BRACCIO DI FERRO | 01 Ottobre 2015

Gasdotto nord. Salini: «Italia esiga stessi vantaggi della Germania»

Tensione in Europa sui nuovi lavori al gasdotto North Stream. La denuncia di Salini (FI-PPE): «Per la Germania corsia preferenziale con Gazprom. L’Italia esiga gli stessi vantaggi e rilanci il progetto South Stream»

di REDAZIONE

E' braccio di ferro in Europa sull'energia. Sotto riflettori il raddoppio del gasdotto North Stream, che alimenta la Germania dalla Russia senza passare per Paesi terzi, ma sotto il mare Baltico. Quello dell'approvvigionamento è uno dei temi caldi dell'Unione Europea. Per due ragioni fondamentali: da un lato gli alti costi sostenuti da imprese e famiglie, dall'altro il quadro geopolitico fortemente instabile, mentre sullo sfondo resta il limite principale di una delle aree più avanzate economicamente del pianeta, ma paradossalmente meno autosufficiente sul piano delle fonti energetiche.

Nelle ultime ore la questione è stata affrontata nel merito in un'animata discussione del principale gruppo al Parlamento europeo, quello del Ppe. A prendere le difese delle imprese italiane, l'europarlamentare di Forza Italia Massimiliano Salini, membro delle commissioni Industria e Trasporti, che ha denunciato i forti rischi legati ad interventi unilaterali, a beneficio dell'area settentrionale dell'Europa. Salini è intervenuto dopo la riunione del Ppe in cui è stato discusso il nuovo contratto con Gazprom, che vede come capofila la compagnia tedesca Eon e che porterà dagli attuali 55 miliardi di metri cubi a 110 miliardi. 

«Il raddoppio di North Stream - dichiara l’eurodeputato - consente le forniture di gas alla Germania dalla Russia direttamente dal Mar Baltico e quindi senza incontrare problemi di transito. E’ una conquista per l’Europa solo se viene attuato insieme a un contemporaneo rilancio di South Stream che invece, come è noto, ha incontrato la bocciatura delle istituzioni comunitarie nella precedente legislatura. In caso contrario saremmo in presenza del tentativo tedesco di costruire una personale Pipeline ossia una corsia preferenziale per gli approvvigionamenti energetici». 

Una riunione dove sono emerse posizioni diverse in merito al progetto di costruzione del gasdotto che potrebbe essere visto come l’avvio del disgelo e la fine delle sanzioni Ue-Russia. Nell’ultima seduta a Strasburgo lo slovacco Maros Sefcovic, Commissario europeo per l’energia, ha ricordato che le strategie di approvvigionamento del gas vanno concepite secondo una prospettiva comunitaria senza fughe in avanti dei singoli Paesi indicando proprio il raddoppio di North Stream come un caso destinato a sollevare polemiche contro Berlino. 

«E’ comprensibile che la Germania apra a questo tipo di possibilità ma ricordiamoci che l’UE ha stabilito l’obbiettivo di non incrementare la dipendenza energetica dalla Russia, che al momento è pari al 53% del nostro consumo. Se la Germania vuole la ‘sua’ Pipeline deve però operare affinché un’infrastruttura cruciale per il Sud Europa non rimanga lettera morta. South Stream va in questa direzione e si è arenato a causa delle contese sul passaggio delle condutture gasifere in territorio europeo oltre che a causa delle sanzioni». 

«E’ corretto superare la fase transitoria della tensione con la Russia, cogliendo l’occasione della crescente delusione dovuta ai rapporti commerciali con la Cina e il rinnovato impegno internazionale di Putin nella lotta contro il terrorismo islamico. Va allentata quanto prima la morsa delle sanzioni che ledono i nostri interessi economici. Ora però l’Italia deve farsi garante di un trattamento alla pari in seno all’UE che non penalizzi sul fronte energetico i Paesi dell’area meridionale rispetto alla Germania».


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