SPARATORIA | 10 Aprile 2015

«Giusto processo: oggi più che mai ne vale la pena»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un avvocato milanese, all'indomani della sparatoria al Tribunale di Milano che ha provocato la morte di tre persone: il loro sacrifico, e l'orgoglio di lavorare per una vera giustizia

di REDAZIONE

Egregio direttore,

dopo poche ore forse soltanto il silenzio sarebbe la reazione adeguata ai fatti tragici occorsi ieri in Tribunale.

Lo strepito, però, tutto intorno ci lascerebbe vuoti rispetto a un fatto che invece, proprio perché impegnati nel nostro lavoro nelle aule di giustizia, ci chiede conto: essere colpiti e uccisi all’interno di un’aula di giustizia grida vendetta.

Lo strepito di chi urla contro la falla dei sistemi di sicurezza, come se fosse realisticamente possibile controllare gli ingressi di migliaia di persone per prevenire l’azione di chi ha pianificato di uccidere.

Lo strepito di chi interviene così scavando, mi auguro involontariamente, altri fossati, come se non bastassero quelli che esistono già.

Grida vendetta!

E invece no! Grida di essere orgogliosi che l’assassino subirà un giusto processo, sarà assistito da un avvocato e giudicato da un giudice secondo la legge ed entrambi renderanno onore alle vittime scavando nel dettaglio delle ragioni profonde che hanno portato un uomo normale a stroncare la vita di altre persone.

Ci scopriamo oggi orgogliosi che non sia la vendetta ciò che attende Giardiello. Siamo orgogliosi che Giardiello sarà giudicato nell’ambito di un giusto processo regolato dalla legge, dove sarà presunto innocente – che paradosso! – all’esito del quale, se come è verosimile gli verrà inflitta una pena, essa dovrà tendere alla sua rieducazione. Siamo orgogliosi di tutto questo.

Il Giudice Ciampi e l’Avvocato Appiani sono morti al servizio del bene comune. La magistratura e l’avvocatura sono nella loro radice servizio al bene comune. La loro morte ci fa riscoprire e riamare il fatto che la magistratura e l’avvocatura esistono per evitare che sia la violenza a prevalere.

È per questa ragione che il giorno dopo un fatto così tragico, io, come avvocato, mi sento unito, mi sento unito come non lo sono mai stato, con ogni singolo magistrato. Così, di fronte a questi fatti mi piace immaginare che il Dott. Ciampi e l’Avv. Appiani, vittime di un’ingiustizia assurda, se potessero ci direbbero che ne valeva la pena.

E io mi sento di dire con più vigore di quello che avrei avuto ieri, grazie al sacrificio di un avvocato e di un magistrato, che ne vale la pena, ogni giorno.

Luca Ponzoni, avvocato


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