FUTURO DIGITALE | 23 Giugno 2015

Forte e innovativa. «Ecco l’azienda italiana»

Rivoluzione digitale. Il caso dell’Eurotel di Lissone: produttore e fornitore di brand famosi in tutto il mondo, oggi è leader nel broadcasting radiotelevisivo. Il segreto? Carattere, innovazione e qualità: l’identikit dell’azienda italiana

di LUCA PIACENTINI

Grazie alla trentennale esperienza, l'azienda gioca un ruolo chiave nell'ammodernamento delle infrastrutture radiotelevisive di mezzo mondo. I mercati strategici, spiega Giovanni Zamperini, rappresentante legale dell’Eurotel di Lissone, in provincia di Monza e Brianza, sono le aree del pianeta in via di sviluppo, «in particolare Africa e Sudamerica». 

L'impresa è tutta italiana, conta complessivamente 60 addetti e fattura 15 milioni di euro l’anno. Oggi è punto di riferimento nel broadcasting, un mondo in cui i cambiamenti corrono veloci, e che negli ultimi anni ha vissuto una vera e propria rivoluzione attraverso il passaggio dall'analogico al digitale. I contenuti possono essere fruiti in mille modi diversi, dallo smartphone alla televisione, dal tablet all'automobile. Eurotel ha affrontato la transizione scommettendo sulla preparazione del personale e sulla qualità del prodotto, mantenendo anzitutto il controllo della parte tecnica e tentando di soddisfare «le richieste del mercato alla luce dell'evoluzione della tecnologia digitale terrestre», spiega il direttore tecnico commerciale Alberto Milani nel video di presentazione aziendale. Gli ingredienti del successo: ingegneria italiana, cura dei dettagli, test rigorosi su ogni singolo pezzo.  

Il quartier generale è a Lissone, dove si trova anche il centro di ricerca e sviluppo, mentre la produzione vera e propria è a Cuveglio, in provincia di Varese. I due stabilimenti occupano oltre 12mila m². Ogni giorno milioni di persone utilizzano le linee di prodotti realizzati da Eurotel, ormai presente in un centinaio di paesi. 

«Il core business - spiega Zamperini - è il campo radiotelevisivo. L’azienda nasce da un gruppo di progettisti ed esperti del settore» che, partiti dal mercato italiano dei primi anni Ottanta hanno «saputo sviluppare e adeguare il prodotto fino ad oggi, mantenendo caratteristiche tecniche di alta qualità e contatti internazionali molto sviluppati». 

I fondatori sono esperti di apparecchiature di alta frequenza. Nel 1986 danno vita all'azienda, che fin dall’inizio si impone sul mercato per la specializzazione nei sistemi di sincronizzazione di segnali analogici e, più in generale, come importante produttore di trasmettitori televisivi a bassa potenza. Ma l’impresa non solo costruisce direttamente, è tra i principali fornitori di brand televisivi famosi, pubblici e privati. Produce circa 2500 trasmettitori l'anno, interamente progettati e assemblati in casa. La mission è quella di rimanere “azienda italiana”, con un carattere forte e la tensione costante ad innovare. Due i rami di mercato in cui opera, il broadcasting tv, al quale dal 2008 si aggiungono produzione Fm e Link, ed energia, dove realizza gruppi Ups e inverter.

Attualmente moltissime emittenti radiotelevisive sparse per il globo hanno la necessità di rinnovare le attrezzature, passando dall'analogico al digitale. La partita chiave è nei paesi emergenti: «Pensiamo che i mercati più interessanti siano l’africano e il sudamericano, ancora in via di sviluppo - sottolinea il rappresentante legale - con grossi interessi verso le reti digitali terrestri. Sarà un’importante fonte di business dei prossimi dieci anni». 

In generale il futuro delle reti è in costante «divenire», conclude Zamperini, che riassume la sfida: «Oggi ci sono tre grandi ambiti: l’operatività telefonica, il monopolio della distribuzione di contenuti, e radio e televisione dove noi operiamo. Gli attori si contendono il primato su questa scacchiera. L’obiettivo è ottenere il controllo del mercato».


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

AUTORI

COMMENTI

Non ci sono commenti per questo articolo.