea giusta. Non possiamo consegnarci al moralismo e al giustizialismo più becero. Nel caso di Lupi a maggior ragione, visto che siamo addirittura nella situazione in cui la magistratura, che pure ha fatto indagini approfondite e insistite, non ha nulla da obiettare al ministro. Per ora comunque non mi lamento del comportamento di Renzi.

Non ci saranno state dichiarazioni pubbliche, ma le ricostruzioni giornalistiche parlano però di un forte gelo da parte di Renzi nei confronti del ministro alle Infrastrutture.

Misurare la temperatura dei rapporti è cosa molto difficile. Bisogna stare ai fatti ufficiali, perché le interpretazioni sono tutte fatte in base a motivazioni di parte. Il silenzio di Renzi, come per tutti i fatti politici, viene tirato da una parte o dall'altra a seconda delle convenienze. La realtà è quella di un Renzi che non ha ancora parlato. Al netto di retroscena e ricostruzioni varie, mi aspetto che il presidente del Consiglio rimanga in questo atteggiamento corretto di rispetto e non si sogni neanche lontanamente, non dico di chiedere le dimissioni di Lupi, ma nemmeno di fare pressioni.

Altrimenti?

Altrimenti cadremmo nella situazione di una politica che si sottomette alla voglia di giustizialismo e di populismo. Un fatto disastroso che sta portando il nostro paese alla rovina, e per cui bastano due chiacchiere e una persona viene linciata

Non trova che questo episodio faccia emergere ancor più chiaramente che Ncd dovrebbe farsi valere di più nel rapporto con Renzi?

Lasciando per un attimo da parte il caso Lupi, il nostro rapporto con Renzi si fonda su un'alleanza di governo nata in condizioni eccezionali. Questo lo sa Renzi e lo sappiamo noi. Un'alleanza finalizzata a non mandare al macero questa legislatura senza ottenere nulla. Il tutto era già cominciato con Letta, e allora c'era anche Berlusconi che poi sciaguratamente si è sottratto. È un governo fatto dal più grande partito del centrosinistra e dalla parte responsabile del centrodestra, quella che non vuole consegnarsi al populismo di Salvini o alla linea ondivaga di Forza Italia. Un centrodestra dal profilo europeo.

La decisione di stare al governo sta reggendo alla prova dei fatti?

Abbiamo un patto di governo chiaro, in cui si è deciso di fare le cose che tutti e due condividevamo. Finora mi pare che i risultati non siano mancati. Dal nostro punto di vista il Jobs Act è positivo, ed è stato fatto secondo la nostra volontà. L'abbattimento dell'Irap è stato fatto secondo la nostra volontà. Sul tema dei finanziamenti e della detassazione per le scuole paritarie, seppure per ora in maniera insoddisfacente dal punto di vista della quantità, è comunque positivo che si stia procedendo e che si sia aperto un confronto. E non dimentichiamo quello che è accaduto in questi giorni su temi sensibili come l'affido e il divorzio immediato: abbiamo ottenuto risultati importanti proprio grazie al dialogo con il Partito democratico.

Resta però il fatto che da tempo l'elettorato (reale o potenziale) di Ncd fatica a capire il perché della presenza in un governo sempre più politico.

Sta a noi far conoscere di più le cose che stiamo facendo e che avvengono proprio grazie alla nostra presenza al governo. Altrimenti Renzi sarebbe in balia dell'estrema sinistra.

Ma questo è un messaggio che non passa. E per di più adesso Renzi sembra fare il duro con Lupi...

Ripeto: io mi auguro che nelle prossime ore ci sia un pronunciamento esplicito da parte di Renzi su questa questione. Deve essere detto con chiarezza che non si può procedere con l'esecuzione su pubblica piazza solo per un paio di intercettazioni senza nulla di penalmente rilevante. A Renzi si chiede di difendere Lupi così come ha difeso i suoi. Punto primo. Punto secondo, Renzi deve riconoscere il nostro contributo essenziale, e noi dobbiamo far capire che senza di noi sarebbe un governo tutto di sinistra.

