DORIA IN SCACCO | 14 Luglio 2015

«Genova nella morsa del caldo e degli scioperi»

A Genova il maxi sciopero dei dipendenti comunali. Black out dei servizi e il sindaco Doria appeso ai favori dei nuovi sponsor: Udc e IdV. Ma il cuore dei moderati batte per il glorioso 'Corriere Mercantile'

di PAOLA CASAZZA

Genova, la Superba, attende questo martedì 14 luglio, vigilia del gran caldo africano preannunciato da tutte le emittenti nazionali e locali, in un clima ancor più rovente rispetto alle temperature che i termometri, nel giro di poche ore, andranno a segnare.

Infatti, oggi i dipendenti delle società partecipate dal Comune, tra cui AMIU (raccolta rifiuti), AMT (trasporto pubblico locale) e ASTER (lavori pubblici e manutenzione strade), Job Center e Genova Parcheggi, incroceranno le braccia e scenderanno in piazza in questa città di antichi splendori, oggi ferita gravemente dalla mancanza di lavoro e di opportunità, dalla crisi economica, dai rilevanti problemi di ordine pubblico e dalla paralisi nei collegamenti, poco sicura e sporca, in cui anche la moderna fontana in cemento armato posta nella centralissima Via Fieschi, probabilmente affidata alla manutenzione di ASTER, si è ridotta ad una vasca di acqua putrida, ambiente ideale per le zanzare e fonte di nutrimento per una vegetazione incolta che vi si erge al di sopra, e viene così offerta allo sguardo incredulo dei turisti, e molto meno, dei poveri residenti ormai avezzi al degrado ed al destino di decadenza, al quale decenni di incapaci amministrazioni locali di sinistra hanno consegnato la città.

Il motivo della protesta risiede nella adozione di una delibera con cui la risicatissima maggioranza del Sindaco Doria - ottenuta, qualche giorno fa, dopo svariati rinvii in mancanza del quorum, soltanto in seguito all’inatteso quanto “provvidenziale” sostegno di due Consiglieri comunali dell’UDC e di un Consigliere ex IDV, passati a reggere una giunta color “profondo rosso” - ha approvato, con il voto contrario di tutto il centro destra, NCD incluso (Area Popolare si è quindi divisa), le linee guida sui dipendenti della partecipate.

Da tale evento si rileva, innanzi tutto, che il Sindaco di Genova sta progressivamente perdendo quel consenso, anche popolare, che da sempre ha sostenuto, spesso obtorto collo, ma sempre in maniera massiccia, le giunte di sinistra; in secondo luogo, si viene ad assistere ad un insolito passaggio storico in cui l’amministrazione, sebbene “rossa”, viene presa di mira dai Sindacati, preoccupati di mantenere quello sguardo di favore, per non dire i veri e propri privilegi, di cui hanno sempre goduto le società partecipate ed i loro dirigenti. E ciò, a scapito della qualità ed economicità dei servizi resi alla popolazione ed al territorio, come emerso soprattutto negli ultimi tempi, in cui i buchi di bilancio non sono oltremodo rammendabili e l’emorragia di denaro riversato dentro questi carrozzoni, poco efficienti e funzionanti, da sempre denunciata dalle opposizioni, è stata resa ancor più nota non solo da certa stampa non allineata (a tale riguardo, segnalo con profondo rammarico l’annuncio dell’imminente addio del quotidiano locale “Il Corriere Mercantile”, giornale “indipendente” nel senso letterale del termine, in cui il “popolo” dei moderati liguri ha sempre trovato una fonte incontaminata di informazione), ma anche per effetto dell’azione di quell’antipolitica, forte di consensi - ma non abbastanza per portare alla giuda della Regione un Presidente grillino - nella città, che pur ha dato i natali al suo fondatore, universalmente conosciuta come la patria del “mugugno”.

 


PAOLA CASAZZA

Avvocato civilista e libera professionista. Paola Casazza ama i libri di Guareschi, la sua casa situata nella «media montagna» ligure e la politica «di matrice cattolica». Il suo motto: «Spes contra spem»

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