STRASBURGO | 15 Dicembre 2017

Gas serra: «No al libro dei sogni di verdi e sinistra»

Basse emissioni nei trasporti, ‘no’ al libro dei sogni di verdi e sinistra. L'eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini contro «target irrealizzabili» che «rallentano agenda COP21 e danneggiano i cittadini»

di REDAZIONE

«Invece di dare concretezza agli obiettivi di COP21 offrendo ai governi strumenti reali per raggiungerli, oggi verdi, sinistra e socialisti hanno spaccato a metà il Parlamento sposando una linea ideologica sulle basse emissioni nei trasporti. La relazione prevede infatti target astratti e irrealizzabili che, se applicati, otterrebbero un solo risultato: l’aumento indiscriminato dei prezzi di auto e biglietti aerei, danneggiando le imprese e mettendo a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro». E’ quanto dichiara l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, membro delle Commissioni Industria e Trasporti, nel commentare il voto di giovedì 14 dicembre a Strasburgo sul dossier ‘Low emission mobility’ (Una strategia europea a favore della mobilità a basse emissioni), di cui è relatore ombra per il Partito Popolare Europeo. 

Si tratta di una relazione di iniziativa, firmata dall'eurodeputato dei verdi Bas Eickhout, su un tema particolarmente controverso, al centro di discussioni trasversali che riguardano diversi settori delle politiche pubbliche europee, dall'approvvigionamento energetico ai trasporti, dagli equilibri tra sistemi ecomomici avanzati e in via di sviluppo alle modalità di attuazione dei patti globali per il taglio dei gas serra. 

Insieme al Partito Popolare Europeo, Salini si è battuto per denunciare le pericolose distorsioni introdotte da un approccio irresposabile ad una materia tanto delicata e complessa, tenendo un atteggiamento costruttivo e incline alla tutela dell'ambiente e, nel contempo, votato ad un sano realismo, con la preoccupazione di offrire alle istituzioni UE strumenti utili e non target astratti che, come tali, rischiano di trasformarsi in termini privi di significato.

«Come PPE siamo favorevoli all’accordo diplomatico di COP21 e al taglio delle emissioni con un percorso sostenibile che non distrugga il nostro sistema industriale», spiega Salini, che rileva però quanto sia distante da questa prospettiva l'impianto della relazione: «Nonostante le premesse condivisibili e i ripetuti appelli del PPE al buon senso, nel testo rimangono invece aspetti critici: un’irrealistica nuova tassazione sull’aviazione (Iva sui biglietti e tasse sul cherosene) che moltiplicherebbe i prezzi dei voli a spese degli utenti; anticipa dal 2030 al 2025 i nuovi standard dei veicoli a basse emissioni; ricorre ad una politica degli incentivi ormai anacronistica, che finirebbe per scaricare nuovi costi sui cittadini; introduce di fatto target minimi obbligatori di veicoli elettrici per l’industria automobilista, che aumenterebbe a dismisura il costo finale delle vetture». 

«L’ostinazione di verdi e sinistre a proseguire in questo vicolo cieco - prosegue l’eurodeputato - è destinata a generare polemiche inutili e a rallentare paradossalmente la stessa agenda di COP21: per renderlo minimamente attuabile, il Consiglio UE dovrà infatti stravolgere nella sostanza la relazione approvata per una manciata di voti oggi in plenaria». 

«Il problema dell’applicazione globale delle tecnologie rinnovabili - conclude Salini - riguarda anzitutto, da un lato, i Paesi emergenti, da cui proviene la quota maggiore di emissioni CO2, e dall’altro la circolazione dei prodotti, quindi le tariffe: per questo invece di perdere tempo fissando target irrealizzabili in un’Europa già virtuosa, l’UE dovrebbe promuovere una discussione realistica in sede WTO». 


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