Come farlo capire?

Con un'azione di comunicazione. Bisogna scatenarsi sui media, i quali sicuramente non ci amano e non ci danno spazio, e poi sulle piazze e con incontri pubblici, convegni, facendo informazione per far sentire la nostra voce e far sapere le cose come stanno. Far capire che questo non è un governo di centrosinistra, ma un governo di coalizione fra centrodestra e centrosinistra.

Scusi se insisto: la gente non ha questa percezione.

Be', questo è anche grazie alla corazzata comunicativa berlusconiana, che per un anno e mezzo ci ha sparato addosso, bollandoci come traditori e come gente passata a sinistra. Adesso Berlusconi si sta accorgendo degli errori fatti.

Intende dire che la corazzata berlusconiana ha fatto un assist a Renzi?

Assolutamente sì. Fa piacere che dopo un anno e mezzo Berlusconi e i suoi comunicatori si stiano rendendo conto che avevamo ragione noi. Tant'è vero che che stiamo assistendo alla revisione dei rapporti con Salvini, dopo che a lungo abbiamo detto che non si può costruire un centrodestra su posizione estremiste e anti-euro. Spero che Berlusconi adesso abbia il coraggio di fare scelte conseguenti.

A proposito di ricostruzione del centrodestra: non esiste solo il problema del rapporto con Salvini, ci sono anche altri soggetti con cui dialogare. Penso a Tosi, o anche al tentativo di Passera. Cosa ne pensa?

Queste che lei cita (cui aggiungerei anche il caso Spacca nelle Marche) sono soggettività politiche – le definirei così – che gravitano nell'area che noi abbiamo individuato, di un centrodestra non populista, non estremista, che si identifica con i valori del Partito Popolare Europeo, alternativo al centrosinistra ma disposto a collaborare nei momenti di crisi grave del paese. Io non sono affatto pessimista sul nostro futuro. Noi dobbiamo lavorare per ché da qui al 2018 l'area che si presenterà come alternativa a Renzi sia collocata su questi valori. Tutte le persone che lei ha citato mi auguro siano coinvolte; e innanzitutto mi auguro che lo sia Berlusconi, nella speranza che finalmente chiuda con Salvini. A meno che non lo costringa a fare una piena conversione e a indossare il saio del penitente. Ma dal momento che non credo che Salvini lo farà, spero che Berlusconi ne tragga le conseguenze. Anche perché un centrodestra ''salviniano'' non vincerà mai. Invece un centrodestra come quello che abbiamo descritto, magari ci metterà del tempo (nessuno si aspetta di vincere dopodomani) ma alla fine costruirà un'alternativa vera e credibile.

In questo scenario Ncd potrebbe considerarsi come un progetto, per così dire, ''a tempo determinato''?

In questo momento Ncd è l'unica forza politica a pensare il centrodestra in questi termini. Però sta procurando riflessioni e ripensamenti in tanti altri. Se anche gli altri si dichiareranno disponibili a questo progetto, allora, così come noi abbiamo accolto il contributo dell'Udc e stiamo passando da Ncd ad Area popolare, allo stesso modo non escludo che si possa costruire qualcosa di nuovo. La linea politica è questa; se poi arriveranno altri soggetti politici o fondazioni, si costruirà un grande rassemblement, in cui il nome sarà di certo l'ultimo problema.


ROSSANO SALINI

Laureato con lode in Lettere Classiche, dottore di ricerca in Italianistica, è giornalista professionista. Ha pubblicato articoli e interviste su testate nazionali (Il Riformista, Il Giornale, L’Osservatore Romano, Liberal, Panorama Economy). Ha lavorato al quotidiano on line 'ilsussidiario.net', dopo aver direttamente partecipato all’attività di elaborazione e avviamento del progetto editoriale. Ha lavorato per enti e associazioni nell'ambito dell'attività di comunicazione e ufficio stampa.

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