START UP, PRIMATO REGIONALE | 22 Gennaio 2016

Genio e impresa. Lombardia: «L'innovazione è qui»

Creatività e business in Lombardia. Apre il bando da 120 milioni di euro: così la Regione scommette sulla partnership tra micro imprese, pmi, centri di ricerca e grandi aziende. Progetti entro l’11 marzo. Maroni: «Investire un miliardo entro il 2020»

di LUCA PIACENTINI

L’Italia è il paese del genio e della creatività. E la Lombardia è la Regione che più di ogni altra sta dimostrando di crederci: scommette sulla ricerca e sul connubio di eccellenza impresa-università, punta ad allineare la quota del Pil agli standard delle economie più avanzate del pianeta e ha lanciato uno specifico programma, chiamato ‘Lombardia Innova’, con l’obiettivo dichiarato di investire nel settore «un miliardo entro il 2020», come spiegato dal presidente Roberto Maroni. 

E’ parte di questa strategia il bando regionale Linea ricerca e sviluppo per aggregazioni aperto pochi giorni fa: una dotazione di 120 milioni di euro (metà a fondo perduto, l’altra finanziamenti a tasso agevolato) destinati a parternariati composti da almeno due micro, piccole e medie imprese (Mpmi), un organismo di ricerca (anche privato) o una grande azienda. Il bando, tecnicamente «Linea R&S per aggregazioni», è consultabile qui.   

Chiuderà l’11 marzo: fino ad allora gruppi di almeno tre soggetti potranno sfidarsi nel tentativo di accaparrarsi una quota della dotazione, che rientra nei fondi europei Por Fesr 2014-2020. I cento progetti finanziabili (con un potenziale coinvolgimento di 350 beneficiari) dovranno avere una durata massima di due anni, e le singole agevolazioni potranno arrivare anche a due milioni di euro. 

«L'obiettivo che ci siamo dati è ambizioso ma possibile - sottolinea l’assessore regionale ad Attività produttive, Ricerca e Innovazione Mario Melazzini - raddoppiare gli investimenti pubblici e privati in ricerca e sviluppo, passando dall'1,6 per cento al 3 per cento del Pil. In questo settore è fondamentale il lavoro di squadra e la creazione di una filiera tra tutti gli attori del sistema. L'apertura di questa linea di finanziamento va esattamente in questo senso».

Quanto centrale sia il sostegno alle imprese che innovano nelle politiche della Regione, lo ha ricordato in più di un’occasione il presidente Maroni citando il provvedimento «Innova Lombardia», con il quale sta «investendo circa 470 milioni di euro in ricerca e sviluppo, così da generare investimenti complessivi per circa 1 miliardo di euro e raggiungere una quota pari a quella dei paesi europei più avanzati». 

Un obiettivo in sintonia con quanto fissato proprio dall’Unione europea, per la quale «l’innovazione è il cardine della strategia per favorire la crescita e creare occupazione». Secondo l’Europa, infatti, i paesi membri «dovranno investire, da qui al 2020, il 3% del Pil in R&S (1% di finanziamenti pubblici, 2% di investimenti privati) con l'obiettivo di creare 3,7 milioni di posti di lavoro e realizzare un aumento annuo del Pil di circa 800 miliardi di euro». 

E quanto la Lombardia sia terreno fertile per lo sviluppo di attività economiche moderne e originali, dove il talento e l’inventiva degli imprenditori possono attecchire, crescere e generare valore, lo dimostra il dato delle start up e delle pmi innovative riportato nel data base ufficiale delle Camere di commercio, predisposto per monitorarne costantemente numeri e caratteristiche: sul totale delle 5.161 censite in Italia, la Lombardia conta 1.130 start up, oltre una su cinque (contro le 577 dell’Emilia Romagna, le 505 del Lazio e le 388 del Veneto, rispettivamente al secondo, terzo e quarto posto) e 27 delle 111 Pmi. La strada è quella giusta. C’è solo da sperare che altre amministrazioni regionali imitino il modello lombardo.


LUCA PIACENTINI

Giornalista professionista. Inizia nel 2001 con la cronaca nera e giudiziaria, nel 2005 approda in televisione. Dopo l’esperienza di comunicazione politica per enti e associazioni, fonda L’Inviato quotidiano, giornale on line di cui è condirettore

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